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Il mio libro in vendita

lunedì 17 agosto 2009

Novella XCIX



Bartolino farsettaio, veggendo la sua donna esser molto nera, con belle parole la morde, come ch'ella non mostrasse intenderle.

Bartolino farsettaio menò moglie una donna vedova, la quale era nerissima; e la sera andando al letto, questa donna era tutta spogliata, e sedea sul letto, segnandosi, dicendo sue orazioni. Bartolino era già coricato, e non coricandosi la donna, e quelli la guata, e pareagli ch'ella fosse in gonnella monachina, però che le carne sua aveano quel colore. Dice Bartolino:
- Spogliati, e vatti al letto.
Dice la donna:
- Io sono spogliata.
Bartolino la tocca; ed ella squittisce.
- O di' tu di vero? entra sotto.
Ed ella entrò.
Questo ho detto per tanto ch'ella era nerissima, tanto che fra l'altre volte Bartolino desinando una mattina carne di castrone, e oltre disse facesse molto bene della salsa, ché n'era vago. Venneli innanzi piccola scodellina di salsa. Dice Bartolino:
- O che vuol dir questo, che io ho sí poca salsa?
La donna disse:
- E' non si trovorono dell'erbe.
Dice Bartolino:
- E' mi pare bene che se ne trovassino, che tu te l'hai mangiata, per tal segnale che tu hai il viso tutto verde.
Dice la donna:
- E' non è quel che tu credi.
- O che è?
- È che io mi voglio levare questa carne salvatica di sopra, che per lo stare in contado è arrozzita.
Dice Bartolino:
- Datte ben fatica, che poi che tu foste mia moglie t'ha' fatto piú volte il dibuccio, come che tu creda che io non me ne sia avveduto; e quanto piú cavi, piú mi pare che truovi il nero; e però per lo mio amore, donna mia, non cavare piú, però che tu potrai trovare lo 'nferno, tanto anderai giú.
La donna disse:
- Deh, ben istà; io voglio pur comparire come l'altre, e non voglio parere una manimorcia.
Dice Bartolino:
- Or fa' che ti piace, ch'egli è meglio a mio parere che tu cuopra il tristo, anzi che tu lo scuopra.
La donna disse:
- Non so che tristo; se io sarò trista, io me n'avrò il danno.
E se mai si fece uno dibuccio, da questa volta in là se ne fece quattro, tanto che ella diventò un'aringa nera, e col suo senno s'andò sempre al mercato, parendoli esser bellissima; e Bartolino stette contento, e alla mostarda e alla salsa.
Molto è ingannata la donna di sé per lo vizio della vanagloria; e quanto piú si vede nello specchio sozza, meno si conosce; ma con nuove arti s'ingegna pur di comparire, non lasciando stare né 'l viso, né alcuno membro come Dio l'ha creato; e non pensa che la piú bella che sia, in piccol tempo, come un fiore, vien meno, e diventa secca nell'ultima vecchiezza, e in fine diventa uno testio.


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