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Il mio libro in vendita

mercoledì 19 agosto 2009

4.2 La frutta



Negli orti si trovavano oltre ai cavoli, le insalate e i legumi, anche i frutti. Spesso questi fazzoletti di terra risultavano affiancati alla vigna, o, più di frequente, al frutteto. Tale combinazione orto-frutteto, anche se non era molto diffusa, è decisamente peculiare, pertanto vale la pena osservarla attraverso l’occhio delle novelle.
Nella raccolta del Sacchetti la frutta compare solo marginalmente e quasi mai si trova sulle tavole dei protagonisti; l’affermazione è valida sia per i nobili che per le famiglie più modeste. L’unico frutto che spicca con prepotenza nelle novelle è il fico. Nella CXVIII un pievano ordina ad un fante di raccogliere i fichi che si trovano su un albero del suo orto, ma costui si mangia i più delicati e consegna al parroco quelli insipidi:

“Alla pieve a Giogoli, presso a Firenze, poco tempo fa, fu un piovano, che avea un suo fante, il quale quasi ogni cosa a lui opportuna facea, insino al cuocere. Essendo di settembre, e avendo in un suo orto un bel fico castagnuolo, e avea molti belli fichi; una mattina dice il piovano al detto fante:
- Va' togli quel canestro, e va' al tale fico, ch'io vi gli vidi molto belli ieri, e recamene.
Il fante tolse il canestro e andò al detto fico, e salendovi suso, veggendoli molto belli, e assai di quelli pengiglianti, che aveano la lagrima, si mettea in bocca, che parea ch'egli avesse a fare una sua vendetta; e quando cogliea, per suo mangiare, uno di quelli cosí fatti fichi che aveano la lagrima, dicea:
- Non pianger no, che non ti mangerà messere -; e mandava giú; e se mille fichi avesse mangiato con quella lagrima, a ciascun dicea: - Non pianger no, non ti mangerà messere -; e manicavaselo elli.
Nel canestro mettea fichi tortoni, o con la bocca aperta, che appena gli averebbono mangiati i porci; e portali al piovano;[...]”

Innanzitutto, la presenza all’interno dell’orto di un fico conferma l’asserzione sopraccitata: qualche albero da frutto negli orti c’era anche se si trattava di quantità modeste e probabilmente trascurabili. Senza dubbio il fico rappresentava una risorsa integrativa alla dieta dei coltivatori che, dal mese di settembre in poi, quando i frutti erano maturi, si abbandonavano a delle vere e proprie scorpacciate. Perché a quanto pare, i fichi dovevano essere molto apprezzati; il pievano sembra ansioso di assaggiarli mentre il servitore ne va talmente ghiotto da mettere a repentaglio la sua occupazione! [...]


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