<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307</id><updated>2012-01-26T12:30:39.252+01:00</updated><category term='Alimentazione'/><category term='Indice Trecentonovelle'/><category term='Medioevo'/><category term='Notizie'/><category term='Capitolo 4'/><category term='Scambio link'/><category term='Introduzione'/><category term='Capitolo 5'/><category term='Capitolo 2'/><category term='Curiosità'/><category term='Capitolo 3'/><category term='Libro'/><category term='Franco Sacchetti'/><category term='Trecentonovelle'/><category term='Capitolo 1'/><category term='Bibliografia'/><category term='sagre'/><category term='Capitolo 6'/><category term='Conclusione'/><category term='Capitolo 7'/><title type='text'>L'alimentazione nel basso Medioevo</title><subtitle type='html'>Il Trecentonovelle di Franco Sacchetti come fonte per la storia dell'alimentazione nel basso Medioevo di Roberto Giangregorio</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>293</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-4283512457839244134</id><published>2011-07-18T19:19:00.006+02:00</published><updated>2011-07-18T19:41:43.075+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sagre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alimentazione'/><title type='text'>L'asparago, il viagra del Medioevo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.provincia.mb.it/export/sites/default/agricoltura/img/Agricoltura/Fiere/asparagi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="302" src="http://www.provincia.mb.it/export/sites/default/agricoltura/img/Agricoltura/Fiere/asparagi.jpg" width="426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L’asparago è una della verdure di cui si possiede documentazione storica da più lungo tempo. Sembra infatti che sia stato presente già nell’antico Egitto. Senza dubbio i greci e i romani non solo lo conoscevano ma lo usavano anche in cucina. Nel duecento a.C. Catone il censore spiegava, nel De re Rustica, le tecniche di coltivazione con modalità, a dire il vero, non troppo differenti da quelle odierne mentre Marziale sosteneva che nelle paludi del ravennate si potevano trovare gli asparagi più  succulenti e teneri. Molti di essi vennero in seguito esportati nell'Urbe per allettare il palato dei ceti più ricchi. L’asparago fu molto utilizzato  tra i medici dell’antichità, i Greci li consideravano altamente afrodisiaci mentre Celso e  Galeno lo prescrivevano come diuretico e lassativo, per liberare il fegato.  Addirittura si soleva consigliare alle donne di portare le radici in un sacchetto, celato tra le vesti, come contraccettivo. Nel Medioevo l’uso medico dell’asparago rimase immutato anche se si trova quasi esclusivamente nei monasteri. In seguito l’ortaggio assunse una connotazione sessuale via via sempre più marcata:  la Scuola Medica Salernitana sentenziò: “augmentat sparagus sperma” (l’asparago fa aumentare lo sperma).  La fama afrodisiaca degli asparagi deriverebbe sia dalla forma, lunga e turgida di chiaro riferimento fallico, sia dalla velocità di crescita dei turioni (punte) che in 1-2 giorni raggiungono fino a 25 cm di lunghezza. Se contro la frigidità femminile si raccomandavano punte di asparagi avviluppate nei petali di rosa (da ingollare come pillole), per curare l’impotenza e favorire la fertilità degli uomini  si suggerivano gli asparagi più grandi. Questa credenza non si è ancora affievolita  a Bassano del Grappa, dove gli asparagi dal fusto molto grosso sono coltivati e consumati come alimento propiziatorio durante il banchetto nuziale. Anche personaggi famosi non si sono sottratti a questa credenza tramandata da secoli, sembra che Napoleone III li reputasse talmente necessari quando organizzava delle cene intime con il gentil sesso, da rinviare il convito se il cuoco non li avesse inclusi nel menù.&lt;br /&gt;Per rimanere nel nostro paese, tra Monza e l'Adda sopravvive l'antica cultura dell'asparago di Mezzago, asparago bianco verde con la punta rosa coltivato ancora secondo i dettami descritti da Plinio il Vecchio oltre 2000 anni fa. Come ogni rarità, matura in una stagione breve e in un territorio molto ristretto, incurante dei miracoli che l'agricoltura moderna potrebbe compiere in serra: disponibile solamente per un mese all’anno (da fine aprile) e gustabile solo nella cittadina brianzola (a circa  30 km da Milano), che grazie ai suoi terreni ferrosi ne assicura il tipico gusto leggermente amarognolo . Per maggiori info &lt;a href="http://www.prolocomezzago.it/"&gt;http://www.prolocomezzago.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-4283512457839244134?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/4283512457839244134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=4283512457839244134&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4283512457839244134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4283512457839244134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2011/07/lasparago-il-viagra-del-medioevo.html' title='L&apos;asparago, il viagra del Medioevo'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-367713090952608437</id><published>2010-11-07T12:47:00.001+01:00</published><updated>2010-11-16T22:01:08.122+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sagre'/><title type='text'>Con la fiera dei morti a Perugia, si ritorna all'epoca comunale</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://umbria-verde.net/wp-content/uploads/2010/09/fiera_dei_morti.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://umbria-verde.net/wp-content/uploads/2010/09/fiera_dei_morti.jpg" width="226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Fiera dei Morti si tiene nella prima settimana di Novembre fin dal Medioevo, inizialmente si svolgeva in centro, attulamente si tiene nel Piazzale Umbria Jazz, zona Pian di Massiano. Dal 1 al 6 novembre 2010 si svolgerà a Pian di Massiano la tradizionale Fiera dei Morti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’istituzione della “Fiera dei morti” di Perugia coincide con l’età comunale, in epoca medievale. Si hanno testimonianze scritte della Fiera sin dal 1260 e da queste testimonianze risulta che era già definita allora come “consuetudinaria”. Il suo nome era “Fiera di Ognissanti”, così denominata poiché la Fiera era collocata in calendario nel periodo di tale ricorrenza religiosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Fiera di Perugia si inseriva in un ricco calendario di attività fieristiche e mercantili presenti allora in Umbria in età medievale e rinascimentale. Era notevole il rilievo della Fiera a livello regionale, essendo Perugia collocata nella via che da Firenze  portava a Foligno e Ancona e tenuto conto della grande importanza commerciale della vicina via Flaminia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le fiere dell’epoca possedevano la funzione prevalente di scambio dei prodotti agricoli e del bestiame. Non a caso avvenivano nel periodo estivo e autunnale, sia per l’ampia disponibilità dei prodotti agricoli raccolti durante l’anno che per consentire alla popolazione locale il “rifornimento” prima delle difficoltà invernali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La fiera perugina di Ognissanti, sin dal sec. XIII, era frequentata da fiorentini, senesi, cortonesi, fabrianesi: in particolare, molto fertile era il rapporto con la Toscana lungo la direttrice Perugia-Firenze, di cui si ha notizia per l’invio di specifici inviti formalmente inviati dal comune di Perugia agli altri comuni toscani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel periodo della Fiera di Ognissanti di Perugia si tenevano dei giochi di antica tradizione come la caccia al toro, la corsa dell’anello e la corsa del palio o della quintana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Solo a partire dal ‘600 la Fiera di Ognissanti verrà denominata “dei defunti”, mentre nell’800 prenderà il nome attuale di “Fiera dei morti”. Il significato di questa scelta sembra voler esprimere il desiderio di rendere compatibile il ricordo e il rituale ricongiungimento con gli antenati con l’esigenza di attenuare il sentimento di tristezza comunque presente nella memoria dell’assenza. Il rituale collettivo della festa prevede addirittura l’usanza di mangiare dolci denominati “stinchetti”, “ossa dei morti”, “fave dei morti”, quasi alla ricerca di una “comunione” laica e festosa con i defunti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;tratto da &lt;a href="http://umbria-verde.net/eventi-e-manifestazioni/fiera-dei-morti-a-perugia/"&gt;Umbria, il portale turistico dell'umbria.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi volesse approfondire il tema della morte nel Medioevo invito alla lettura dell'articolo &lt;a href="http://www.pretesti.com/Testi_Pre/Ottobre02.html"&gt;La morte nel Medioevo di Linda Cavadini&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-367713090952608437?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/367713090952608437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=367713090952608437&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/367713090952608437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/367713090952608437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2010/11/con-la-fiera-dei-morti-perugia-si.html' title='Con la fiera dei morti a Perugia, si ritorna all&apos;epoca comunale'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-137971263406105750</id><published>2010-09-25T15:29:00.004+02:00</published><updated>2010-09-29T10:08:42.064+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sagre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alimentazione'/><title type='text'>La Sagra della Castagna e del Fungo Porcino a Caserta</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.eventiintoscana.it/wp-content/uploads/2010/06/fungo_porcino1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://www.eventiintoscana.it/wp-content/uploads/2010/06/fungo_porcino1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;L'Associazione "Montecaruso" presenta la "Sagra della Castagna e del Fungo Porcino" XII^ Ed., il 2 e 3 ottobre 2010 a Sipicciano di Galluccio (CE). L'evento si svolge nei vicoli dell'incantevole borgo medievale di Sipicciano di Galluccio, con stand dei principali prodotti tipici dell' Alto Casertano dove saranno distribuite caldarroste gratis. Inoltre, un seminario micologico e uno naturalistico con relativa mostra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'evento è diretto alla valorizzazione e alla salvaguardia dei prodotti tipici riconosciuti e allo sviluppo del turismo enogastronomico della Regione Campania.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Fungo Porcino del "Vulcano di Roccamonfina" è stato inserito, su richiesta dell' Associazione Montecaruso, nell' Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Ministero delle Politiche Agricole con Decreto del 10 luglio 2006, pubblicato nel supplemento della Gazzetta Ufficiale n.167 del 20 luglio 2006. In allegato il Programma completo. WEB: &lt;a href="http://www.associazionemontecaruso.it/"&gt;www.associazionemontecaruso.it&lt;/a&gt; . Facebook il Gruppo: &lt;a href="http://www.facebook.com/?ref=home#%21/group.php?gid=107894849695&amp;amp;ref=search"&gt;Il Fungo Porcino del "Vulcano di Roccamonfina"&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tratto da &lt;a href="http://www.casertanews.it/public/articoli/201009/art_20100924062626.htm"&gt;Casertanews &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Nel Medio Evo i funghi vennero sempre visti con sospetto anche se bisogna dire che presso la Corte di Federico II a Foggìa sovente erano presenti nei suoi banchetti. Anzi le fonti ci informano che Federico aveva idee precise sulla conservazione dei funghi che "dovevano essere sbiancati facendoli bollire in acqua quindi salati" per essere riposti in piccole botti. D'altra parte, grazie all'opera di ricerca e di diffusione del sapere attuata dai conventi, proprio in questo periodo i funghi entrano anche nella cucina popolare. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Il fungo&amp;nbsp; fu quindi apprezzato e studiato anche nel Medioevo e fu considerato talmente prelibato ed afrodisiaco da essere messo all'indice dal Sant'Uffizio perché distoglieva i Pellegrini dall'idea della penitenza che doveva essere collegata al Pellegrinaggio del Giubileo sulla &lt;a href="http://www.racine.ra.it/lcalighieri/Giubileo/francigena.html"&gt;Via dei Romei&lt;/a&gt;".&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"I funghi rivestirono un ruolo importante anche nella stregoneria medievale; se pensiamo alle pratiche degli unguenti,&amp;nbsp; potevano ricondursi a questa magia naturalistica dovuta all’uso di sostanze stupefacenti di origine vegetale, come la cicuta, la belladonna, il salice, l’erba astrologa, il baccaro, la brionia, il cerfoglio, lo stramonio e, come dicevo, alcuni tipi di funghi, per raggiungere quello stato di trance o di sogno, durante il quale la strega compieva i suoi voli. La Chiesa, come il potere civile e secolare delle città, non fece nulla per interpretare la cultura folklorica che venne, invece, fagocitata e cancellata in una generalizzazione demoniaca, che, con l’affermarsi della caccia alle streghe,  trasformò ogni manifestazione e rituale non cristiana in un’adorazione del demonio".&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-137971263406105750?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/137971263406105750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=137971263406105750&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/137971263406105750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/137971263406105750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2010/09/la-sagra-della-castagna-e-del-fungo.html' title='La Sagra della Castagna e del Fungo Porcino a Caserta'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-8219759759401470886</id><published>2010-09-18T11:58:00.003+02:00</published><updated>2010-09-25T15:50:35.771+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sagre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alimentazione'/><title type='text'>Alla riscoperta dei frutti dimenticati nella Valle del Senio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://fogliosalute.files.wordpress.com/2010/01/castagna.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://fogliosalute.files.wordpress.com/2010/01/castagna.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ad ottobre due importanti appuntamenti nella Valle del Senio (appennino romagnolo): dal 9 al 10 ottobre la  &lt;b&gt;Festa del Marrone&lt;/b&gt; giunta alla quarta edizione e dal 16 al 17 ottobre la &lt;b&gt;Festa dei Frutti Dimenticati&lt;/b&gt;, questa seconda arrivata alla sua 20esima edizione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A fare da cornice agli eventi il paese di Casola Valsenio, che si fregia del titolo di Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati. Antiche tradizioni contadine locali di coltivazione delle piante si esprimono anche nella salvaguardia di alberi da frutto di varietà ormai abbandonate o uscite di produzione. Con l'arrivo dell'autunno due importanti eventi alla riscoperta di quei frutti e di quelle piante che vantano tradizioni lontane, spontanee oppure coltivate sia dai tempi del Medioevo e che sono stati salvati dall'estinzione e recuperati con la soddisfazione d chi li coltiva e di chi li conosce per la prima volta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Frutti profumati dai colori caldi tipici dell'autunno:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;giuggiole, pere spadone, corniole, nespole, mele cotogne, corbezzoli, azzeruole, sorbe, pere volpine, uva spina, senza dimenticare noci, nocciole, melagrane e i marroni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'interesse per questi frutti rappresenta anche una rinnovata attenzione verso il recupero di antichi metodi di conservazione, lavorazione e consumo alimentare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante le due feste infatti tra le varie iniziative pensate dagli organizzatori si svolgerà anche un corso di marmellate ed uno di liquori, mentre i ristoranti della zona propongono per tutto l'autunno la Cucina ai frutti dimenticati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Saranno proposti piatti che utilizzano i prodotti tradizionali del territorio sia secondo la consuetudine sia in modo moderno, proponendo una cucina gradevole, naturale e dal forte potere evocativo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra le ricette:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- la salsa di rovo e di gelso&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- le composte di corniole e di cotogne&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- la torta di mele selvatiche&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- dessert con pere volpine, con castagne,alkermes, il vino e il formaggio. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un piatto tipico della zona poi il migliacco ricco di ingredienti quali mele cotogne, pere volpine, mele gialle, cioccolato, pane, raffermo grattugiato, canditi, riso e, secondo l'antica ricetta, sangue di maiale in aggiunta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;La Festa del Marrone&lt;/b&gt;, invece, propone bancarelle allestite dai produttori, conferenze tematiche sulla certificazione I.G.P., animazioni a tema agreste e assaggi delle eccellenze gastronomiche casolane preparate utilizzando questo prodotto: cotto nell'acqua con l'alloro (balòc), oppure arrostito sulla fiamma (brusé) o cotto nel forno della stufa a legna (spasmé) dopo averli "castrati", cioè praticato un piccolo taglio.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con le castagne secche si prepara una minestra, mentre la farina di castagne è la base per la polenta da mangiare con formaggio fresco e per il dolce castagnaccio. Tra i dolci si ricordano anche i ravioli, detti topini, preparati con la polpa di marrone arrostiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il marrone di Casola Valsenio è particolarmente apprezzato per il consumo fresco e per la preparazione dei marron-glace. (tratto da &lt;a href="http://abagnomaria.blogsfere.it/"&gt;abagnomaria.blogsfere.it&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per informazioni :&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pro Loco Casola Valsenio tel. 0546 73033 www.terredifaenza.it&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Che dire, un evento da non perdere per coloro che amano le castagne e per chi vuole riscoprire le tradizioni medievali: le castagne e gli altri "frutti dimenticati" hanno ricoperto un ruolo importante per l'approvigionamento alimentare delle popolazioni medievali (e degli animali domestici) soprattutto nelle zone di montagna. Basti pensare che in alcune zone d'italia alcuni castagni vennero piantati di proposito proprio per sfruttarne la versatilità del frutto che poteva essere consumato bollito o utilizzato per fare polente e dolci. Questo spiega anche perchè nel Medioevo le castagne venivano chiamate pane d'albero...&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-8219759759401470886?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/8219759759401470886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=8219759759401470886&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8219759759401470886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8219759759401470886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2010/09/alla-riscoperta-dei-frutti-dimenticati.html' title='Alla riscoperta dei frutti dimenticati nella Valle del Senio'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-6064516685040938336</id><published>2010-08-20T23:16:00.005+02:00</published><updated>2010-09-25T15:50:35.772+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sagre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alimentazione'/><title type='text'>Il Palio di Valfabbrica dal 27 agosto al 5 settembre</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cbUAeOcN_1A/TG7wlOgXQRI/AAAAAAAABtI/LiLDoEVnMMU/s1600/valfabbrica.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_cbUAeOcN_1A/TG7wlOgXQRI/AAAAAAAABtI/LiLDoEVnMMU/s320/valfabbrica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Associazione Festa d'Autunno Pro-Valfabbrica con sede a Valfabbrica (PG) ha iniziato la propria attività nel 1974 per cui, nel corso del corrente anno, ricorre il trentennale della sua fondazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'associazione si propone di organizzare, con la fattiva collaborazione della popolazione locale ripartita in tre Rioni (Badia, Osteria e Pedicino) la "Festa d'Autunno", manifestazione cittadina articolata nell'arco di dieci giorni durante i quali vengono effettuate rievocazioni storiche medioevali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dei secc. XI-XIII sia diurne che notturne oltre a giochi popolari, mostre, convegni, studi conferenze, riunioni conviviali e quant'altro ad esse connesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella prima domenica di settembre la "Festa d'Autunno" giunge al suo culmine con le rappresentazioni dei tre rioni alle quali segue l'assegnazione al campo dei giochi del "Palio" al termine di una giostra medioevale cavalleresca che comporta il superamento di gare di qualificazione agli "anelli" ed al "saracino" fino all'emozionante e caratteristico scontro finale tra i due cavalieri, lanciati frontalmente al galoppo, lancia contro lancia; cavalieri che in precedenza hanno superato con il punteggio migliore le qualificazioni. Il tutto secondo apposito regolamento di giostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ogni anno, a Valfabbrica (PG) avrà luogo la &lt;b&gt;Festa d'Autunno&lt;/b&gt;, una manifestazione di antiche radici legata alla festa del crocifisso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte: &lt;a href="http://www.folclore.eu/It/Eventi/Italia/Umbria/Perugia/Valfabbrica/Palio-di-Valfabbrica.html"&gt;folclore.eu&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le date da ricordare:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;b&gt;Palio di Valfabbrica&lt;/b&gt; inizierà il 27 agosto per terminare il 5 settembre. Di seguito il programma:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;28 agosto, cena medioevale in costume;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;31 agosto, ore 20:30 rievocazione storica del Rione Badia;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;1 settembre, ore 20:30 rievocazione storica del Rione Osteria;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;2 settembre, ore 20:30 rievocazione storica del Rione Pedicino;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;5 settembre Corteo in piazza dalle ore 15:00, segue Giostra Cavalleresca per l'assegnazione del palio 2010. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Maggiori informazioni &lt;a href="http://www.paliodivalfabbrica.com/"&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. Iscrivetevi al gruppo del &lt;a href="http://www.facebook.com/pages/Palio-di-Valfabbrica-Festa-dAutunno/338707584395"&gt;Palio di Valfabbrica su Facebook &lt;/a&gt;per seguire gli aggiornamenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Un video della manifestazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ly5RRpkmNpM?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ly5RRpkmNpM?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Falimentazionemedievale.blogspot.com%2F2010%2F08%2Fil-palio-di-valfabbrica-dal-27-agosto.html&amp;amp;layout=standard&amp;amp;show_faces=true&amp;amp;width=450&amp;amp;action=like&amp;amp;colorscheme=light&amp;amp;height=80" style="border: medium none; overflow: hidden; width: 450px; height: 80px;" allowtransparency="true" frameborder="0" scrolling="no"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-6064516685040938336?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/6064516685040938336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=6064516685040938336&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/6064516685040938336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/6064516685040938336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2010/08/il-palio-di-valfabbrica-dal-27-agosto.html' title='Il Palio di Valfabbrica dal 27 agosto al 5 settembre'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cbUAeOcN_1A/TG7wlOgXQRI/AAAAAAAABtI/LiLDoEVnMMU/s72-c/valfabbrica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-7162225138932485645</id><published>2010-08-06T14:08:00.003+02:00</published><updated>2010-09-25T15:50:35.773+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sagre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alimentazione'/><title type='text'>Rievocazione medievale a Bolsena il 7 e l'8 Agosto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_XDf6Lxh216k/TFv8OCeDTOI/AAAAAAAAB34/9L_WZUSGc3U/s1600/bolsena.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px; height: 136px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_XDf6Lxh216k/TFv8OCeDTOI/AAAAAAAAB34/9L_WZUSGc3U/s200/bolsena.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502268687874477282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Appuntamento da non perdere a Bolsena il 7 e l’8 agosto nell’incantevole  cornice del centro storico medievale, dominato dalla maestosa Rocca Monaldeschi.&lt;br /&gt;Dopo il grande successo della Festa Medievale degli anni precedenti, quest’anno si replica con un’edizione tuttavia molto più ricca e piena di appuntamenti. L’occasione di questa importante manifestazione è data dalla volontà di rievocare l’assedio a cui, nel 1328 fu sottoposta la cittadina di Bolsena da parte dell’esercito di Ludovico IV di Baviera , che non riuscì tuttavia a conquistare la città.&lt;br /&gt;La manifestazione avrà inizio sabato 7 agosto alle ore 18.30, con una importante conferenza presso l’Auditorium Comunale del Comune di Bolsena dal titolo “Bolsena 1328: l’assedio del Bavaro a Bolsena”, curata dal prof. Pietro Tamburini, il Prof. Antonio Quattranni e la Dott.ssa Monica Ceccariglia.&lt;br /&gt;La giornata piu’ ricca di appuntamenti sarà pero’ quella di domenica 8 agosto, quando il centro storico di Bolsena, già incantevole nella sua struttura e nei suoi scorci, sarà animato da una serie di eventi rievocativi e storici, che riporteranno le strade e i luoghi del centro agli antichi sapori e suoni del Medioevo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si inizierà alle ore 11.00 presso la Piazza Monaldeschi con l’apertura del Mercatino Medievale da parte dell’Ass. di rievocazione storica “l’Ordine del Sigillo”. Il gruppo medievale “Le Gaite del Drago” animeranno invece le strade centro storico a partire dalle ore 17.00, seguiti alle ore 18.30 dall’evento forse più atteso della manifestazione, la I’ edizione del Corteo Storico “I difensori della Rocca bolsenese”. Piu’ di 40 persone circa parteciperanno a questa rievocazione storica, facendo rivivere, attraverso gli splendidi abiti sapientemente confezionati da un’importante laboratorio di sartoria di Ferrara ma anche da alcune abili sarte di Bolsena, i grandi personaggi dell’epoca, dal Papa, all’Antipapa, l’Imperatore e l’Imperatrice, accompagnati da nobili, cortigiani e soldati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corteo percorrerà le strade del centro storico di Bolsena, regalando agli spettatori e ai molti turisti presenti al momento nella cittadina lacustre, uno spettacolo da ricordare.&lt;br /&gt;Alle ore 21.00 la piazza Monaldeschi sarà nuovamente animata dal balletto “S.Giorgio e il Drago”, della scuola di danza “Punte e Mezzepunte”, mentre alle ore 21.30 per le vie del centro storico si terrà il concerto itinerante di musica medievale del gruppo “DAN.CA.MUS”. La manifestazione si concluderà poi con lo spettacolo di giocoleria medievale e del fuoco del gruppo “Giocolieri e Focolieri di Soriano” che si esibiranno presso la Piazza Monaldeschi alle ore 22.30.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra uno spettacolo e l’altro inoltre i turisti e tutti coloro che vorranno passare una giornata diversa dal solito, potranno fermarsi presso la maggior parte dei Ristoranti e Trattorie di Bolsena aderenti all’iniziativa, a degustare i Menu’ tipici e a tema preparati appositamente per l’occasione.&lt;br /&gt;Questa rievocazione storica che si terrà a Bolsena il 7 e l’8 agosto,è un importante segno da parte dell’Amministrazione Comunale, teso alla valorizzazione delle tradizioni e degli antichi sapori che caratterizzano la splendida Bolsena.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.unonotizie.it/11111-bolsena-festa-medievale-e-corteo-storico-appuntamento-da-non-perdere-a-bolsena-il-7-e-l-8-agosto.php"&gt;Unonotizie.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-7162225138932485645?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/7162225138932485645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=7162225138932485645&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7162225138932485645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7162225138932485645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2010/08/rievocazione-medievale-bolsena-il-7-e.html' title='Rievocazione medievale a Bolsena il 7 e l&apos;8 Agosto'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_XDf6Lxh216k/TFv8OCeDTOI/AAAAAAAAB34/9L_WZUSGc3U/s72-c/bolsena.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-3484543744031814494</id><published>2010-08-06T13:52:00.003+02:00</published><updated>2010-09-25T15:50:35.774+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sagre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alimentazione'/><title type='text'>In Valle Sturla si rivivono le atmosfere del Medioevo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_XDf6Lxh216k/TFwA7b7kZ5I/AAAAAAAAB4A/NhjnfvgDSuA/s1600/valle+sturla+04_ridimensionare.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_XDf6Lxh216k/TFwA7b7kZ5I/AAAAAAAAB4A/NhjnfvgDSuA/s200/valle+sturla+04_ridimensionare.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502273865849792402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 7 e 8 agosto, nella suggestiva cornice della Valle Sturla (in provincia di Genova), è organizzata dal Centro Anidra (Casali di Stibiveri -Borzonasca) la 1° edizione de "La Giostra dei Casali - Fiera, sagra e giochi medievali" che comprenderà, oltre alla fiera dei prodotti tipici locali, due giornate di attività gratuite per bambini e adulti: giochi a squadre, esibizioni e rievocazioni medievali anche con il fuoco (IannaTampè, Sbandieratori di Lavagna, Balestrieri del Mandraccio), punti ristoro e ristorazione sempre disponibili.&lt;br /&gt;La domenica sera la manifestazione prevederà la sagra dell'asado e dei piatti tipici delle Tre Valli, cucinati direttamente da esponenti delle proloco delleValli stesse. Il concerto di Napo in omaggio De Andrè in fraseggio con i giocolieri con il fuoco medievali, sarà l'evento clou della serata, e giganteschi palloni illuminanti renderanno l'atmosfera ancora più suggestiva. Fra gli enti di prestigio che hanno concesso il loro patrocinio, oltre al Comune di Borzonasca, la provincia di Genova, la regione Liguria, la comunità Montana, i comuni di Santo Stefano d'Aveto, Ne e Mezzanego. L'appuntamento è per sabato 7 agosto ore 10.30 con lo spettacolo inaugurale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL MEDIOEVO IN VALLE STURLA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la "Giostra dei Casali", del 7 e 8 Agosto, i Casali di Stibiveri rivivranno le atmosfere medievali delle loro origini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stato scelto il Medioevo come filo conduttore della manifestazione proprio perché all'interno del parco dove si svolgerà l'evento sorge il complesso edilizio dei "Casali", palazzotto alto medievale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le atmosfere medievali saranno ricreate grazie alla partecipazione dei seguenti gruppi di "rievocazioni medievali":&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Sbandieratori e musici dei sestieri di Lavagna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Arcieri dei sestieri di Lavagna con dame in costume&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Balestrieri del Mandraccio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Ianna Tampè: giocolieri medievali con esibizioni anche con il fuoco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto nelle due giornate di sabato 7 e domenica 8 agosto nel parco rurale del centro Anidra si potranno incontrare giocolieri, dame, cavalieri, combattenti e musici che intratterranno grandi e piccini con spettacoli e dimostrazioni. Tutti gli spettacoli e le animazioni sono gratuite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 7 e 8 Agosto il Medioevo ai Casali, in Valle Sturla, a pochi minuti da Borzonasca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per info: www.centroanidra.it 0185 1835737&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:&lt;a href="http://newsfood.com/q/117777e6/la-giostra-dei-casali-il-medioevo-torna-in-valle-sturla/"&gt;newsfood&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-3484543744031814494?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/3484543744031814494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=3484543744031814494&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3484543744031814494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3484543744031814494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2010/08/in-valle-sturla-si-rivivono-le.html' title='In Valle Sturla si rivivono le atmosfere del Medioevo'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_XDf6Lxh216k/TFwA7b7kZ5I/AAAAAAAAB4A/NhjnfvgDSuA/s72-c/valle+sturla+04_ridimensionare.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-5098662255064350362</id><published>2010-07-25T15:11:00.001+02:00</published><updated>2010-09-25T15:50:35.774+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sagre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alimentazione'/><title type='text'>Cene medievali a Camaiore</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cbUAeOcN_1A/TEw3zSUrFdI/AAAAAAAABoI/xc5wSCClYiQ/s1600/prima+cena.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_cbUAeOcN_1A/TEw3zSUrFdI/AAAAAAAABoI/xc5wSCClYiQ/s320/prima+cena.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da giugno ad agosto, tutti i mercoledì (e qualche venerdì) alle ore 21, la &lt;b&gt;Compagnia Storica Palio dell’Assunta&lt;/b&gt; di Camaiore (LU) organizza delle cene medievali, un viaggio indietro nel tempo ricco di emozioni per rivivere suoni, colori e sapori del Medioevo. Sarà infatti possibile degustare salumi, formaggi, prodotti da forno, salse, minestre, carni, dolci tipici e il tutto annaffiato da un buon bicchier di vino. Per maggiori informazioni cliccate &lt;a href="http://www.sbandieratoricamaiore.it/Cene%20Medievali.html"&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Falimentazionemedievale.blogspot.com%2F2010%2F07%2Fcene-medievali-camaiore.html&amp;amp;layout=standard&amp;amp;show_faces=true&amp;amp;width=450&amp;amp;action=like&amp;amp;colorscheme=light&amp;amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px;" allowTransparency="true"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-5098662255064350362?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/5098662255064350362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=5098662255064350362&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5098662255064350362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5098662255064350362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2010/07/cene-medievali-camaiore.html' title='Cene medievali a Camaiore'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cbUAeOcN_1A/TEw3zSUrFdI/AAAAAAAABoI/xc5wSCClYiQ/s72-c/prima+cena.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-4667212695554115223</id><published>2010-07-18T16:49:00.001+02:00</published><updated>2010-09-25T15:50:35.775+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sagre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alimentazione'/><title type='text'>Il mercato medievale di Filetto dal 13 al 16 agosto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cbUAeOcN_1A/TEMUJS78HKI/AAAAAAAABm0/An2uwtgBtok/s1600/filetto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_cbUAeOcN_1A/TEMUJS78HKI/AAAAAAAABm0/An2uwtgBtok/s320/filetto.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Dal 13 al 16 agosto 2010 a &lt;b&gt;Filetto di Villafranca (Massa Carrara) &lt;/b&gt;avrà luogo il consueto &lt;b&gt;mercato medievale&lt;/b&gt;, dove verranno riproposti mestieri medievali, prodotti gastronomici della Lunigiana, costumi d'epoca, botteghe artigiane medievali caratterizzate dalle lavorazioni del legno, del ferro, della pietra, della ceramica, del cuoio, l'intreccio del vimine, la tessitura e il ricamo. Le vie del borgo saranno addobbate con stendardi, illuminate da torce, animate da cartomanti, streghe, musici e menestrelli, mangiafuoco, giocolieri e saltimbanchi, ospiteranno personaggi e attività di un caratteristico mercato medioevale. &lt;/div&gt;&lt;!-- adsense --&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sfileranno inoltre i Gruppi storici della Cervia e della Quercia di Querceta, gli Sbandieratori e gli Archirey di Fivizzano, il gruppo storico e sbandieratori “Borghi e contrade città di Aulla”, il gruppo storico “Borgo e valle Città di Levanto”, “Dame e Cavalieri della Selva incantata” del gruppo storico della Pro Loco villafranchese.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(fonte&lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/"&gt; http://www.terredilunigiana.com&lt;/a&gt;) &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Falimentazionemedievale.blogspot.com%2F2010%2F07%2Fil-mercato-medievale-di-filetto-dal-13.html&amp;amp;layout=standard&amp;amp;show_faces=true&amp;amp;width=450&amp;amp;action=like&amp;amp;colorscheme=light&amp;amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px;" allowTransparency="true"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-4667212695554115223?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/4667212695554115223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=4667212695554115223&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4667212695554115223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4667212695554115223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2010/07/il-mercato-medievale-di-filetto-dal-13.html' title='Il mercato medievale di Filetto dal 13 al 16 agosto'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cbUAeOcN_1A/TEMUJS78HKI/AAAAAAAABm0/An2uwtgBtok/s72-c/filetto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-4746729852311831634</id><published>2010-04-25T15:07:00.006+02:00</published><updated>2010-09-25T15:50:35.776+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sagre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alimentazione'/><title type='text'>A Canino (VT) festa all'insegna dell'asparago e del Medioevo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_XDf6Lxh216k/S9RB_DymFUI/AAAAAAAAByw/Aczalsdukfo/s1600/asparagi1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px; height: 88px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_XDf6Lxh216k/S9RB_DymFUI/AAAAAAAAByw/Aczalsdukfo/s200/asparagi1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464064799512335682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Segnalo ai miei lettori un articolo interessante sulla festa dell'asparago a Canino (in provincia di Viterbo) letto stamani sul sito del corriere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco un estratto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ROMA -  Un record da battere e 1.500 uova da sbattere. Canino, borgo in provincia di Viterbo, si prepara a festeggiare l’asparago verde, re della produzione locale, con una tre giorni di ricette. Dal 23 al 25 aprile si potranno assaggiare primi, secondi e persino dolci a base di asparago. E sabato 24 è in programma la «gara di salto» delle frittate.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;IL «MANGIATUTTO» - Nel viterbese lo conoscono come «mangiatutto» &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;grazie al fatto che dell’asparago non si butta via niente&lt;/span&gt;. L'asparago verde di Canino viene coltivato nelle zone limitrofe la città: le sue caratteristiche organolettiche dipendono dai tipi di terreni, calcareo o d'origine vulcanica, e da un ambiente caratterizzato da un clima mite e temperato; basti pensare che in inverno le temperature sono inferiori ai zero gradi solo in alcuni giorni ed in estate oscillano tra i venticinque e i trentadue gradi. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Proprio per questo fortunato clima, l’asparago di Canino matura molto prima che altrove (si raccoglie già nel mese di gennaio) e questo permette di avere un raccolto enorme e di ottima qualità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NON SOLO CIBO – Durante la manifestazione &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;si potranno visitare le rovine di Castellardo, il forte che nel Medioevo controllava la strada che permetteva di raggiungere Roma evitando le paludi dell’Aurelia&lt;/span&gt;. In via eccezionale ci sarà la visita alla necropoli etrusca delle Cento Camere nella frazione di Musignano, di proprietà del Principe di Torlonia. Da non perdere, sempre nelle vicinanze, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la necropoli etrusca di Vulci con il parco e la vecchia città&lt;/span&gt;. Lungo un percorso che fonde natura ed archeologia industriale si può ammirare anche un antico mulino del 1860 e una cascata che ha levigato la roccia basaltica. Continua &lt;a href="http://tinyurl.com/2dk24sr"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://tinyurl.com/2dk24sr"&gt;corriere.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-4746729852311831634?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/4746729852311831634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=4746729852311831634&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4746729852311831634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4746729852311831634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2010/04/canino-vt-festa-allinsegna-dellasparago.html' title='A Canino (VT) festa all&apos;insegna dell&apos;asparago e del Medioevo'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_XDf6Lxh216k/S9RB_DymFUI/AAAAAAAAByw/Aczalsdukfo/s72-c/asparagi1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-2451148042484060139</id><published>2010-04-11T14:36:00.005+02:00</published><updated>2010-04-22T11:03:42.279+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alimentazione'/><title type='text'>L'alimentazione dall'antica Roma al Seicento</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Segnalo ai miei lettori un articolo, trovato su &lt;a href="http://tinyurl.com/ybpzjnm"&gt;Blog.it&lt;/a&gt;, su come è cambiato il modo di mangiare nei secoli. Il blog contiene anche ricette e articoli molto interessanti (&lt;a href="http://tinyurl.com/y8lbgzc"&gt;leggete anche  "I banchetti della Roma Imperiale in attesa del 2763 Natale di Roma&lt;/a&gt;")&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;per chi fosse appassionato all'argomento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ecco uno stralcio dell'articolo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;[...] Non si può che partire dall’antica Roma dove, a onor del vero, i gusti e le usanze erano assai diverse da quelle che la Roma moderna offre. Più o meno tutti conoscono il disgustoso uso di infilarsi due dita in gola a fine pasto per svuotare lo stomaco e ricominciare da capo il banchetto, sempre mollemente adagiati sui propri triclini. Se invece si decideva di raggiungere la fine del pasto, si concludeva con lattuga fresca per ‘sgrassare’. Ma non è tutto: i nostri progenitori amavano mescere il vino con l’acqua di mare e preparavano una prelibatezza di formaggio mescolando il latte con un rametto di fico perché questo conteneva una sostanza che lo faceva cagliare. Inoltre consideravano le fave bollite una leccornia, baciavano a bocca chiusa se avevano mangiato il porro e cuocevano i cavoli in acqua nitrata o aceto stagionato per combattere la nausea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A darci numerose indicazioni sull’alimentazione del suo tempo, sia quella sulle tavole dei nobili che su quelle dei poveri, è il poeta Orazio che, come noi oggi, amava i cibi semplici ed economici quali malve, cicoria, olive, sosteneva che niente fosse meglio di pane e sale per togliere la fame e odiava a tal punto l’aglio da credere che l’avesse inventato una strega di nome Canidia. Orazio racconta che i ricchi mangiavano cibi inusuali come ostriche e pavone e che sulle loro tavole si azzardavano abbinamenti che definiremmo inquietanti, come i tordi con i frutti di mare. I cuochi al loro servizio si affannavano a inventare ricette sempre più stravaganti con cibi ricercati e a volte impensabili. Molti venivano dalle parti più remote dell’impero, come la salsa di pesce dalla penisola iberica o il frumento dalla Libia e i prodotti agricoli dall’Africa; una particolare delizia era considerata la frutta siciliana (non è davvero cambiato niente), il miele della Calabria e le mele del territorio piceno. Ma il poeta non racconta soltanto i banchetti dei nobili, dove dopo ogni portata arrivavano svelti due schiavi: uno puliva la tavola con un panno porpora, l’altro eliminava ogni traccia di cibo mentre gli opulenti commensali si sciacquavano le mani in acqua e vino. Elargiva consigli alle persone comuni: preferire le uova allungate a quelle tonde, scegliere i funghi prataioli, terminare i pasti con le more nere, aprirli con bevande leggere (il nostro aperitivo).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel Medioevo aumenta il consumo dei cereali e diminuisce quello della carne a vantaggio dei proteici legumi. Il colore del pane, d’ora in poi, indicherà la classe sociale, oltre che l’area geografica di provenienza di ogni individuo e verrà coniato il termine ‘companatico’ a indicare tutto ciò di commestibile che accompagnava il pane, ovviamente centro dell’alimentazione soprattutto di poveri e contadini. Quanto ai ricchi, per loro la vita è sempre stata facile, con tavole imbandite in cui non mancava nulla: brodo, carni in umido dalle preparazioni elaborate come il biancomangiare, frutta e spezie, che più erano abbondanti più erano simbolo di magnificenza. In quest’ottimo sito abbiamo trovato una chicca: a Roma nei secoli bui si mangiavano gli zanzarelli, una sorta di zuppa antenata della nostra stracciatella, in cui l’uovo era utilizzato per l’aspetto esteriore e c’era abbondanza di zafferano, cannella, pepe, zenzero e noce moscata. Molto in voga anche la minestra d’erbe fresche con la lattuga chiamata, appunto, romana, il capretto arrosto, il pollo, la porchetta, che veniva chiamata ‘maiale rovesciato’ perché nella sua preparazione tutto quello che era dentro veniva fuori e viceversa; poi le salse a base di prugne o d’aglio, il cui sapore veniva smorzato con mandorle o succo d’uva e torte cotte nelle braci del camino.  I banchetti, poi, erano un vero e proprio spettacolo: c’era l’antipasto di frutta di stagione accompagnata da vini muffati, il ‘primo servizio’ con brodetti vari, il ‘secondo servizio’ con le carni in umido, poi gli arrosti e gli intermezzi, i nostri contorni. Solo a questo punto ci si poteva alzare e ballare sulla musica che veniva suonata dall’inizio alla fine dei pasti. Il vino era solo bianco, perché il rosso, robusto, era considerato adatto a chi lavorava nei campi. Si finiva in bellezza con dolcetti vari e come digestivi semini di anice o cardamomo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A cavallo tra Medioevo e Rinascimento divenne famoso il Maestro Martino, che perfezionò la sua arte culinaria proprio a Roma, nelle cucine del Vaticano. In questo periodo si consumavano minestre a base di latte e riso e carne di selvaggina che venivano preparate in crosta di pane, ma proprio lui dette inizio a una grande tradizione romana: quella della pasta asciutta, cucinando per primo maccheroni e vermicelli conditi con uvetta, burro e sale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nei secoli del Rinascimento la cucina cambiò molto, grazie alle patate, al mais, al tacchino e al cacao che furono portati dalle Americhe, o al caffè e al tè dall’Oriente. Tutti prodotti che però ci misero molto per affermarsi: la patata ad esempio fu usata nell’alimentazione umana solo a partire dal Settecento e lo stesso il mais, usato per disperazione come unica alternativa alla morte in tempi di carestia, sottoforma di polenta. E sempre dopo il Seicento la bevanda del cacao, la cioccolata calda, fu scoperta da re e regine [...]&lt;/span&gt; &lt;a href="http://tinyurl.com/ybpzjnm"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;continua qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-2451148042484060139?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/2451148042484060139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=2451148042484060139&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2451148042484060139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2451148042484060139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2010/04/lalimentazione-dallantica-roma-al.html' title='L&apos;alimentazione dall&apos;antica Roma al Seicento'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-1780484305480423041</id><published>2010-02-03T22:28:00.006+01:00</published><updated>2010-09-25T15:51:18.867+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sagre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alimentazione'/><title type='text'>Sagra del polentone vicino Rieti  il 21 febbraio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_XDf6Lxh216k/S2nrn3sFiNI/AAAAAAAABrI/CSSw-4XPXLY/s1600-h/polenta-pittura-1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 191px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_XDf6Lxh216k/S2nrn3sFiNI/AAAAAAAABrI/CSSw-4XPXLY/s200/polenta-pittura-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434133495595501778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Segnalo a tutti i miei lettori la Sagra del polentone di Castel di Tora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra maschere e combattimenti il medioevo ha inizio in Sabina. Ai piedi del Monte Navegna, a pochi passi tra Roma e Rieti domenica 21 febbraio il piccolo paese di Castel di Tora fa un tuffo nel passato enogastronomico della Sabina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'entrata del centro storico sarà posto un paiolo di rame gigante che verrà riscaldato da un enorme falò dove un'esperta polentara castelvecchiese girerà a mestiere il ramaiolo fin dalle prime ore del mattino. Già dal 1920 questo piatto, povero per definizione, è considerato un simbolo del paese reatino che si affaccia sul Lago del Turano e così, da quasi un secolo, non passa anno in cui non si rinnovi la sagra ad esso dedicata. Il polentone viene condito tradizionalmente con un sugo di aringa, tonno, baccalà ed alici.&lt;br /&gt;Per dare un pizzico di innovazione alla manifestazione ci sarà l'angolo dedicato ai "Sapori della Nostra Provincia" con la degustazione della Bruschetta all'olio extra vergine d'oliva della Sabina, a cura della Pro loco di Casaprota e nel pomeriggio la degustazione dei famosi "spaghetti all'amatriciana" cucinati dalla Proloco di Amatrice.&lt;br /&gt;Nel borgo, edifici in pietra con coperture in legno e coppi di laterizio ricordano abitazioni tipiche dell'architettura rurale dove portali antichi, viuzze con archi, scalinate, passaggi, grotte e cantine scavate nella roccia ci immergono in un contesto medievale. Castel di Tora non offre solo paesaggi urbani, la sua posizione infatti consente ai turisti di godere sia del lago artificiale dove durante l'estate è possibile fare il bagno, ma anche della corona di fitti boschi dove è possibile passeggiare. Il borgo di Castel di Tora classificato come "Uno dei borghi piu' belli d'Italia", offre al turista angoli caratteristici meritevoli di essere visitati.&lt;br /&gt;Il 21 febbraio sarà dedicato non solo al buon pasteggiare, ma anche alla rievocazione storica delle tradizioni e dei costumi di un tempo. Nel pomeriggio i visitatori potranno ammirare la sfilata in costume medievale per le vie del Borgo e i combattimenti simulati da attori in maschera.&lt;br /&gt;Castel di Tora è uno dei sedici paesi a far parte dell'Associazione Culturale dei "Polentari d'Italia", uniti dalla stessa voglia di riscoprire le tradizioni e confrontarsi attraverso la "Polenta", piatto che unisce idealmente l'Italia da Nord a Sud. La fama del "Polentone di Castel di Tora" ha varcato ormai i confini regionali, spesso, infatti accade che la Pro Loco venga invitata in altri paesi per offrire la degustazione del prelibato alimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vuoi sapere cosa mangiavano nel Medioevo? &lt;a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=318281"&gt;Acquista&lt;/a&gt; il mio libro! &lt;a href="http://www.lulu.com/content/e-book/il-trecentonovelle-di-franco-sacchetti-come-fonte-per-la-storia-dellalimentazione-nel-basso-medioevo/7603575"&gt;Qui&lt;/a&gt; troverai anche la versione elettronica!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Luogo: centro storico di Castel di Tora (Rieti).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Data: 20 - 21 febbraio 2010 dalle ore 11,00.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Costi di partecipazione: ingresso gratuito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Percorso: Per arrivare a Castel di Tora da Roma A 24 uscita Carsoli direzione Lago del Turano;Dalla Salaria per Rieti, loc. "Ornaro" direzione Lago del Turano - Castel di Tora; Da Rieti Fonte Cottorella - SP Valle Turano direzione Lago del Turano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(tratto da &lt;a href="http://www.viniesapori.net/articolo/sagra-del-polentone-di-castel-di-tora-2010-0302.html"&gt;viniesapori.net&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-1780484305480423041?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/1780484305480423041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=1780484305480423041&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1780484305480423041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1780484305480423041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2010/02/sagra-del-polentone-vicino-rieti-il-21.html' title='Sagra del polentone vicino Rieti  il 21 febbraio'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_XDf6Lxh216k/S2nrn3sFiNI/AAAAAAAABrI/CSSw-4XPXLY/s72-c/polenta-pittura-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-340578084829359426</id><published>2009-08-19T21:30:00.001+02:00</published><updated>2010-04-19T10:55:49.758+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Introduzione'/><title type='text'>Introduzione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Trecentonovelle non è solo una raccolta di novelle che si presentano nella loro disinvolta evidenza di fatti e storie inclini a saldarsi nell’incisività dell’aneddoto o nel colore di una figurazione icastica: è molto di più. È anche un efficace veicolo per ricostruire le consuetudini di vita della popolazione del basso Medioevo, soprattutto quelle riguardanti l’alimentazione e l’incidenza concreta, quotidiana, che una struttura economico-sociale ebbe sulla vita degli uomini.&lt;br /&gt;La storia dell’alimentazione, almeno fino a qualche decennio fa, per l’Italia, fino agli studi di Massimo Montanari, è stata studiata in discipline “chirurgicamente” separate, spesso non comunicanti tra di loro; il risultato di ricerche settoriali è stato quello di rendere conto in modo approfondito di singoli aspetti, senza affrontare unitariamente le problematiche. Il lavoro condotto per la stesura di questo saggio è fornito proprio dalla ricerca di una fonte che potesse, unicamente e limitatamente ad un contesto spazio-temporale definito, dare un quadro complessivo di come fosse vissuto il rapporto tra uomo e cibo. In questa prospettiva, la raccolta del Sacchetti è esemplare: attraverso uno spaccato della società bassomedievale, l’autore ci fornisce una serie di elementi che è impossibile scindere; non si può preferire un aspetto ad un altro per il solo piacere di analizzarlo: gli aspetti fisiologici, economici, sociali, religiosi e psicologici sono correlati fra loro e tutti forieri di un’interpretazione che va oltre la “storiella burlesca” e che cela profondi significati culturali e simbolici. Molto utile si è rivelato, per un approccio storico alle novelle, il testo di G. Cherubini, Vita trecentesca nelle novelle di Giovanni Sercambi, in “Signori, contadini, borghesi. Ricerche sulla società italiana del basso Medioevo”, La Nuova Italia Editrice, Firenze 1974.&lt;br /&gt;I personaggi descritti dal Sacchetti, intenti quasi sempre a svolgere le loro attività produttive, con i loro gesti e le loro abitudini, costituiscono un paradigma degno di nota per approfondire la storia dell’alimentazione. Rappresentano situazioni e comportamenti ideali per muoverci all’interno di approcci storiografici  più recenti, che non si esauriscono nella ricostruzione delle imprese dei grandi uomini, ma si interessano anche alle strutture del quotidiano, alle quali appartengono gli usi alimentari dei popoli.&lt;br /&gt;All’interno di queste strutture, le minime situazioni della vita di tutti i giorni hanno qualcosa di necessario, un senso ordinato. Se possono apparire immobili in relazione ad altri eventi storici, avvenimenti o cicli congiunturali, esse sono in realtà tutt’altro che statiche, anche se si sviluppano in un tempo molto più lento, il tempo lungo delle strutture, come ha evidenziato Fernand Braudel. In realtà i gesti di ogni giorno mutano con tutto quanto è collegato ad essi. Le strutture del quotidiano sono avvinghiate alla storia. Se pensiamo prima ai Greci, e poi agli antichi Romani, essi hanno desinato coricati sui letti; ma dall’alto Medioevo gli occidentali hanno abbandonato quella posizione, per mangiare seduti. Questo cambiamento di atteggiamento non è isolabile da altre trasformazioni avvenute parallelamente: in seguito, liberando la mano sinistra, la posizione seduta ha consentito di tagliare grosse porzioni di carne con i coltelli, che compaiono appunto allora sulla tavola. E senz’altro non è un coincidenza se questi “mangiatori di carne” sono stati anche coloro che hanno introdotto l’uso della forchetta. La quotidianità delle novelle ci ha così permesso di far luce su alcuni aspetti peculiari del consumo alimentare: il rapporto tra l’uomo e l’ambiente circostante, l’utilità delle figure di mestiere nella trasformazione e nella vendita del cibo, le tecniche di cottura degli alimenti e l’utilizzo di utensili rivelatori di ricette e della consistenza delle stesse.&lt;br /&gt;Queste sono le chiavi con cui si è affrontato il tema dell’alimentazione nel basso Medioevo soprattutto nell’area toscana, nella quale sono ambientate la maggior parte delle novelle del Sacchetti.&lt;br /&gt;Il Trecentonovelle ci ha restituito l’immagine di una società dove l’attività economica predominante era ancora l’agricoltura e dove la maggior parte degli abitanti erano contadini o artigiani. In effetti, questi secoli di espansione mercantile, manifatturiera e di relativa urbanizzazione hanno visto le strutture portanti della società rimanere le stesse: generalmente i prodotti oggetto di scambio, sia elaborati che allo stato grezzo, provenivano dalla coltivazione o dall’allevamento. Foreste e agricoltura offrivano quasi tutte le materie prime da plasmare, perché nel complesso era ancora minima l’importanza dei metalli nella vita economica.&lt;br /&gt;La prima parte dell’elaborato sarà incentrata sugli animali e sul relativo allevamento, dato che costituivano una delle risorse alimentari (e non solo) più importanti sia per le famiglie contadine sia per i ceti più abbienti. Prenderò in considerazione il ruolo che ha rivestito il maiale, l’alimento per eccellenza dell’epoca medievale, mettendo a fuoco la mutazione delle tecniche di allevamento che traspare nella transizione tra l’alto e il basso Medioevo, le difficoltà relative alla macellazione dell’animale dovute alla scarsa dimestichezza di figure non adibite alla professione e gli strumenti utilizzati per lo scopo. Ma emergeranno anche parametri indicativi sul peso delle bestie, sulle loro fattezze fisiche, sulla condotta dei loro padroni. Presteranno il fianco, inoltre, ad ulteriori considerazioni anche la polivalenza delle sue parti  e gli aneddoti relativi alla sistemazione e alla conservazione del suino.&lt;br /&gt;Successivamente mi occuperò del ruolo degli ovini nell’economia domestica sottolineando l’importanza della pecora che, a differenza dei suini, era molto utile anche da viva in quanto fornitrice di latte e lana. Mi soffermerò anche qui sull’allevamento delle bestie e su come la loro carne venisse considerata dall’opinione comune. Interessante è anche osservare come il consumo di questo alimento veniva scandito da riti legati alle liturgie che andavano oltre l’economia e la sussistenza delle famiglie. Un altro aspetto che verrà preso in considerazione riguarderà gli alimenti derivati: l’incidenza del latte nella società descritta dal Sacchetti e il ruolo che ricopriva il formaggio sia come alimento in se stesso sia come merce di scambio per i mercati.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda gli animali da cortile, invece, essi costituivano una valida risorsa per il fabbisogno della famiglia contadina. Alcuni godevano di un’ottima reputazione tanto da essere serviti nelle occasioni di festa per il sapore e la consistenza delle loro carni. Vedremo, inoltre, che ad ogni festa religiosa sarà usanza cucinare un animale diverso. A tal proposito non si può trascurare il ruolo delle uova, cibo ricco, sano e nutriente che spesso, oltre ad essere consumato dai contadini (stabilirne la quantità è impossibile), costituiva per loro un ulteriore cespite di guadagno , dato che non disdegnavano venderle sui mercati cittadini.&lt;br /&gt;Un’altra risorsa di rilievo era costituita dalla selvaggina che vagava indisturbata nelle foreste. Se per i contadini era un’ulteriore fonte integrativa alla loro dieta, per i giovani nobili la sua cattura rappresentava anche un motivo d’addestramento militare; attraverso la caccia, infatti, imparavano ad usare le armi.&lt;br /&gt;In seguito tratterò le tecniche di cattura degli animali: cercherò di capire, tramite la testimonianza delle novelle, quale era la selvaggina più ambita e quali erano i luoghi teatro di caccia. Mi soffermerò anche sui sistemi utilizzati dai contadini per catturare gli animali  mettendoli poi in relazione con quelli in uso dalle classi più agiate. Il raffronto è possibile dal momento che l’approccio all’attività venatoria era totalmente opposto.&lt;br /&gt;Le novelle, inoltre, ci offrono particolari utili per farci un’opinione su quali erano gli animali maggiormente ricercati e quali più temuti.&lt;br /&gt;Se la caccia costituiva una risorsa significativa, la pesca non era da meno: la facilità con cui veniva catturato questo prodotto e la bontà di alcune specie ne facevano un cibo particolarmente apprezzato. Di conseguenza mi è parso opportuno soffermarmi sulla sua larga reperibilità e sulla sua compravendita: in effetti, una derrata a disposizione di tutti, sia nelle acque dolci dell’interno che nel mare, non poteva non essere venduta in grande quantità sui banchi del mercato e nelle pescherie. Ma il pesce era anche alimento dalle connotazioni fortemente religiose; l’astinenza dalla carne nel periodo di Quaresima ne faceva la vivanda più ricercata. In merito a questo tema, il Trecentonovelle ci fornisce una testimonianza su come venivano recepiti dalla popolazione tali precetti. Le novelle sono di grande utilità anche per determinare quali erano le specie, reputate all’epoca, più succulente e quali i metodi più utilizzati per catturarle.&lt;br /&gt;Gli uomini non si cibavano solo di animali. Esistevano prodotti meno gustosi, che fornivano comunque un apporto quotidiano soprattutto sulle mense dei contadini, ossia i prodotti dell’orto. Le novelle prese in esame ci danno indicazioni sulla loro dislocazione, su quali ortaggi venivano coltivati e quali adoperati per fare salse o preparare minestre. In alcuni casi l’uso così diffuso ci induce a considerare aspetti che vanno al di là del semplice consumo, come ad esempio la buona conservazione nel tempo, le proprietà curative o i significati simbolici. Le novelle ci mostrano anche i più ricchi intenti a consumare pasti frugali mettendo in discussione il luogo comune che erano ritenuti alimenti riservati ai poveri. La differenza sostanziale era che per loro costituiva una variante, mentre per i più poveri rappresentava la sussistenza quotidiana.&lt;br /&gt;Noteremo, poi, che con l'impulso del mercato il consumo degli ortaggi non fu più limitato agli stessi produttori: la commercializzazione di tali prodotti divenne dinamica, sia nei mercati più distanti (quando gli ortaggi non erano troppo facilmente deteriorabili) sia, e soprattutto, negli scambi fra le campagne e i vicini centri urbani.&lt;br /&gt;Interessanti sono anche le indicazioni che riguardano gli strumenti di manutenzione dei vegetali, soprattutto perché ci confermano una relativa contiguità tra i seminativi dei campi e quelli dell’orto.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il ruolo della frutta, le notizie sono poche ma permettono di capire che essa veniva apprezzata da persone di tutti gli strati sociali. Indiscutibilmente per i più poveri, il consumo di frutta aveva comunque una valenza marginale; essi ne usufruivano solo se piantavano qualche albero da frutto nel proprio orto, mentre i nobili ne facevano ampio uso soprattutto nelle occasioni di festa. In definitiva, la frutta ricopriva ancora il ruolo di prodotto di nicchia poiché solo i fini palati dell'aristocrazia potevano gustarla con regolarità.&lt;br /&gt;Se la frutta era considerata cibo da ricchi, ciò non si può dire per la castagna che, soprattutto per gli abitanti delle zone di montagna, contribuiva a fornire un significativo apporto calorico ai loro pasti. In merito, vedremo con quali sistemi le castagne venivano conservate e con quali modalità venivano consumate.&lt;br /&gt;Dalla lettura delle novelle, poi, emerge il ruolo fondamentale del vino, una risorsa di grande peso per il suo valore nutrizionale, officinale e liturgico, senza dimenticare la sua diffusione “trasversale” nella società e la sua notevole importanza nel favorire la convivialità.&lt;br /&gt;Cercheremo di capire su quali standard si allineava la qualità della bevanda, con quali criteri veniva conservata e consumata, e gli eventuali risvolti economici che ne scaturivano.&lt;br /&gt;Mi occuperò poi delle figure di mestiere, figure che avevano il compito di trasformare i cibi o di venderli. Osservare i lavori che venivano svolti sugli alimenti è stata un’ottima occasione per comprendere meglio i meccanismi alimentari della società dell’epoca.&lt;br /&gt;La più antica figura in questo campo era quella dell’oste: il Sacchetti ne descrive le mansioni, le tipologie di cibo che offriva agli avventori senza tralasciare anche particolari sulla sua indole, utili per capire anche chi frequentava le taverne.&lt;br /&gt;Successivamente mi soffermerò sul mestiere del fornaio, una delle figure più interessanti; egli aveva un ruolo decisamente importante perché cucinava l’impasto preparato dalle donne a casa, oltre a confezionare alcune pagnotte per i viaggiatori o per chi non poteva provvedere da solo. Se pensiamo che egli manteneva la giusta temperatura durante la cottura senza avere a disposizione né orologio né termometro, ci rendiamo conto di quanto fosse delicata la sua attività. Il Sacchetti, descrivendolo oberato di lavoro, gli conferisce la giusta importanza all’interno del centro urbano. Osservando il fornaio, poi, si potevano capire molte cose: ad esempio le abitudini alimentari della gente, osservare quali cibi venivano commissionati (perché nei forni non veniva cucinato solo il pane, ma anche la carne e il pesce), perfino la situazione economica di un paese.&lt;br /&gt;Se il fornaio aveva il compito di cucinare il pane, il mugnaio, invece, era colui che era abilissimo nel far funzionare la complicata macchina del mulino. Ma il Sacchetti più che elogiare o fornirci particolari tecnici su questo mestiere, si sofferma sull’abilità truffaldina dei mugnai, che erano percepiti disonesti, pigri e superficiali. La loro cattiva reputazione ebbe un peso determinante contro artigiani indispensabili, ma un po’ marginali.&lt;br /&gt;Un ruolo di primo piano aveva il macellaio, che vendeva tutti quegli animali nominati in precedenza e soggetti all’allevamento. La lettura delle novelle ci permette di capire quali tipi di carne e soprattutto in quali periodi dell’anno andavano per la maggiore. Degni di nota sono i particolari relativi ai luoghi che venivano adibiti a mercato e allo scarico degli scarti animali. Notevoli sono anche le informazioni che riguardano l’attività dei beccai: vengono descritte le procedure relative alla macellazione delle bestie (soprattutto il maiale), ma emergono anche dettagli su un lavoro che talvolta veniva esercitato a domicilio. Compaiono, inoltre, una serie di luoghi nei quali si commerciava la carne: chioschi, botteghe, taverne e anche sui banchi della frutta, ognuno con caratteristiche differenti .&lt;br /&gt;Di rilievo è anche il ruolo del vignaiolo: le novelle ci forniscono indicazioni sulle opinioni dell’epoca in merito alla vite da trapiantare e sulla qualità del prodotto ottenuto. Affiorano particolari anche sui luoghi adibiti all’innesto e alle tecniche di manutenzione della pianta. Il Sacchetti sottolinea, poi, le diverse scelte dei nobili che, per motivi di prestigio, cercavano vitigni di valore al di fuori della regione d’appartenenza.&lt;br /&gt;Infine l’analisi si sposta sulla tecniche di cottura dei cibi, sugli ingredienti utilizzati, sulle ricette e sui condimenti. Spicca anche l’importanza attribuita all’estetica della cucina, dove il piacere della sorpresa e dei colori erano tenuti in grande considerazione. Si apprende, per di più, come si cucinavano le varie pietanze, con quali cibi venivano abbinate o guarnite e come le valutavano i personaggi.&lt;br /&gt;Ho esteso la mia attenzione anche sugli strumenti della cucina. Mi sono occupato del focolare/camino, cercando di capire dove fosse sistemato, con quali materiali fosse costruito e se fossero utilizzati degli attrezzi per governare il fuoco. Poi ho esaminato le pentole, le grattugie, i recipienti e tutti gli utensili nominati: questo lavoro si è rivelato utile perché mi ha fornito ulteriori parametri di valutazione riguardo alle vivande preparate. L’uso di certi alimenti mi ha, invece, suggerito l’impiego di determinati oggetti che mancavano all’interno delle novelle.&lt;br /&gt;Infine la mia attenzione si è focalizzata su quali suppellettili venivano adoperate durante il pasto; interessante è stato apprendere come sedie, tavoli e il vasellame da cucina, non solo denotavano una gerarchia nella società, ma anche all’interno della famiglia.&lt;br /&gt;La  lettura del Trecentonovelle ci offre preziose informazioni sulla cucina medievale, fondendo nozioni provenienti dalla vita e dall’esperienza quotidiana, dalla cultura medica o dall’ambito religioso, ed evidenzia le caratteristiche del genere stesso e il metodo di lavoro del Sacchetti, che ha abilmente amalgamato contributi provenienti da sfere culturali diverse e ricostruito con buona dovizia di particolari l’affascinante e ricco mondo gastronomico del basso Medioevo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-340578084829359426?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/340578084829359426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=340578084829359426&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/340578084829359426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/340578084829359426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/introduzione.html' title='Introduzione'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-923744159748835001</id><published>2009-08-19T21:25:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:36:32.631+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Franco Sacchetti'/><title type='text'>Franco Sacchetti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Franco Sacchetti nacque a Ragusa di Dalmazia fra il 1332 e il 1334. Figlio di un mercante fiorentino, esercitò fin da giovane la mercatura costituendo una società insieme ad Antonio Sacchetti e Antonio Corradi durata fino al 1254.&lt;br /&gt;Sacchetti era un uomo pratico, formatosi, più che a scuola, a contatto con ambienti diversi. Visse in un periodo in cui la grande fioritura letteraria in volgare stava per finire per l’assenza di grandi capolavori: tutto il secolo che va dalla morte del Boccaccio (1375) alle Stanze di Poliziano (1475) venne definito parafrasando la formula del Croce “secolo senza poesia” .&lt;br /&gt;I limiti della sua educazione culturale gli impedirono di vedere che quella crisi era dovuta al sorgere dell'Umanesimo e della società ad esso legata. Tutta la sua produzione poetica tende a ripercorrere modelli letterari precedenti.&lt;br /&gt;Negli anni fra il ’52 e il ’54 compose la sua prima opera letteraria, La battaglia delle donne di Firenze con le vecchie, poemetto in ottave che rielabora in quattro cantari motivi boccacceschi. E proprio nel ’54 sposò Felice Strozzi, dalla quale ebbe numerosi figli .&lt;br /&gt;Cominciò a comporre nel ’63 cacce, madrigali e ballate che poi raccolse nel suo Il Libro delle rime, aggiungendovi quei componimenti di ispirazione morale o civile che scrisse nell’età matura e nella vecchiaia . L’opera è ordinata secondo una successione rigidamente cronologica: sono trattate in maniera convenzionale la tematica moralistica, quella amorosa, la produzione per musica, mentre significative sono alcune sperimentazioni comiche che a volte anticipano felicemente il nonsense burchiellesco .&lt;br /&gt;Rimasto a Firenze nel 1363, dopo aver viaggiato in Italia e all’estero per le sue attività commerciali, ebbe incarichi politici da parte del Comune fiorentino e di altre comunità fuori di Firenze: fu anche ambasciatore a Bologna (1376), presso Bernabò Visconti (1382), membro degli Otto di balìa (1383), priore (1384), podestà di Bibbiena (1385), di Portico di Romagna (1398-99) e di San Miniato (dove probabilmente scrisse la sua opera più celebre e morì nel 1400 forse di peste) .&lt;br /&gt;Con i 49 capitoli delle Esposizioni dei Vangeli (Sposizioni dei Vangeli, 1378-1381), scritto in un periodo di lutti familiari e di gravi incertezze politiche (la morte della moglie nel ’77 e il tumulto dei Ciompi nel ’78), il Sacchetti si aprì alla prosa, a una nuova forma espressiva che raggiunse gli esiti più alti con il Trecentonovelle . L'opera, che viene conservata nel manoscritto del codice Magliabechiano VI, 112 (fino alla novella CXXXIX) nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e nel codice Laurenziano XLII, 12 (dalla novella CXL in poi), piuttosto danneggiata, venne data alle stampe da A. M. Biscioni a cura di G. Bottari nel 1724 . La raccolta, che quasi certamente fu progettata dal Sacchetti durante il suo incarico di priore nel 1385 a Bibbiena, è stata scritta agli inizi del 1392 durante il podestariato di San Miniato per essere sviluppata in diversi momenti tra il 1393 e la sua morte. Essa contiene, così come è stata serbata, duecentoventotto novelle, alcune delle quali incomplete .&lt;br /&gt;L’opera esordisce con un proemio nel quale l'autore dichiara i suoi intenti: secondo il modello del Boccaccio, il Sacchetti raccoglie tutte le novelle dalle antiche alle moderne, oltre ad alcune in cui egli stesso fu protagonista . Il testo, che è costruito sul tipo dell'exemplum , si rifà al Decameron ma anche alla tradizione orale del popolo, ed è scritto in una lingua che risente di dialettismi, parole del gergo, modi della lingua parlata e con notevoli libertà di carattere sintattico .&lt;br /&gt;Si ricava pertanto dall'opera la predisposizione all'autobiografia e un marcato senso moralistico, che viene spiegato dall'autore stesso quando dichiara di voler prendere a modello Dante “che quando avea a trattare di virtù e lode altrui, parlava egli, e quando avea a dire e' vizi e biasimare altrui, lo facea dire agli spiriti” .&lt;br /&gt;Vi è da dire, che per quanto il Sacchetti riprenda più o meno apertamente i motivi boccacceschi, il suo stile si stacca notevolmente dall'arte del narrare tipico di quest'ultimo, fino a dar vita ad un’opera per molti versi completamente differente dal Decameron. Le novelle infatti non sono incluse in una “cornice narrativa”, ma si dipanano liberamente senza seguire alcun progetto unitario di contenuto . Sacchetti si rifà piuttosto alla tradizione duecentesca della raccolta disorganica di tipo arcaico, mostrando uno spiccato gusto per la narrazione aneddotica, comica e realistica. Le novelle, quasi tutte di ambientazione fiorentina, trattano del potere del signore o del comune, del tema della burla, e raccontano le avventure di giullari di professione o di burlatori d'occasione. Proprio in questo contesto assume particolare rilievo il genere comico della beffa, che rimarrà vitale nella cultura popolare fiorentina anche per tutto il secolo successivo . Alcune novelle sono dedicate ad illustri personaggi dell'epoca, come Bernabò Visconti, Guglielmo di Castelbarco, Martino della Scala, Ludovico Gonzaga e un intero ciclo al giullare Dolcibene . Quasi tutte le novelle riportano in conclusione la cosiddetta moralisatio, dove l'autore rimprovera l'avarizia e l'ipocrisia, condanna il clero, i magistrati corrotti e le donne tronfie per mettere in risalto l'onestà, l'intelligenza e l'umorismo . L’autore nei confronti delle donne nutre una vera e propria diffidenza (le presenta sempre in cattiva luce: la donna per il Sacchetti vale solo se ha utili funzioni economiche e familiari) .&lt;br /&gt;La grande innovazione del Sacchetti consiste nel proporsi come narratore delle proprie novelle, assottigliando la distanza fino allora esistente tra narratore e destinatario. Egli pertanto conduce il racconto in un contesto più ristretto di vita municipale, narrando le storie di personaggi e casi curiosi, di piccole vicende di vita quotidiana, del minuto mondo cittadino. Cosicché, assente qualsiasi disegno complessivo d'insieme, ogni novella ha il sapore del fatto accaduto ed è l'occasione per dedurre dalla realtà non solo un insegnamento morale, ma anche particolari peculiari sulle abitudini alimentari dei personaggi. Pertanto utilizzerò l’opera come fonte per la storia dell’alimentazione nel basso Medioevo prendendo come riferimento il seguente testo: F. Sacchetti, Il Trecentonovelle, a cura di E. Faccioli, Torino, Einaudi, 1970.&lt;br /&gt;Per la stesura dell’elaborato, ho utilizzato come punto di riferimento il testo di V. Mouchet, Il cibo nelle novelle medievali tra realtà, simbolo e narrazione, in “La sapida eloquenza. Retorica del cibo e cibo retorico”, a cura di C. Spila, Bulzoni, Roma 2004, p. 89-112.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-923744159748835001?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/923744159748835001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=923744159748835001&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/923744159748835001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/923744159748835001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/franco-sacchetti.html' title='Franco Sacchetti'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-454506851148555922</id><published>2009-08-19T21:20:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:36:47.872+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 1'/><title type='text'>1.1 Gli animali come risorsa domestica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’aspetto che più colpisce, leggendo il Trecentonovelle, è la fitta presenza degli animali sulle tavole bassomedievali. In effetti maiali, capponi, starne, capretti, castroni senza dimenticare le molteplici varietà di pesce, alimento consumato dal clero e prediletto dalla comunità nei periodi di magro, venivano consumati sia dai ceti benestanti sia dai poveri. Ovviamente l’incidenza di questo regime alimentare, all’insegna della carne, pendeva tutto a favore dei primi, che rispetto ai più indigenti potevano spendere somme considerevoli per accaparrarsi i cibi più succulenti. La dieta dei contadini, improntata sul consumo dei cereali (caratteristica che nell’opera del Sacchetti fatica ad emergere), veniva incrementata e migliorata grazie all’allevamento dei volatili da cortile e, soprattutto, di qualche suino riservato alla mensa familiare. Questa opportunità garantiva all’uomo medievale non solo una sicura risorsa di cibo ma anche l’utilizzo di alimenti derivati, riserva preziosa soprattutto per il sostentamento dei ceti meno fortunati. Bisogna anche mettere in conto che probabilmente sarebbe stato più semplice uccidere un animale addomesticato che uno selvatico.&lt;br /&gt;Sono molteplici le novelle del Sacchetti (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxx.html" target="_blank"&gt;LXX&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cii.html" target="_blank"&gt;CII&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cx.html" target="_blank"&gt;CX&lt;/a&gt;) che narrano le logoranti manovre, non sempre giunte a buon fine, per acciuffare, ammazzare e conciare i porci. Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxx.html" target="_blank"&gt;LXX&lt;/a&gt;, Torello vuole uccidere uno dei maiali ricevuti in dono ma, a causa della scarsa dimestichezza, riesce solo a ferirlo. I grugniti dell’animale spaurito attirano l’altro porco che si precipita in suo aiuto, creando così una violenta colluttazione con  il contadino:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Torello recatosi in concio che era gottoso e debole, si mette il grembiule, e chinasi e fa chinare gli altri a pigliare il detto porco per le gambe, e fannolo cadere in terra: come gli è in terra, Torello che avea attaccato il coltellino alla coreggia, se lo reca in mano, e volendo fedire il porco per ucciderlo, e standoli col ginocchio addosso e senza brache, e 'l figliuolo essendo andato per un catino per la dolcia, appena era il ferro entrato nella carne un'oncia, che 'l porco cominciò a gridare; l'altro che era sotto una scala, sentendo gridare il compagno, corre e dà tra' calonaci di Torello. Come il ferito sente il compagno venuto alla riscossa, furiosamente dà un guizzo sì fatto che caccia Torello in terra.&lt;/span&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In appendice alla novella, Sacchetti descrive quanto è successo ad un altro giovane, il quale viene ferito da un maiale che egli tenta a sua volta di uccidere; è interessante evidenziare come la furia dell’animale [...]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-454506851148555922?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/454506851148555922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=454506851148555922&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/454506851148555922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/454506851148555922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/capitolo-i.html' title='1.1 Gli animali come risorsa domestica'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-7153438739792018732</id><published>2009-08-19T21:15:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:37:02.777+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 1'/><title type='text'>1.2   Il maiale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molte novelle del Sacchetti hanno come protagonista il maiale, senza dubbio il cibo per eccellenza dell’epoca medievale. La carne di suino è la pietanza che appare più di tutte sulle tavole sia dei signori che dei ceti meno abbienti. Fin dall’età romana l’allevamento dei maiali ha rivestito un ruolo fondamentale per il fabbisogno alimentare dei popoli; la Valle Padana, famosa per la produzione di ghiande, consentiva l’allevamento su larga scala dei suini, destinati sia al consumo locale sia al rifornimento della capitale e degli eserciti. Per l’alto Medioevo il maiale rappresentò l’alimento base della dieta carnea e i documenti privati rivelano un numero di persone addette all’allevamento dei maiali di solito superiore a quello degli altri pastori. Nei secoli successivi, invece, l’alimentazione fu più varia, ma gli animali di piccola taglia, tra i quali il maiale, non mancarono mai nei possedimenti delle famiglie .&lt;br /&gt;La novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxx.html" target="_blank"&gt;LXX&lt;/a&gt; ci mostra un padre e un figlio, coadiuvati da un servo, che si occupano dell’uccisione di alcuni maiali. In questo caso, il capofamiglia opta per questa soluzione semplicemente per risparmiare denaro; la vicenda è ambientata nel periodo in cui della macellazione dei suini si occupano i beccai o i tavernieri. Ciò dimostra che anche nel basso Medioevo c’era chi continuava ad allevare e a uccidere i maiali per conto suo senza ricorrere a figure del mestiere.&lt;br /&gt;La cosa non stupisce affatto dato che ancora oggi, soprattutto nel sud Italia, questo rito non è stato cancellato né dal mutare dei tempi né dal progresso che avanza inesorabile. Molte famiglie contadine continuano a crescere e ad uccidere il maiale, ed il giorno della “mattanza” è un giorno di festa.&lt;br /&gt;Ma anche chi lo faceva per professione aveva bisogno di collaboratori; la novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cii.html" target="_blank"&gt;CII&lt;/a&gt;, infatti, descrive un tavernaio alle prese con un problema non da poco: dopo aver ucciso e scottato un maiale, non riesce ad appenderlo alla caviglia. Alla fine riuscirà a sollevare la bestia solo con l’aiuto dei contadini che lavorano nelle terre confinanti.&lt;br /&gt;Un altro particolare degno di nota lo si apprende nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxlvi.html" target="_blank"&gt;CXLVI&lt;/a&gt;: un gentiluomo povero decide, con l’aiuto di un compagno, di rubare un maiale per poi ucciderlo insieme ad uno di sua proprietà. I due maiali sarebbero poi stati consegnati ad un taverniere con il quale egli aveva un debito da saldare. Il racconto ci fornisce alcuni elementi interessanti: c’è una sostanziale differenza di peso tra i due maiali, quello rubato pesa il doppio di quello dell’uomo: “Era forse libbre centocinquanta: l'imbolato era trecento.”. La netta oscillazione del peso degli animali era probabilmente dovuta alle qualità di vita delle bestie che ovviamente risentivano delle condizioni economiche dei loro padroni; infatti il maiale del contadino povero si presenta molto magro. Dal racconto non è dato sapere chi fosse il proprietario del suino “in carne”, ma probabilmente doveva essere di condizione benestante. La novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxiv.html" target="_blank"&gt;CCXIV&lt;/a&gt;, che ha una trama pressoché analoga, rafforza l’ipotesi: in quel caso il robusto maiale trafugato appartiene ad un notaio.&lt;br /&gt;Ritornando alla novella precedente, il contadino per risparmiare i denari della gabella decide di nascondere lo scarno suino in quello più robusto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“- Sa' tu quello ch'io ho pensato? che io voglio che noi spariamo bene quel porco grande, e mettervi dentro quel piccolo, e poi l'affascineremo con questo alloro, e non fia niuno che possa immaginare che sia altro che uno.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successivamente i gabellieri scopriranno la truffa e lo sventurato [...]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-7153438739792018732?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/7153438739792018732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=7153438739792018732&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7153438739792018732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7153438739792018732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/12-il-maiale.html' title='1.2   Il maiale'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-2445363946782678322</id><published>2009-08-19T21:10:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:37:36.100+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 1'/><title type='text'>1.3 Pecore e capre</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rispetto al maiale, gli ovini non venivano allevati principalmente per la carne. La maggior parte di essi venivano uccisi nel terzo o quarto anno di vita  a conferma del fatto che fossero più utili come animali vivi. Esaminando poi i dati del polittico di Santa Giulia di Brescia  si nota che l’allevamento delle pecore, tra il IX e il X secolo, non era uniformemente e capillarmente diffuso come quello dei maiali; tuttavia, nei secoli a venire l’Europa scoprì che, fra tutti gli animali domestici, la pecora era quello più produttivo. Essa forniva il latte, la carne e la lana che serviva a confezionare gli indumenti, in un periodo storico in cui ciascuno cercava di provvedere direttamente ai suoi bisogni primari. Non erano da trascurare, inoltre, le pelli che potevano essere vendute ai produttori di pergamena, i quali si trovarono d’improvviso al centro di un commercio molto attivo di materiali per manoscritti, e il sego che serviva per fabbricare le candele.&lt;br /&gt;In merito all’allevamento degli ovini non ci sono elementi indicativi all’interno delle novelle, il Sacchetti si sofferma sulla carne già macellata e sul relativo impiego gastronomico. Nella già citata novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clx.html" target="_blank"&gt;CLX&lt;/a&gt; troviamo in vendita sui deschi del mercato fiorentino una considerevole quantità di castroni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Il quale uno dì di sabato santo, quando la beccheria era più fornita di carne, e' cittadini in moltitudine a comperarne, essendo venuto a un desco molto ben fornito di castroni,[...]” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerando il frenetico commercio di questo tipo di carne, soprattutto nel periodo antecedente alla Pasqua, è doveroso dire che su questo alimento venivano fatti dei veri e propri investimenti: meno irritabile della mucca, e più agile in pascoli scoscesi, la pecora bruca l’erba più a fondo ed è, fra l’altro, più feconda; questi aspetti non sfuggirono agli investitori su piccola scala che valutarono la possibilità dell’allevamento di pecore e le trovarono vantaggiose. Furono molti i cittadini, ma anche i contadini, che adoperarono i loro guadagni o i loro risparmi per acquistare importanti quantità di animali: alcune volte l’allevatore riceveva un gregge che doveva restituire al suo finanziatore in due o tre anni, tenendo per sé la metà degli agnelli nati nel frattempo, altre il padrone indebitato cedeva la proprietà con contratti di vario tipo, pascolo, soccida, allevamento ecc. Il pastore, o l’antico proprietario, assicurava il mantenimento delle bestie e divideva con l’altra parte le spese e i profitti, che non dovevano essere affatto scarsi se nel Trecento a Firenze si consumavano circa 60 mila ovini tra montoni e pecore [...]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-2445363946782678322?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/2445363946782678322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=2445363946782678322&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2445363946782678322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2445363946782678322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/13-pecore-e-capre.html' title='1.3 Pecore e capre'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-2105135721850427984</id><published>2009-08-19T21:05:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:37:50.128+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 1'/><title type='text'>1.4   Il piccolo allevamento domestico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Notevole importanza doveva avere il piccolo allevamento domestico. Polli, galline e capponi, con ogni probabilità, zampettavano sia nei cortili di ogni famiglia contadina che sui terreni signorili; la loro presenza significava avere a disposizione carne in primo luogo, e poi uova, senz’altro in gran numero. È impossibile, naturalmente, esprimere in cifre l’incidenza dei polli e delle uova nel regime alimentare. Può aiutarci il fatto che fra i rifiuti di cucina gli scavi archeologici hanno rinvenuto grandi quantità di ossa di gallina, che fanno presumere ad un consumo piuttosto elevato. Senza trascurare la posizione di privilegio di cui i polli talora godevano, rispetto agli altri tipi di carne, nelle consuetudini alimentari monastiche. La carne squisita e sostanziosa del cappone, lo rendeva tra le pietanze predilette dell’epoca: era costume servirlo sulla tavola per celebrare un evento speciale. Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxiii.html" target="_blank"&gt;CXXIII&lt;/a&gt;  è proprio un evento felice che fa da cardine alla vicenda ambientata nel castello di Pietrasanta a Lucca. Il contadino Vitale, per festeggiare il figlio studente che torna da Bologna, fa preparare un pranzo (al quale è invitato anche il prete) a base di cappone arrosto. Restia all’iniziativa è la matrigna del giovane che non perde mai l’occasione di inveire contro il marito. La donna vede diminuire i soldi di famiglia giorno dopo giorno perché vengono spesi per far studiare il figliastro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“[...] io mi credo che tu se' ingannato, e che costui, a cui tu mandi ciò che puoi fare e dire, sia un corpo morto, e consumiti per lui. E in questa maniera la donna s'avea sí recato in costume di dire questo corpo morto che come il marito mandava o denari o altro, cosí costei era alle mani, dicendo al marito: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Manda, manda, consumati bene, per dar ciò che tu hai a questo tuo corpo morto.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelle parole giungono agli orecchi del ragazzo durante il soggiorno a Bologna e, quando gli viene chiesto di dividere un cappone “per grammatica”, egli fraziona l’animale in modo da averne la parte centrale, quella più consistente, e distribuisce le parti più scarse del cappone agli altri membri della famiglia sulla base di giustificazioni serie solo in apparenza:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Recasi il cappone innanzi, e piglia il coltello, e tagliandogli la cresta, la pone su uno tagliere e dàlla al prete, dicendo: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Voi siete nostro padre spirituale e portate la cherica; e però vi do la cherica del cappone, cioè la cresta. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Poi tagliò il capo, e per simile forma lo diede al padre, dicendo: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- E voi siete il capo della famiglia, e però vi do il capo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Poi tagliò le gambe co' piedi, e diedele alla matrigna, dicendo: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- A voi s'appartiene andar faccendo la masserizia della casa, e andare e giú e su, e questo non si può far senza le gambe; e però ve le do per vostra parte. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E poi tagliò li sommoli dell'alie, e puoseli su uno tagliere alle sue sirocchie, e disse: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Costoro hanno tosto a uscire di casa, e volare fuori; e però conviene abbiano l'alie, e cosí le do loro. Io sono un corpo morto: essendo cosí, e cosí confesso, per mia parte mi torrò questo corpo morto -; e comincia a tagliare, e mangia gagliardamente.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La spartizione della carne doveva essere eseguita con metodo: le porzioni più consistenti andavano sempre al capo famiglia. In questo contesto sembra quasi di assistere ad una riproposizione, in chiave ovviamente parodistica, del rituale del sezionamento e della spartizione della carne. La vicenda svela che anche il metodo di tagliare la vivanda poteva essere determinante, soprattutto se si voleva godere delle parti [...]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-2105135721850427984?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/2105135721850427984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=2105135721850427984&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2105135721850427984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2105135721850427984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/14-il-piccolo-allevamento-domestico.html' title='1.4   Il piccolo allevamento domestico'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-8727439988212341553</id><published>2009-08-19T21:00:00.002+02:00</published><updated>2009-08-19T21:38:03.850+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 1'/><title type='text'>1.5   Cavalli, muli e asini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella raccolta del Trecentonovelle (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-dolcibene-essendo-con-messer.html" target="_blank"&gt;X&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/uno-giovene-sanese-ha-tre-comandamenti.html" target="_blank"&gt;XVI&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/due-ambasciadori-di-casentino-sono.html" target="_blank"&gt;XXXI&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/ferrantino-degli-argenti-da-spuleto.html" target="_blank"&gt;XXXIV&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxiv.html" target="_blank"&gt;CCXIV&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/tre-fiorentini-ciascuno-di-per-se-e-con.html" target="_blank"&gt;XXXVI&lt;/a&gt;  ecc.) gli equini, invece, compaiono esclusivamente come nobili mezzi di trasporto per le persone o nella veste di generosi trasportatori di merce; non appaiono tuttavia riferimenti gastronomici in merito alla loro carne. Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-dolcibene-essendo-con-messer.html" target="_blank"&gt;X&lt;/a&gt; il cavallo è il fidato corsiero del secondo cavaliere di corte Messer Dolcibene, nella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/uno-giovene-sanese-ha-tre-comandamenti.html" target="_blank"&gt;XVI&lt;/a&gt; è un semplice mezzo per gli spostamenti di un giovane senese:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“E sceso giuso, e salito a cavallo, cavalcò verso Siena quasi quattro balestrate, e poi diede la volta ritornando passo passo e cheto verso l'albergo donde si era partito;[...]”  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nella Novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/due-ambasciadori-di-casentino-sono.html" target="_blank"&gt;XXXI&lt;/a&gt;, che ha come protagonisti due ambasciatori del Casentino, il suo ruolo è puramente marginale: “- Saliamo a cavallo, e andiamo con Dio; forse tra via pur ce ne ricorderemo.”. Invece nella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxiv.html" target="_blank"&gt;CCXIV&lt;/a&gt; l’animale viene utilizzato per trasportare un porco rubato e appena ucciso da alcuni contadini. La mole del maiale e il percorso malagevole riducono la ronzina allo stremo delle forze:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“[...] e poi con gran pena e con grande affanno, consumando grand'ora della notte, il puosono su la ronzina; e a grande stento, camminando con la cavalla, che molto male potea quella soma, giunsono alla magione del gentiluomo; là dove la ronzina giunse stracca, e in fine guasta, che mai piú non fu da farne conto.”  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/tre-fiorentini-ciascuno-di-per-se-e-con.html" target="_blank"&gt;XXXVI&lt;/a&gt; è il fedele destriero che conduce il fiorentino Geppo Canigiani a Firenze in tempo per avvisare i Signori di un’imminente guerra con i Pisani:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“E così salito a cavallo, a spron battuti n'andò al palagio de' Priori a smontare; e andato dinanzi a' Signori, disse che venía da San Casciano, e ch'e' nimici con grandissimo romore ne veníano verso Firenze.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è da meravigliarsi, in effetti il cavallo veniva trattato come un confidente: l’aratore gli parlava nei campi, il guerriero pochi istanti prima della carica, il mercante nelle scuderie, la dama in viaggio; era un vero e proprio simbolo di prestigio e perfino di dominio sugli altri, tanto che il nobile del Medioevo si distinse in primo luogo come possessore di un cavallo, come cavaliere. Inoltre, il suo impiego come bestia da soma, soprattutto nell’Europa del Nord, gli riservava un ruolo di primo piano nella storia del lavoro (ad esclusione dell’alto Medioevo). Paradossalmente l’attenzione riservata a questo animale, al suo addestramento e alle sue cure, ha restituito ai posteri più trattati di ippiatria che di pediatria .&lt;br /&gt;Le novelle del Sacchetti ci hanno presentato il cavallo come elemento di distinzione sociale, come abile animale da sella e da fatica, ma un quesito rimane tuttavia scevro di risposta certa: la carne della bestia, vecchia o ferita, veniva anche consumata? È probabile che [...]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-8727439988212341553?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/8727439988212341553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=8727439988212341553&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8727439988212341553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8727439988212341553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/15-cavalli-muli-e-asini.html' title='1.5   Cavalli, muli e asini'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-2627407164743785941</id><published>2009-08-19T20:55:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:38:18.933+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 2'/><title type='text'>2.1 Fauna e tecniche venatorie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nelle novelle del Sacchetti la caccia viene essenzialmente praticata dal ceto nobiliare, i contadini e gli artigiani allevano gli animali presso i loro cortili o li acquistano già macellati al mercato. Ciò non significa che le classi più povere non praticassero questa attività, sicuramente non la disdegnavano, ma la esercitavano in maniera più ridotta rispetto ai nobili.&lt;br /&gt;Per avere quantomeno un’idea di quali potevano essere gli animali preda delle classi meno agiate, consideriamo la novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxvii.html" target="_blank"&gt;CLXXXVII&lt;/a&gt;: Messer Dolcibene viene invitato a mangiare dal piovano della Tosa un coniglio in crosta. Anche se la pietanza risulta essere una gatta, questo dato è, in ogni caso, sintomatico: la selvaggina di piccola taglia veniva consumata e forniva un apporto alimentare rilevante e regolare alla tavola. Nel caso del coniglio, poi, bisogna dire che la sua carne era molto apprezzata: più, sembra, di quella di lepre, troppo dolciastra e secca  Nella stessa vicenda, Messer Dolcibene decide di vendicare lo scherzo subito preparando un piatto a base di piccioni e topi da offrire al pievano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Giammai non gli uscí questo fatto della mente, fin a tanto che venendo la figliatura delli stornelli, de' quali era molto copioso a un suo podere in Valdimarina, e in quello tempo provvide di pigliare con trappole e con altri ingegni in un suo granaio parecchi sorgi, acciò che gli avesse presti e ordinò con un suo fante che una gabbiata di stornelli gioveni, mescolatovi alcuno pippione, recasse dopo desinare quando lo vedesse col piovano al Frascato, e paresse gli portasse in mercato a vendere, dicendo con lui: «Per quanto volete voi che io gli dia?»” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso sia il coniglio sia i piccioni facevano parte di quella moltitudine di animali diffusi un po’ ovunque e che normalmente venivano catturati nella pianure o nei boschi, ma nella novella non è dato sapere se erano stati allevati o prede.&lt;br /&gt;Emerge dalla lettura un altro elemento su cui vale la pena soffermarsi: Messer Dolcibene cattura i topi “con trappole e con altri ingegni”; anche se i roditori costituiscono l’oggetto di uno scherno, è utile sottolineare che per acciuffare le prede di piccola taglia vi erano delle tecniche specifiche: l’arma più comune era l’arco, talvolta impiegato con frecce avvelenate; dopo il loro uso, era ovviamente necessario incidere la carne dell’animale attorno al punto colpito, per evitare di ingerire la sostanza velenosa, per lo più preparata con erbe tossiche; l’uso di questo strumento caratterizzava i momenti più ludici della caccia. Per la caccia da tiro si disponeva inoltre della fionda e della balestra  ma, come ci suggerisce la novella, assai più diffuso doveva essere l’uso di trappole, fossi, lacci di ogni genere [...]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-2627407164743785941?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/2627407164743785941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=2627407164743785941&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2627407164743785941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2627407164743785941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/21-fauna-e-tecniche-venatorie.html' title='2.1 Fauna e tecniche venatorie'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-7663921594550856432</id><published>2009-08-19T20:50:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:39:22.737+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 3'/><title type='text'>3.1   Un alimento di facile reperibilità</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccix.html" target="_blank"&gt;CCIX&lt;/a&gt; ci dimostra come fosse semplice pescare il pesce: Minestra de’ Cerchi, avvisato da una serva dell’esistenza di un’anguilla presso la fonte dove essa lavava le scodelle, non resiste all’idea di mangiarsela. L’uomo, nonostante sia costretto a nascondersi dai creditori, decide di recarsi insieme con la donna a catturare il pesce:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Il Minestra, udendo questo, ché già se la cominciava a manicare, disse:- Per certo, s'io dovesse essere preso, io non me ne terrei che io non v'andasse. E tolto un bucinetto che avea in casa da pigliare passere alle buche, andò alla detta fonte e menò seco la fante, però che elli non averebbe veduto la bufola nella neve, non che l'anguilla nella fonte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; E dicendo alla fante:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Vedila tu?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ella dice che sí; ed elli li dice come ella debbe adoperare quel bucine.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; La fante, ubbidendo, in poco d'ora la tirò su nel bucine; e 'l Minestra cosí nella rete se la recò in mano dicendo: - Padella!”  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La golosità dell’uomo viene presto punita perché alla fonte trova ad aspettarlo due uomini, che per conto dei creditori lo costringono a pagare il debito: “E 'l Minestra, per paura di non v'essere staggito per altrui, subito trovò modo di pagare; e cosí gli costò cara l'anguilla.”.&lt;br /&gt;In questo episodio si nota come fosse facile pescare senza limiti nei ruscelli, nei torrenti, nei piccoli stagni che dappertutto si incrociavano con le terre coltivate: questo perché in molti casi il diritto consuetudinario garantiva a tutti l’esercizio della pesca. Con il passare del tempo, però, anche questa attività fu soggetta a progressive restrizioni che ne limitarono l’esercizio. Le limitazioni non intaccarono il carattere popolare della pesca di cui abbiamo detto. Il pesce veniva sia pescato che consumato dalla gente comune; nel Trecentonovelle constatiamo come questo alimento sia accessibile alle classi meno fortunate: viene pescato da un umile albergatore (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxvi.html" target="_blank"&gt;CCXVI&lt;/a&gt;) oppure viene servito sulla tavola di famiglie modeste (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cci.html" target="_blank"&gt;CCI&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Questa soluzione fu dettata dal desiderio di tutelare non tanto la proprietà, quanto la natura, ossia la fauna ittica, bisognosa di essere difesa dallo sfruttamento troppo intenso cui essa andò incontro in epoca pieno e bassomedievale, a causa dell’aumento della popolazione [...]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-7663921594550856432?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/7663921594550856432/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=7663921594550856432&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7663921594550856432'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7663921594550856432'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/31-un-alimento-di-facile-reperibilita.html' title='3.1   Un alimento di facile reperibilità'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-2212692144585190649</id><published>2009-08-19T20:45:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:39:09.912+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 3'/><title type='text'>3.2 Tecniche di cattura</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccix.html" target="_blank"&gt;CCIX&lt;/a&gt; emergono due elementi particolarmente sintomatici: l’anguilla viene trasportata dai messi alla fonte all’interno di un orciuolo d’acqua:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“[...] eglino andorono tanto cercando a' pescatori ch'egli ebbono una anguilla viva di circa due libbre, e con questa in uno orciuolo d'acqua se n'andorono verso la Badía a Candegghi;[...]” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ci fa pensare che le difficoltà di trasporto di questo animale non dovevano essere poche: l’anguilla, tuttavia, per la sua capacità di sopravvivenza all’interno di ceste piene d’erba per parecchi giorni, riusciva ad essere trasportata pure nelle zone più lontane dalle coste e dai laghi; anche per questa ragione, dunque, doveva essere tra i pesci più consumati sulle tavole medievali, con la lampreda e la tinca. L’anguilla viene catturata con un reticello ma l’operazione risulta molto complicata a causa della scivolosità dell’animale, dettaglio confermato dall’esperienza quotidiana.&lt;br /&gt;Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccviii.html" target="_blank"&gt;CCVIII&lt;/a&gt;  apprendiamo, invece, che i granchi venivano pescati “con ami e con lenze e con reticelle di minore maniera”. Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxvi.html" target="_blank"&gt;CCXVI&lt;/a&gt;  non sono gli arnesi a determinare una buona pesca bensì l’influsso dei corpi celesti. Alberto della Magna si reca in un albergo lombardo per riposare e ristorarsi. Nota moltissime reti per pescare e, vinto dalla curiosità, chiede delucidazioni sulla quantità di pesce pescato dall’albergatore. L’uomo desolato gli risponde mestamente che non ne riesce a prendere mai abbastanza. Alberto decide così di fabbricare un pesce di legno per aiutarlo. Gli spiega che quell’oggetto, legato alla rete, gli consentirà di catturare un numero di pesci così grande che potrà maritare le sue figliole:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Allora maestro Alberto, innanzi che la mattina si partisse dall'albergo, ebbe fabbricato un pesce di legno, e chiamò a sé l'oste e disse:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Togli questo pesce, e legalo alla rete quando tu peschi, e piglierai con esso sempre grandissima quantità di pesci;[...]”  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo Alberto parte per la Germania e il pescatore pesca in abbondanza fino a diventare ricco da maritare le sue sette figliole. Ma un giorno la fortuna gli gira le spalle: il pesce di legno si sgancia dalla rete e finisce nel Po. Da quel momento l’uomo cade in disgrazia e, per porre fine alla disperata situazione, decide di recarsi in Germania per chiedere ad Alberto un altro amuleto. Ma ciò non è più possibile perché gli astri non sono più disposti a conferire quelle virtù benefiche all’oggetto di legno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“- Figliuol mio, ben vorrei poterti fare quello che mi addomandi; ma io non posso; però che io ti fo assapere che quando ti feci quello pesce che io ti diedi, il Cielo e tutti i pianeti erano in quell'ora disposti a fare avere quella virtú a quel pesce; e se io o tu volessimo dire: questo punto o questo caso può ritornare, che un altro se ne possa fare con simile virtú, e io ti dico di fermo e di chiaro che questo non può avvenire di qui a trentasei migliaia d'anni: sí che or pensa, come si può rifare quello che io feci.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’oste è così condannato a rimanere povero per sempre.&lt;br /&gt;La vicenda ci dimostra come era tutt’altro che insolito [...]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-2212692144585190649?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/2212692144585190649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=2212692144585190649&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2212692144585190649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2212692144585190649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/32-tecniche-di-cattura.html' title='3.2 Tecniche di cattura'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-3031476971896839687</id><published>2009-08-19T20:40:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:39:33.400+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 3'/><title type='text'>3.3   I prodotti della pesca</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nelle novelle prese in esame (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxiii.html" target="_blank"&gt;CLXXXIII&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cci.html" target="_blank"&gt;CCI&lt;/a&gt;) il pesce appare sui banchi del mercato presso località dove non si ha la presenza del mare (Firenze, Modena); ciò ci porta a pensare che questo prezioso alimento fosse pescato soprattutto lungo i rivoli dei ruscelli, dei fiumi o nei laghi. È stato dimostrato, ad esempio, che la maggior parte del pesce che si consumava a Bologna in età comunale non veniva dal mare, ma dalle zone paludose della bassa pianura. Il fatto poi che nel Trecentonovelle (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxiii.html" target="_blank"&gt;CLXXXIII&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cci.html" target="_blank"&gt;CCI&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccix.html" target="_blank"&gt;CCIX&lt;/a&gt;) vengano nominati soprattutto storioni, lamprede e lucci, notoriamente pesci d’acqua dolce, ci conferma l’ipotesi bolognese. La pesca si configurava perciò, in primo luogo, come vera e propria economia della palude  in cui il pesce d’acqua dolce aveva una parte nettamente preponderante.&lt;br /&gt;Il pesce più rinomato sembra essere stato l’anguilla; la bontà di questo pesce era nota già molti anni prima dato che risulta essere l’unico pesce ricordato nella legge salica, che ne proibisce il furto, e dove gli elenchi di beni registrano numerosi canoni in anguille; così doveva essere anche da noi, dove le anguille sono fra i pochi pesci espressamente menzionati fin negli anni addietro. Nei trattati e nelle ricette di cucina l’anguilla è l’ingrediente di numerosi piatti  ed occupa pertanto parecchie pagine: questo pesce doveva essere infatti tra i più desiderati, per la sua carne saporita e per la possibilità di essere preparato in svariati modi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] Per nulla marginale era poi il ruolo dello storione, che troviamo, sempre nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxiii.html" target="_blank"&gt;CLXXXIII&lt;/a&gt;, in vendita presso il Ponte Vecchio a Firenze nel periodo di Quaresima. Il fatto che Gallina Attaviani riesca ad acquistare degli storioni è ritenuto un colpo di fortuna:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“La fortuna fu favorevole al Gallina, acciò che potesse fare piú magna spesa; egli era di quaresima, e al Ponte avea storioni e lamprede.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La citazione è significativa perché indica che questo pesce era ritenuto particolarmente saporito e che con tutta probabilità andava a ruba sui deschi dei mercati fiorentini. La sua buona reputazione del resto rimaneva inalterata anche fuori dall’Italia: sembra sia stato considerato un pesce particolarmente nobile, fino ad essere riservato, nell’Inghilterra bassomedievale, solo alla tavola del re.&lt;br /&gt;La novella non ci fornisce dettagli sulla grandezza di questo pesce, tuttavia è una specie che normalmente raggiunge la lunghezza di 2-4 metri, ma può arrivare fino a 6; in passato sembra poi che le sue dimensioni siano state ancora maggiori, addirittura fino a 9 metri di lunghezza e a molte decine di quintali di peso.&lt;br /&gt;Celebre era lo storione del Po, che anche le fonti narrative non mancano di ricordare. Oltre all’anguilla e allo storione, assai ricercati erano anche la lampreda (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxiii.html" target="_blank"&gt;CLXXXIII&lt;/a&gt;), la trota e [...]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-3031476971896839687?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/3031476971896839687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=3031476971896839687&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3031476971896839687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3031476971896839687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/33-i-prodotti-della-pesca.html' title='3.3   I prodotti della pesca'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-6751140591887240450</id><published>2009-08-19T20:35:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:39:47.671+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 4'/><title type='text'>4.1 L’orto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando si parla di alimentazione medievale non si può fare a meno di considerare l’incidenza dell’orto e dei suoi prodotti, realtà economica importante e di larghissima presenza, capillarmente diffusa ovunque.&lt;br /&gt;Posto nei pressi della casa di abitazione del colono e della stalla, sempre recintato o comunque chiuso, l’orto rappresentava l’unico tra i terreni coltivati che beneficiava della presenza continua dell’uomo in termini di quantità e qualità di lavoro. Questo ne rendeva massima la fertilità e la produttività, a livelli che non trovano riscontro in aperta campagna dove i terreni non sono sottoposti parimenti ad una lavorazione intensiva, un’abbondante concimazione e una sapiente combinazione delle colture, ma ad una attività colturale discontinua nel tempo e nello spazio nonché ad una concimazione approssimativa.&lt;br /&gt;La produzione continua era carattere peculiare dell’orto che non si trovava mai privo di frutti. Questo divario tra orticoltura e agricoltura si mitigherà solo verso il secolo XVIII, per merito della rivoluzione agraria che perfezionerà le tecniche colturali grazie a più efficienti sistemi di concimazione, ad una produttiva rotazione delle colture e ad attrezzature e macchinari di maggiore resa.&lt;br /&gt;Ma quali erano le specie vegetali più diffuse negli orti del basso Medioevo? La lettura delle novelle ci mostra la presenza di cavoli (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-xci.html" target="_blank"&gt;XCI&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxv.html" target="_blank"&gt;CLXXV&lt;/a&gt;), cipolle (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/uno-giovene-sanese-ha-tre-comandamenti.html" target="_blank"&gt;XVI&lt;/a&gt;), agli (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxii.html" target="_blank"&gt;LXXII&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-xci.html"&gt;XCI&lt;/a&gt;), broccoli (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxii.html" target="_blank"&gt;LXXII&lt;/a&gt;), pastinache (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxii.html"&gt;LXXII&lt;/a&gt;), alloro (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxlvi.html" target="_blank"&gt;CXLVI&lt;/a&gt;) e cannella (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-xci.html" target="_blank"&gt;XCI&lt;/a&gt;), ma senz’altro la varietà di erbe e ortaggi doveva essere molteplice: se consideriamo che alcuni secoli prima il Capitulare de villis elencava 72 piante di cui un terzo commestibili e il rimanente con proprietà medicinali, è semplice dedurre che negli orti vi erano seminati anche finocchi, spinaci, ravanelli, scalogni, carote, le diverse specie di cucurbitacee (zucche, meloni, cetrioli) e molte altre, alcune adoperate in cucina solo per aromatizzare i cibi.&lt;br /&gt;Tornando alla testimonianza del Sacchetti, c’è da sottolineare che il cavolo è l’ortaggio che, più di tutti, riveste un ruolo da protagonista; nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxlv.html" target="_blank"&gt;CXLV&lt;/a&gt;  lo troviamo sulla tavola di Lando da Gobbo, un cavaliere di popolo in attesa di essere nominato podestà:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“A Firenze venne, non è gran tempo, uno podestà, il quale, prima che entrasse nell'oficio, si fece cavaliere di populo; il quale ebbe nome messer Lando o messer Landuccio da Gobbio; e fu sí magnanimo che la corazza e la barbuta, con che fu fatto cavaliere, fu data, com'è d'usanza, a messer Dolcibene, ché cosí è d'usanza donarla a un uomo di corte; il quale, vendendo le dette armadure, n'ebbe in tutto soldi quarantadue, sí che messer Dolcibene poté fare assai larghe spese. È vero che fu ristorato da ivi a poco tempo, mangiando col podestà un dí di quaresima, col cavolo e con la tonnina. Al quale messer Dolcibene, essendo sussequenti a lui a tavola li due collaterali, veggendo loro porre innanzi tanta tonnina che non arebbe scoccata la trappola, si volge a loro e dice:- Messer li collaterali, mettetevi gli occhiali che vi parrà due cotanti.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso l’ortaggio viene consumato in abbinamento ad una porzione, decisamente abbondante, di tonno; tuttavia il pasto viene reputato da messer Dolcibene inadeguato per il ruolo che si accingeva a ricoprire Lando da Gobbo. La vicenda ci dimostra che anche i personaggi [...]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-6751140591887240450?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/6751140591887240450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=6751140591887240450&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/6751140591887240450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/6751140591887240450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/41-lorto.html' title='4.1 L’orto'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-8266838354063098890</id><published>2009-08-19T20:30:00.003+02:00</published><updated>2009-08-19T21:40:17.144+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 4'/><title type='text'>4.2   La frutta</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Negli orti si trovavano oltre ai cavoli, le insalate e i legumi, anche i frutti. Spesso questi fazzoletti di terra risultavano affiancati alla vigna, o, più di frequente, al frutteto. Tale combinazione orto-frutteto, anche se non era molto diffusa, è decisamente peculiare, pertanto vale la pena osservarla attraverso l’occhio delle novelle.&lt;br /&gt;Nella raccolta del Sacchetti la frutta compare solo marginalmente e quasi mai si trova sulle tavole dei protagonisti; l’affermazione è valida sia per i nobili che per le famiglie più modeste. L’unico frutto che spicca con prepotenza nelle novelle è il fico. Nella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxviii.html" target="_blank"&gt;CXVIII&lt;/a&gt; un pievano ordina ad un fante di raccogliere i fichi che si trovano su un albero del suo orto, ma costui si mangia i più delicati e consegna al parroco quelli insipidi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Alla pieve a Giogoli, presso a Firenze, poco tempo fa, fu un piovano, che avea un suo fante, il quale quasi ogni cosa a lui opportuna facea, insino al cuocere. Essendo di settembre, e avendo in un suo orto un bel fico castagnuolo, e avea molti belli fichi; una mattina dice il piovano al detto fante:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Va' togli quel canestro, e va' al tale fico, ch'io vi gli vidi molto belli ieri, e recamene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il fante tolse il canestro e andò al detto fico, e salendovi suso, veggendoli molto belli, e assai di quelli pengiglianti, che aveano la lagrima, si mettea in bocca, che parea ch'egli avesse a fare una sua vendetta; e quando cogliea, per suo mangiare, uno di quelli cosí fatti fichi che aveano la lagrima, dicea:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Non pianger no, che non ti mangerà messere -; e mandava giú; e se mille fichi avesse mangiato con quella lagrima, a ciascun dicea: - Non pianger no, non ti mangerà messere -; e manicavaselo elli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel canestro mettea fichi tortoni, o con la bocca aperta, che appena gli averebbono mangiati i porci; e portali al piovano;[...]” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto, la presenza all’interno dell’orto di un fico conferma l’asserzione sopraccitata: qualche albero da frutto negli orti c’era anche se si trattava di quantità modeste e probabilmente trascurabili. Senza dubbio il fico rappresentava una risorsa integrativa alla dieta dei coltivatori che, dal mese di settembre in poi, quando i frutti erano maturi, si abbandonavano a delle vere e proprie scorpacciate. Perché a quanto pare, i fichi dovevano essere molto apprezzati; il pievano sembra ansioso di assaggiarli mentre il servitore ne va talmente ghiotto da mettere a repentaglio la sua occupazione! [...]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-8266838354063098890?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/8266838354063098890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=8266838354063098890&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8266838354063098890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8266838354063098890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/42-la-frutta.html' title='4.2   La frutta'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-8277267289057299260</id><published>2009-08-19T20:25:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:40:24.448+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 4'/><title type='text'>4.3   La castagna</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La raccolta dei frutti spontanei era un’ulteriore attività economica destinata allo sfruttamento delle risorse naturali. In questo settore, il prodotto di maggior peso sul regime alimentare era costituito senz’altro dalle castagne. Bisogna però evidenziare che solo fino ad un certo punto tale risorsa economica poteva essere accreditata all’uso di aree incolte. In molti casi infatti, e sempre più sistematicamente col passare del tempo, non ci si limitava a trarre vantaggio dai castagneti spontanei, ma si procedeva ad innestare alberi, allevarli, coltivarli.&lt;br /&gt;Nel Trecentonovelle le castagne compaiono solo in una occasione, nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxv.html" target="_blank"&gt;CLXXV&lt;/a&gt; dove Pero Foraboschi, tornando dal Valdarno in direzione di Firenze, si ferma a Cascia per salutare un amico contadino. Il coltivatore lo invita a bere e gli porge delle castagne secche così dure che Pero non riesce proprio a masticarle:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Pochi anni sono passati che in Firenze fu un gentiluomo chiamato Pero Foraboschi, il quale, essendo antico d'anni e avendo del nuovo, tornando di Valdarno verso Firenze e arrivando a Cascia, fu invitato del mese d'ottobre, quasi in fine, a bere là con uno contadino; il quale accettando l'invito, gli furono recate castagne secche, per sí fatto modo che togliendone Pero parecchie in mano, e cominciando a volerne mangiare una, tra ch'egli avea pochi denti e cattivi e la castagna era dura come pietra, e' non vi fu modo che e' non se la cavasse di bocca e rimettessela in mano, e ripresene un'altra la quale in simil forma non si macerò mai; e provando or l'una or l'altra, tutte le provò e in mano se le ritolse, sanza poterle domare. E cosí avendole in mano, pigliò commiato; e venendo verso Firenze, giammai non le dimorsò, che sempre tra via or l'una or l'altra si metteva in bocca, e quanto piú le biasciava e rugrumava, piú induravano.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla citazione estrapolata emergono diversi elementi che ci consentono di formulare delle considerazioni: il fatto che la vicenda sia ambientata a Cascia (ora in Umbria), una località d’altura, conferma che per le popolazioni dell’alta collina e della montagna la castagna ricopriva un ruolo di primaria importanza perché conferiva un significativo apporto alla sussistenza alimentare degli abitanti. Inoltre, non si possono tralasciare le umili condizioni dell’amico di Pero Foraboschi: le castagne si caratterizzavano come un cibo a destinazione prevalentemente popolare, in virtù della facile reperibilità e dell’altissimo valore calorico. Ciò spiega perché sotto la spinta del progressivo incremento demico proprio dei secoli fra il XI e il XIII, laddove la natura dei suoli sconsigliò l’espansione del coltivo, si provvide, difatti, non di rado all’impianto di castagneti da frutto, cui non si esitò a sacrificare talora l’originaria copertura forestale. Dalla fascia prealpina all’Amiata, dai monti della Liguria all’Appennino calabro, alla penuria del pane da frumento si rimediò regolarmente, secondo una suggestiva espressione, con “il pane d’albero” [...]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-8277267289057299260?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/8277267289057299260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=8277267289057299260&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8277267289057299260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8277267289057299260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/43-la-castagna.html' title='4.3   La castagna'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-162585736970338229</id><published>2009-08-19T20:20:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:40:37.471+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 5'/><title type='text'>5.1   Una bevanda polifunzionale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[...] Nella novella CVIII Testa da Todi, un nipote del Papa Urbano V, fa un uso così smodato del vino che neanche a colazione può farne a meno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Al tempo d'Urbano papa V, era per lo detto papa nella terra di Todi uno suo nipote, ch'avea nome messer Guglielmo, assai cavaliere dabbene, a tener luogotenente per lo detto papa. Era l'officio de' priori nel loro palagio, ed era di loro priore de' priori, al modo loro, e al modo nostro è chiamato il proposto, e avea nome Testa, il quale avea per usanza ogni mattina di bere a buon'ora;[...]” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma per capire meglio il ruolo tutto speciale che il vino rivestiva nella società medievale, bisogna considerare la sua polifunzionalità: la pluralità delle ragioni che contribuivano a renderlo un prodotto di consumo di prima necessità. I motivi non erano prettamente economici bensì sfociavano in contesti diversi.&lt;br /&gt;Il Trecentonovelle ce ne suggerisce almeno due: quello liturgico e quello terapeutico. La novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-xcvii-frammento.html" target="_blank"&gt;XCVII&lt;/a&gt;, benché incompleta, ci fornisce un frammento decisamente indicativo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“...bocca, facendo: Sciu, u, u, u. Il prete, o frate che vogliamo dire, come la vede con questi atti, dice in verso la ciovetta:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e tu l’ha’ tue?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E scagliando il calice verso lei con tutto il vino disse:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- E tu t’abbi or questo al nome del diavolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come ebbe scagliato il calice, e quelli vede l’ostia in su l’altare, e non comprendendo ch’ella fosse stata sotto il calice, dice:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Ecco che ci ha aùto paura, e perciò l’ha reportato qui - ; e volgendosi al popolo disse per miracolo come la ciovetta avea furata l’ostia, e che per paura della gittata di quel calice verso li suoi occhi strabuzzanti l’avea renduta, e riposta su l’altare, e aveasi ritenuto il vino.”  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si noti come il prelato scagli un calice ricolmo di vino verso la civetta. La novella pone l’accento sul valore di questa bevanda nel culto cristiano: senza di essa era impossibile celebrare la messa ed elargire la comunione ai credenti, fino a quando, verso il secolo XIII, il calice non venne riservato al prete officiante.&lt;br /&gt;Anche per questo il vino è uno degli elementi peculiari della civiltà medievale : perché nel Medioevo entrò a far parte di una nuova scala di valori, assumendo quel carattere mistico-sacrale (il vino come “sangue di Cristo”) che contribuì a valorizzarlo socialmente, giustificando e promuovendo, da parte dei grandi proprietari soprattutto ecclesiastici, “un nuovo e più deciso impulso all’espansione del vigneto anche in zone climatiche proibitive”, ben oltre i confini di quell’ambito mediterraneo che nell’Antichità si era qualificato come “civiltà del vino”.&lt;br /&gt;Rilevante dovette essere l’esigenza di assicurarsi il vino per gli usi liturgici, e, in proposito, è sintomatica la constatazione che i limiti geografici estremi di sopravvivenza raggiunti dalla viticoltura medievale coincidono in gran parte con i confini della Respublica christiana.&lt;br /&gt;Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cix.html" target="_blank"&gt;CIX&lt;/a&gt;, apprendiamo, invece, come del buon vino fosse in grado di guarire un frate cagionevole di salute:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Essendo questa donna stata circa due mesi, uno frate suo confessore o devoto, della detta chiesa de' Servi, cominciò ad esser di mala voglia, e la donna vicitandolo alcuna volta, e domandando come stava, ed elli rispondea che stava bene s'elli trovasse uno vino che li piacesse. Disse la donna:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Io credo che in casa ne sia uno finissimo; ma il mio marito m'ha fatto tale comandamento che io non ardirei di toccarlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Udendo il frate questo, grandissima volontà gli venne d'averne, dicendo alla donna:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Deh, mandatemene una piccola ingastaduzza pur per assaggiare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La donna disse:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Per una inghestara sia che vuole, ch'io ve la manderò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E mandatoli la detta inghestada, al frate gli piacque sí che gli parve gli rimettesse la vita addosso; e raccomandandosi molto a questa donna, di guastada in boccaletto, e di boccaletto in guastada, il frate visitò sí questa botte, che un mese innanzi che 'l detto tornasse dell'officio, il vino ebbe del basso, e 'l frate era guarito e gagliardo.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se la novella ha un taglio giocoso, ci concede l’opportunità di riflettere sulle proprietà terapeutiche del vino.&lt;br /&gt;Se pensiamo al Regimen Sanitatis della Scuola Salernitana, ci rendiamo conto che la medicina medievale ne faceva ampio uso come [...]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-162585736970338229?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/162585736970338229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=162585736970338229&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/162585736970338229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/162585736970338229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/51-una-bevanda-polifunzionale.html' title='5.1   Una bevanda polifunzionale'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-320269277774073785</id><published>2009-08-19T20:15:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:40:53.859+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 6'/><title type='text'>6.1   Dalla città antica alla città medievale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[...] Le tante novelle prese in esame ci hanno fornito anche gli elementi per dedurre quantomeno quali erano le dislocazioni dei commerci. Le taverne, le locande e le trattorie venivano installate preferibilmente alle porte delle città e agli incroci, in prossimità dei luoghi di riunione, sotto capannoni e nelle piazze. I mercati invece sorgevano nei centri delle città; se consideriamo la novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxiii.html" target="_blank"&gt;CLXXXIII&lt;/a&gt; possiamo notare come a Firenze presso il Ponte Vecchio sia presente il mercato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“La fortuna fu favorevole al Gallina, acciò che potesse fare piú magna spesa; egli era di quaresima, e al Ponte avea storioni e lamprede.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per gli altri commerci alimentari non emergono elementi degni di attenzione, tuttavia erano installati al pianterreno degli immobili, lungo tutte le strade, importanti o secondarie, e capitava che il panettiere era situato vicino all’orafo, il ciabattino al droghiere, il confettiere al barbiere . Sulla piazza principale di Siena, al primo piano del palazzo comunale, in cui Ambrogio Lorenzetti ha collocato il famoso affresco che celebrava gli effetti del buon governo [...]  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-320269277774073785?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/320269277774073785/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=320269277774073785&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/320269277774073785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/320269277774073785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/61-dalla-citta-antica-alla-citta.html' title='6.1   Dalla città antica alla città medievale'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-5738745815644289673</id><published>2009-08-19T20:10:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:45:42.240+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 6'/><title type='text'>6.2   L’oste</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[...] Nelle novelle di Franco Sacchetti la figura dell’oste è spesso presente; nella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/piero-brandani-da-firenze-piatisce-e-da.html" target="_blank"&gt;XVII&lt;/a&gt;, Pietro Brandanti e il figlio si danno appuntamento presso il palazzo del podestà per consegnare dei documenti di valore, ma il ragazzo, mentre aiuta una donna alla quale casca a terra un paniere di ciliegie, fa scivolare le carte nell’Arno. Per paura della reazione del padre, il garzone scappa da Firenze a Prato dove si associa ad una brigata di mercanti e, a notte fonda, la comitiva chiede ospitalità ad un oste:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“[...] e giunsono a due ore di notte al pont'Agliana; e picchiando a uno albergo, l'albergatore, che era ito a dormire, si fece alla finestra:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Chi è là?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; - Àprici, ché vogliamo albergare.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo elemento che balza all’occhio è l’indole sospettosa dell’uomo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“L'albergatore rampognando disse:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- O non sapete voi che questo paese è tutto pieno di malandrini? io mi fo gran maraviglia che non sete stati presi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E l'albergatore dicea il vero, ché una gran brigata di sbanditi tormentavono quel paese.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La diffidenza perpetrata dall’oste non è altro che lo specchio di una società dove i soprusi non dovevano affatto mancare: per i viaggiatori, poi, le vessazioni dei ladri erano sempre dietro l’angolo. Alla richiesta di cibo degli uomini, l’oste risponde che non ha nulla da offrire:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Pregorono tanto che l'albergatore aperse; ed entrati dentro e governati li cavalli, dissono che voleano cenare;  e l'oste disse:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Io non ci ho boccone di pane.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovare un taverniere sprovvisto di cibo alle porte di Pistoia è quanto meno inverosimile ad eccezione che sia stato derubato, cosa probabile visto che è terrorizzato a morte da una banda di banditi. L’uomo propone ai mercanti di chiedere al prete della città dodici pani. I mercanti, non avendo scelta, decidono di mandare il ragazzo su per la montagna in cerca del prelato. Troverà un contadino che lo scambierà per un furfante. Solo uccidendo un pericoloso lupo, ed ottenendo una ricompensa di cinquanta lire indetta dal comune di Pistoia per l’azione eroica compiuta, potrà ritornare a casa, far ricopiare le carte perdute e guadagnarsi il perdono del padre.&lt;br /&gt;Nello specifico caso della novella, non troviamo nessun riferimento al cibo ma emerge un particolare che non si può trascurare [...] &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-5738745815644289673?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/5738745815644289673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=5738745815644289673&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5738745815644289673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5738745815644289673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/62-loste.html' title='6.2   L’oste'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-5973554002043323105</id><published>2009-08-19T20:05:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:45:51.870+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 6'/><title type='text'>6.3   Il fornaio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In città i fornai si rivelarono ancora più indispensabili degli osti. La loro funzione consisteva nel cuocere i pani, che venivano portati loro dopo essere stati impastati, e nel curarne la consegna dopo l’uscita dal forno, strumento di lavoro pericoloso che soltanto i fornai erano abilitati a utilizzare, a mantenere con efficienza e a riparare. Essi mettevano in pratica una competenza molto antica e un codice di consuetudini stabilito via via: ci sono tanti privilegi diversi, precedenze e dispute presso la bocca del forno, quanti davanti alla porta del mulino.&lt;br /&gt;Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxiv.html" target="_blank"&gt;CXXIV&lt;/a&gt;  Sacchetti racconta una sua esperienza personale: lo scambio del suo tegame con quello di Noddo da parte di un fornaio. Un suo fante porta a cuocere della carne di lombo e di arista ma queste appetitose pietanze, una volta cotte, vengono consegnate, per errore, a Noddo che senza pensarci due volte se le mangia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“E io scrittore ne potrei far prova, che avendo mandato uno tegame con uno lombo, e con arista al forno, e 'l detto Noddo avendone mandato un altro con un busecchio pieno non so di che, al fornaio, mandando Noddo per lo suo, gli venne dato il mio;[...]” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seguito Noddo andrà a reclamare il suo tegame al forno, ma riconsegnerà solo le ossa di quello scambiato. Alla fine, il fante di Franco Sacchetti tornerà a mani vuote e Noddo, oltre al cibo dello scrittore mangerà anche il suo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“E 'l fante mio va poi per lo mio tegame: il quale giunto, e scoprendolo, poco v'avea altro che ossa. Dico al fante:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Va' al fornaio, e sappi se io ho a far dadi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il fornaio si scusò dell'errore, e Noddo con molte risa si mangiò la cena sua e la mia, non curando caldo che fosse in essa, facendo tosto tosto.”  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La novella si presenta ricca di riferimenti, quale, ad esempio, l’entrata sulla scena della figura del fornaio. Nel Medioevo, poiché il pane si preparava in casa, il fornaio era colui che materialmente cuoceva la pasta fatta dalle donne, che gli lasciavano una parte del prodotto per venderlo: il forno era allora uno dei poli della città medievale, come documentano le miniature del Tacuinum Sanitatis che descrivono le fasi di cottura e vendita del pane. Lo scambio dei tegami fatto dal fornaio non avviene di proposito, tuttavia numerose sono le notizie sui tentativi di truffa operate dai fornai, i quali talvolta aggiungevano [...]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-5973554002043323105?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/5973554002043323105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=5973554002043323105&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5973554002043323105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5973554002043323105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/63-il-fornaio.html' title='6.3   Il fornaio'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-1806476821991096943</id><published>2009-08-19T20:00:00.001+02:00</published><updated>2009-08-19T21:45:59.271+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 6'/><title type='text'>6.4   Il mugnaio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche i mugnai cercarono di utilizzare per la panificazione il grano che ricevevano in pagamento del loro servizio; sembra che però si siano rapidamente infastiditi contro i divieti delle autorità municipali e contro la riluttanza dei potenziali acquirenti. La reputazione di disonestà, di pigrizia e di trascuratezza che li circondava, ebbe un peso determinante contro artigiani indispensabili (i mugnai avevano il monopolio della molitura), ma un po’ marginali.&lt;br /&gt;La novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxcix.html" target="_blank"&gt;CXCIX&lt;/a&gt; ci offre una testimonianza sull’attività svolta dai mugnai e sulla loro condotta non sempre cristallina: il gentiluomo fiorentino, Biancozzo de' Nerli, porta il suo grano a macinare presso il mulino di Bozzolo. L’uomo si accorge che la quantità di grano che viene triturata è al di sotto di ogni previsione e, mosso dal sospetto, decide di mandare un suo fante a controllare la prossima operazione di molitura. Ma il mugnaio escogita un espediente per distrarre il fante: lo convince ad andare con lui per ammirare l’abilità della sua gatta nel catturare i pesci. Il fante, vinto dalla curiosità, si reca con Bozzolo al fiume, ma la gatta non ne vuole sapere di pescare. Nel frattempo un garzone provvede a svuotare parte della farina di Biancozzo dal mulino e quando il fante la riporta al padrone, essa viene abburattata e pesata da una serva:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Chiama la fante, e dice:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Abburatta, e misura com'ella è tornata. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La fante, abburattata che l'ebbe e misurata la sera, truova le sei staia di grano esser tornate quattro di farina; e dicelo al signore.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena la donna gli comunica il peso della farina, il gentiluomo monta su tutte le furie e chiede al fante come si erano svolti i fatti. A questo punto il servitore è costretto a raccontare l’inganno della gatta che pescava. Biancozzo, dopo aver ascoltato il fante [...] &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-1806476821991096943?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/1806476821991096943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=1806476821991096943&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1806476821991096943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1806476821991096943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/64-il-mugnaio.html' title='6.4   Il mugnaio'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-2665804560224137851</id><published>2009-08-19T19:55:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:46:06.925+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 6'/><title type='text'>6.5   Il vignaiolo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molte novelle hanno come perno della vicenda il vino, tuttavia la &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/il-piovano-dellantella-di-firenze-sente.html" target="_blank"&gt;CLXXVII&lt;/a&gt; si dimostra di grande utilità perché è una delle poche che ci fornisce degli elementi relativi a chi produceva per professione questa bevanda.&lt;br /&gt;Vieri de’ Bardi, un ricco cavaliere della città di Firenze, stabilisce di piantare dell’uva straniera nel suo terreno. Decide così di scrivere a messer Niccoloso Manieri per chiedergli dei magliuoli da Portovenere. Dopo qualche tempo, riceve una risposta affermativa dall’uomo e si sofferma a discutere col pievano, suo vicino di casa, della faccenda. Ma il parroco gli sconsiglia vivamente quel tipo di uva perché ritiene che il vino ottenuto sia di quantità limitata: “- Ben fate; ma quanto io per me vorrei vitigni che facesseno vino assai; cotesto è vitigno da far debito.”.&lt;br /&gt;Quando i magliuoli giungono a casa di Vieri de’ Bardi, il pievano lo ammonisce di non piantarli subito perché è preferibile attendere il mutamento delle fasi lunari; pertanto suggerisce di sistemarli provvisoriamente in attesa dell’indomani quando la luna avrà mutato il suo stato. Così fa Vieri de’ Bardi, ma la medesima notte il pievano manda due garzoni a sostituire l’uva del fiorentino con la sua:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“[...] e 'l piovano si tornò alla sua pieve, là dove subito ebbe due lavoratori, li quali, come che fosse da sera, andassono a portare certe sue pergole d'uve angiole e verdoline e sancolombane e altri vitigni, e subito le recassono; li quali cosí feciono; e recate che l'ebbono, il piovano disse:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Voi avete andare con questi magliuoli al luogo di messer Vieri de' Bardi, dove voi troverrete dal tale lato sotterrati certi magliuoli; recatemi quelli e in quel luogo sotterrate questi.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina seguente entrambi gli uomini fanno sistemare le loro piante d’uva. Successivamente, non appena gli arbusti sono carichi dei loro frutti, Vieri de’ Bardi assaggia gli acini e si accorge che sono di molteplice varietà:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Quando l'uve si cominciorono a vedere, e messer Vieri andando per lo suo posticcio, il quale credea essere vernaccia da Corniglia, vide nuove ragione d'uve al suo intendimento, e dove bianche di ragione verdigna e dove cimiciattole e dove angiole, e cosí diversi vitigni, come nel piú delle vigne poste alla mescolata si truova.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decide di scrivere a messer Niccoloso Manieri per accusarlo di avergli mandato dei vitigni di scarsa qualità, ma l’uomo replica sostenendo che erano i migliori e che probabilmente era stato vittima di uno scambio. Ma i Bardi, di lì a poco, verranno allontanati dalla città di Firenze  e le viti diverranno patrimonio del pievano e dei suoi successori.&lt;br /&gt;Dalla novella affiorano diversi elementi su cui riflettere: l’uva che vuole piantare Vieri de’ Bardi è di una qualità superiore a quelle che generalmente venivano piantate nel territorio circostante, tantoché se la fa spedire da Portovenere. Questo tipo di atteggiamenti sono riconducibili [...]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-2665804560224137851?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/2665804560224137851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=2665804560224137851&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2665804560224137851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2665804560224137851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/65-il-vignaiolo.html' title='6.5   Il vignaiolo'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-5076842535937666509</id><published>2009-08-19T19:50:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:46:47.240+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 6'/><title type='text'>6.6.1   Il panettiere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cibo fondamentale dell'Italia bassomedioevale era naturalmente il pane. Infatti nelle campagne toscane i campi di cereali erano detti “terre da pane”. A questo proposito citiamo la novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxvii.html" target="_blank"&gt;LXVII&lt;/a&gt;, nella quale messer Valore dice che la pietra più preziosa che possiede l'uomo è quella cui si ricavano le macine dei mulini: “- Voi non ve ne intendete; la piú preziosa pietra è la macina del grano; e s'ella si potesse legare e portarla in anello, ogni altra pietra passerebbe di bontà”.&lt;br /&gt;Le novelle esaminate non parlano mai esplicitamente di panetterie ma solo ed esclusivamente di pane. Se pensiamo che i fornai in linea di massima cucinavano gli impasti che venivano loro consegnati, bisogna dire che l’evoluzione della panificazione è, da tutti i punti di vista, abbastanza illuminante.&lt;br /&gt;Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/marchese-aldobrandino-domanda-al-basso.html" target="_blank"&gt;VI&lt;/a&gt; il pane viene consumato da un marchese insieme ad un capo d’aglio, nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxi.html" target="_blank"&gt;LXI&lt;/a&gt; invece compare sulla tavola di un nobile, nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cviii.html" target="_blank"&gt;CVIII&lt;/a&gt; messer Testa, priore dei priori al tempo di papa Urbano V, fa colazione ogni mattina con un bicchier di vino, carne salata e pane:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“[...] fra l'altre mattine una mattina, perché 'l vino non gli facesse noia, e anco per potere bere meglio, prese una fetta di carne salata, e con uno pane sotto se n'andò alla cucina, e mettendo la detta carne su la bracia, come la si fu un poco riscaldata,[...]”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccx.html" target="_blank"&gt;CCX&lt;/a&gt; i giovani cacciatori si lamentano con l’oste perché il pane era “di mazzero e biscotto”.&lt;br /&gt;Non compaiono elementi sulla tipologia di farina utilizzata, tuttavia a partire dal XIII secolo la farina di frumento era largamente adoperata da tutti i panettieri europei e molte città non ne impastavano altra, se si prescinde dai periodi di carestia, tanto il pane di “grano buono” era diventato il segno della civiltà urbana .&lt;br /&gt;Ovunque esistevano due, talvolta tre varietà di questo pane. La qualità superiore fatta di fior di farina, caratterizzata dalla mollica bianca e soffice sotto una crosta finemente dorata – “bocconcini” e “pan buffetto” della Francia, dell’Italia e della Spagna, Semmelbrot tedesco e pandemain o white bread anglosassone –, rispondeva alle esigenze dei privilegiati. La qualità media, fatta di pani detti bigio-bianchi, giallini o grigi, era offerta a una clientela [...]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-5076842535937666509?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/5076842535937666509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=5076842535937666509&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5076842535937666509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5076842535937666509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/661-il-panettiere.html' title='6.6.1   Il panettiere'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-8515973019611261534</id><published>2009-08-19T19:45:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:47:32.793+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 6'/><title type='text'>6.6.2   Il pasticciere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante le grandi feste della Chiesa e quando il grano si vendeva a poco prezzo sul mercato, i panettieri utilizzavano un po’ di farina per preparare dolci e pasticci con ripieni diversi; con una pasta leggera non lievitata, presa tra due ferri piatti roventi, confezionavano le “cialde”. Per le ciambelle, che si facevano sbollentare prima di farle seccare al forno, era invece necessaria una pasta lievitata e lavorata a lungo. I panettieri potevano anche aggiungere latte, uova e aromi alla pasta per il pane.&lt;br /&gt;La novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxvii.html" target="_blank"&gt;CLXXXVII&lt;/a&gt; ci fornisce uno spunto sui cui riflettere; presenta un campionario di vivande inventate, con tanto di definizioni: “gatta coniglio” e “topistornelli”, infatti, sono i due nomi con cui queste nuove vivande vengono designate. Una volta di più, il lettore è introdotto nell’atmosfera culinaria dal nome del protagonista, “Dolcibene”, che già suggerisce, seppure allusivamente, una prospettiva gastronomica; costui è invitato a mangiare dal piovano della Tosa, il quale “tenea Santo Stefano in Pane”, con la promessa di cibarsi di un coniglio in crosta, probabilmente corrispondente alla ricetta che va sotto il nome di “pasticcio di coniglio”, che prevede che l’animale sia avvolto in una crosta di pasta soda e così cotto. In realtà, sotto la crosta, c’è una gatta: quando Dolcibene se ne accorge decide di vendicarsi, preparando a chi lo ha beffato una cena a base di topi :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“E giunto a casa, tolse due pippioni e otto sorgi, i quali acconciò per fare una crosta, levando i capi, e le gambe, e' piedi, e le code, arrocchiandogli per mezzo, sí che nella crosta pareano proprii stornelli; e mescolò due pippioni a quarti tra essi, e della carne insalata, e fece fare la crosta; e 'l fante mandò a vendere l'avanzo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giunta l'ora della cena, la brigata s'appresentò a casa messer Dolcibene. Come li vide, disse:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Voi non manicherete istasera se non della gabbiata che toglieste, sí che non sperat'altro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E cosí di motto in motto se n'andorono a mensa. E venendo la crostata, dice il piovano:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Aveteci voi messo alcuno pollastro dentro? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E messer Dolcibene disse:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- La colombaia mia non ne fa; io n'ho fatta una crosta di pippioni e stornelli.”  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È interessante soffermarsi sui dettagli culinari della novella. I cibi qui presentati sono tutti in crosta, secondo un’abitudine molto diffusa; a volte la degustazione di questi piatti poteva riservare delle sorprese [...]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-8515973019611261534?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/8515973019611261534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=8515973019611261534&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8515973019611261534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8515973019611261534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/662-il-pasticciere.html' title='6.6.2   Il pasticciere'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-3643400653274991892</id><published>2009-08-19T19:40:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:48:20.513+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 6'/><title type='text'>6.6.5   Il macellaio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-xcviii.html" target="_blank"&gt;XCVIII&lt;/a&gt; non emergono particolari che ci possano far capire dove sia situata la beccheria, mentre un’indicazione rilevante per la nostra indagine compare nel titolo della &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clx.html" target="_blank"&gt;CLX&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Uno mulo traendo calci in Mercato vecchio fa fuggire tutta la piazza, e guasta la carne ed e' panni di cui era carico, fa venire in quistione i lanaiuoli co' beccari; e dopo molte nuove cose, il fine che n'è seguito.”  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Mercato Vecchio (ora Piazza della Repubblica) si trovava a Firenze ed era il luogo adibito alla macellazione e alla vendita delle carni. La beccheria del Mercato Vecchio, ossia il macello pubblico, venne però costruita solo nel Trecento al centro della piazza, per cui ancora nel Duecento gli animali venivano uccisi nella zona compresa tra Via delle Terme e Borgo SS. Apostoli, senza una collocazione precisa, mentre gli scarti e le carcasse erano scaricati a valle del fiume Arno. In questo caso la beccheria si trovava all’interno della cinta muraria  al pari della maggior parte dei commerci alimentari che erano ben distribuiti tra i diversi quartieri della città. Per i macellai, invece, vennero prese in considerazione numerose soluzioni, senza che nessuna escludesse le altre nel tempo. Le città italiane allontanarono volentieri i loro macellarii dai centri alla periferia, addirittura al di là della cinta urbana, in prossimità della strada attraverso la quale passava il bestiame vivo o lungo la via. Altre città, in Francia o sulle coste del Baltico, li tennero invece in centro, vicino al grande mercato del quale la macelleria costituiva talvolta la principale attività. Altrove la comunità dei macellai si trovava divisa in luoghi diversi, e questo fenomeno si spiega più con le molte esigenze dei commercianti che con l’importanza della clientela da servire.&lt;br /&gt;Nella raccolta del Sacchetti gli elementi che ci informano sull’arte dei beccai non sono molti, nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxx.html" target="_blank"&gt;LXX&lt;/a&gt; vengono chiamati da Torello per uccidere due maiali finiti in un pozzo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Alla per fine e' s'andò per due beccai che desseno e consiglio e aiuto: e dissono voleano d'ogni porco fiorini uno a trargli del pozzo.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’elemento si dimostra interessante: non solo i beccai uccidevano le bestie per conto loro ma lo facevano anche a domicilio dietro un compenso. Gli strumenti utilizzati per uccidere le bestie erano principalmente coltelli (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxx.html" target="_blank"&gt;LXX&lt;/a&gt;) e mannaie (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cx.html" target="_blank"&gt;CX&lt;/a&gt;). Le pratiche relative alla macellazione e alla sistemazione delle bestie, poi, non dovevano essere così differenti da quelle utilizzate dai tavernieri dato che anche il Sacchetti, nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxx.html" target="_blank"&gt;LXX&lt;/a&gt;, usa il termine beccaio e taverniere indistintamente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Torello dicea:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Sta' cheto; io ti farò medicare al maestro Banco che è molto mio amico, ma de' porci come si fa?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dice il fante:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Il pensiero sia vostro, che volete tòr l'arte a' tavernai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alla per fine e' s'andò per due beccai che desseno e consiglio e aiuto: e dissono voleano d'ogni porco fiorini uno a trargli del pozzo.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo dedurre quindi dalle letture (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cii.html" target="_blank"&gt;CII&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxiv.html" target="_blank"&gt;CCXIV&lt;/a&gt;) che le manovre eseguite dai beccai per macellare un maiale [...] &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-3643400653274991892?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/3643400653274991892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=3643400653274991892&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3643400653274991892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3643400653274991892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/665-il-macellaio.html' title='6.6.5   Il macellaio'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-963298991321570033</id><published>2009-08-19T19:35:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:48:26.599+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 6'/><title type='text'>6.6.6   Il pescivendolo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’erano sistemazioni particolari, come per i macellai, anche per i pescivendoli, che vendevano i pesci portati in città da luoghi lontani. Panieri, canestri, barili contenevano pesci di mare o d’acqua dolce; fasciati da alghe o erbe (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccix.html" target="_blank"&gt;CCIX&lt;/a&gt;) regolarmente rinfrescate con acqua pulita, i pesci venivano portati direttamente ai banchi della pescheria o in altri luoghi ben precisi. Il fatto che i luoghi adibiti alla vendita del pesce nell’opera del Sacchetti appaiano ben delineati (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxiii.html" target="_blank"&gt;CLXXXIII&lt;/a&gt;), ci fa pensare che i pescatori autoctoni avessero quantomeno il diritto di vendere a casa propria rispetto ai forestieri. Un altro elemento che presta il fianco ad una considerazione riguarda la tipologia del pesce venduto: sui banchi ci sono sempre lamprede, storioni e trote, ma non compaiono mai i pesci salati come ad esempio le aringhe  (pesce che dal Medioevo al ‘500 ha avuto un’enorme importanza economica perché rappresentava una fonte di cibo proteico); questo ci fa ipotizzare che alcuni pesci [...]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-963298991321570033?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/963298991321570033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=963298991321570033&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/963298991321570033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/963298991321570033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/666-il-pescivendolo.html' title='6.6.6   Il pescivendolo'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-2893509712613711913</id><published>2009-08-19T19:30:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:48:59.897+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 7'/><title type='text'>7.1   La cottura dei cibi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[...] È interessante notare come il Trecentonovelle metta in risalto l’uso di alcuni prodotti ortivi all’interno delle minestre. Cavoli, legumi, agli e cipolle rappresentavano una risorsa indispensabile per le popolazioni meno fortunate: essendo quotidianamente presenti alla mensa di contadini e lavoratori manuali erano considerati alimenti meno apprezzabili della carne. Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-xci.html" target="_blank"&gt;XCI&lt;/a&gt; apprendiamo che Minonna Brunelleschi con i cavoli del suo orto spesso era avvezzo a mangiare “gran minestre”. Il cavolo oltre ad essere consumato da solo (nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxlv.html" target="_blank"&gt;CXLV&lt;/a&gt; accompagna una porzione di tonno) veniva utilizzato anche per preparare delle salse e delle minestre ricostituenti. Nella raccolta del Sacchetti non emergono elementi a sufficienza per approfondire quali fossero gli ingredienti utilizzati per cucinare tali minestre, ma è facile dedurre che si trattasse di cibi facilmente reperibili dai contadini: oltre al cavolo, le cotenne di maiale, il lardo e il formaggio stagionato. Come al solito non mancavano mai il sale, il pepe e l’aglio. L’importanza delle verdure per la gente comune non fu solo un elemento che caratterizzò l’alimentazione del basso Medioevo ma si protrarrà anche successivamente: basti pensare che i racconti tedeschi del XVI secolo riferivano che i contadini mangiavano crauti anche tre e quattro volte al giorno!&lt;br /&gt;La novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxviii.html" target="_blank"&gt;CLXVIII&lt;/a&gt;, invece, ruota attorno all’attività di un agricoltore pratese che, mentre batte le fave sotto il solleone estivo, è vittima di un inconsueto incidente. Il legume testé citato, molto diffuso in Italia , era un ingrediente basilare per preparare polente e farinate (la farina di fave veniva macinata con quella di frumento) .&lt;br /&gt;Questo episodio ci suggerisce che il suddetto legume, oltre ad essere consumato insieme al pane e ad un po’ di sale, veniva impiegato per fare delle pappe e delle polente. Un tipico piatto medievale era proprio la purea di fave: dopo esser state messe a bagno per un giorno, le fave venivano portate lentamente ad ebollizione in acqua fredda e cucinate finché si sbriciolavano sotto le dita. Il composto si salava a fine cottura e si passava al setaccio. Poi venivano fatte rosolare a fuoco lento le cipolle tagliate a rondelle e non appena si erano un po’ appassite, si aggiungevano le mele a fettine, la salvia e si passavano a fuoco lento [...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] Un altro alimento particolarmente apprezzato nelle novelle è il pesce, soprattutto l’anguilla e la lampreda. Nella già nota novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccix.html" target="_blank"&gt;CCIX&lt;/a&gt; emergono particolari che ci forniscono una testimonianza efficace non solo sulla squisitezza della vivanda ma anche sulla sua pericolosità morale.&lt;br /&gt;Il Sacchetti ci introduce fin dal principio nell’atmosfera gastronomica della vicenda: dopo aver stabilito la relazione tra la cattura dell’anguilla e quella del “gentiluomo” (asse portante della novella), l’autore, per dare rilievo alla ghiottoneria del protagonista, lo introduce chiamandolo “Minestra” e lo descrive come “uomo grasso e con corto vedere, […] molto goloso”. Quando la serva comunica a Minestra di aver visto un’anguilla nel ruscello, egli dapprima è incredulo ma poi è talmente attratto dalla possibilità di mangiare quel pesce che, a suo rischio e pericolo, decide di catturarlo. La prelibatezza di questo cibo spinge l’autore a proporre una lunga riflessione sui metodi utilizzati dal demonio per catturare le anime servendosi della gola, ed usando in particolare anguille e lamprede: non è un caso che questi due pesci, come detto, i più desiderati , siano qui citati in coppia. Non sembra occasionale neppure il fatto che sia l’anguilla ad offrire l’occasione per riflettere sul demonio; l’anguilla viene identificata come simbolo del peccato e come arma di grande seduzione per trarre a sé tutti i golosi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“E notino li padri e le madri, che allevano i loro figliuoli, acciò che non li crescano in questo vizio; ché questo è quel vizio che per lo primo peccato ci ha condotto a morte, e fa altrui incorrere in molti terribili peccati e disfazione di famiglie; però che dalla gola viene lussuria, prodigalità, giuoco e molti mali; e in fine quando manca l'avere, che non abbia di che supplire all'appetito, a tutti e' mali si reca per avere danari. Se io volessi descrivere quanti e quali, non so se capessono in questo libro. E come il demonio aesca nella gola, cosí nella lussuria e nella concupiscenza carnale, cosí nell'avarizia con la moneta e con le ricchezze e stati e beni terreni; e quando li giugne alla fonte, come Mazzone giunse il Minestra, gli piglia e dagli a' berrovieri, cioè a' diavoli, che gli menino alla Bolognana, nel centro dell'abisso; e allora è pagato colui che dee avere, e al debitore è dato quello che merita.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo pesce era, inoltre, molto legato alla satira anticlericale, che associava “le grasse anguille alle facce rubiconde dei monaci e dei canonici” [...]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-2893509712613711913?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/2893509712613711913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=2893509712613711913&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2893509712613711913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2893509712613711913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/71-la-cottura-dei-cibi.html' title='7.1   La cottura dei cibi'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-5808460804804471774</id><published>2009-08-19T19:25:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:49:13.882+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 7'/><title type='text'>7.2   Il focolare</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sono molti gli elementi, tratti dal Trecentonovelle, che forniscono dettagli sugli spazi, le sistemazioni e gli utensili destinati alla preparazione e alla cottura degli alimenti. Spesso le indicazioni più interessanti provenivano da un’iconografia circoscritta agli ambienti aristocratici: cucine signorili, principesche o monastiche, passate alla posterità per le loro qualità architettoniche, che rivelavano la presenza di un focolare, un caminetto o di una tavola. Tuttavia i progressi compiuti di recente dalla ricerca archeologica sui siti d’epoca medievale sono venuti, poco per volta, a colmare alcune lacune; vuoti che in particolare toccavano il mondo rurale, al quale apparteneva, nonostante lo sviluppo urbano del Medioevo, la fetta più grande della popolazione.&lt;br /&gt;Nonostante ciò nella raccolta del Sacchetti emergono, a riguardo, alcuni particolari da annotare e su cui fare delle considerazioni. Il primo elemento che si ricava dalla lettura della novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxcii.html" target="_blank"&gt;CXCII&lt;/a&gt;  riguarda il focolare, la fonte di calore sulla quale i cibi venivano cucinati.&lt;br /&gt;Il pittore Buonamico non riesce a dormire perché, durante la notte, il vicino di casa Capodoca obbliga la moglie a lavorare la lana. L’artista decide di risolvere la questione facendo un foro nel muro, proprio dove è situato il focolare, per salare oltremisura le pietanze che prepara la donna:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“E Buonamico vegliava da dopo cena infino a mattutino, sí che a mattutino andava a dormire, e 'l pennello si riposava quando il filatoio cominciava. Essendo il focolare, dove costei cocea, allato al detto muro, pensò Buonamico una nuova astuzia; però che, avendo considerato che questa buona donna, quando cocea, mettea la pentola rasente a quel muro, fece un foro con un succhio in quel muro, rasente a quella pentola, e poi lo turava con un pezzuolo di mattone in forma che la donna non s'accorgesse. E quando pensava o vedea che la donna mettesse a fuoco, avea uno soffionetto di canna assai sottile, e in quello mettendo sale, quando sentía non esservi la donna, mettendolo per lo foro all'orlo della pentola, vi soffiava entro per forma che nella pentola metteva quanto sale volea.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando il marito assaggia il cibo salato si infuria con la moglie; Buonamico ripete l’operazione una seconda volta e l’uomo, accecato dalla collera, picchia la donna tacciandola di ubriachezza. Le grida scaturite dalla colluttazione permettono l’intervento di Buonamico che consiglia a Capodoca [...]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-5808460804804471774?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/5808460804804471774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=5808460804804471774&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5808460804804471774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5808460804804471774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/72-il-focolare.html' title='7.2   Il focolare'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-2459604210137221118</id><published>2009-08-19T19:20:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:49:26.539+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 7'/><title type='text'>7.3   Gli utensili di cucina</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altri utensili molto diffusi dovevano essere le padelle (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clv.html" target="_blank"&gt;CLV&lt;/a&gt;) e i tegami. Essi venivano soprattutto adoperati per cuocere i cibi all’interno del forno: nella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxv.html" target="_blank"&gt;CLXXXV&lt;/a&gt; un’oca viene preparata, adagiata in un tegame e condotta proprio al forno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Costei, vedendola sparata e ricucita, avvisossi ch'ella fosse acconcia d'ogni cosa che bisognava; e tolto uno tegame e acconciala dentro, la portò al forno.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxiv.html" target="_blank"&gt;CXXIV&lt;/a&gt;, invece, si narra lo scambio di vivande avvenuto, per colpa del fornaio, tra l’autore stesso e Noddo d’Andrea. Il tegame del Sacchetti, contenente un lombo e un’arista, viene così divorato da Noddo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“E io scrittore ne potrei far prova, che avendo mandato uno tegame con uno lombo, e con arista al forno, e 'l detto Noddo avendone mandato un altro con un busecchio pieno non so di che, al fornaio, mandando Noddo per lo suo, gli venne dato il mio; il quale come gli venne innanzi, subito trangusgiando e l'arista e poi il lombo,[...]” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vi è traccia dei paioli, tuttavia dovevano essere molto diffusi dato che negli inventari rurali toscani nel XVI secolo compaiono con frequenza. Anche in questo caso le novelle non ci forniscono informazioni riguardo al materiale utilizzato per costruire gli utensili in questione; ciò nonostante possiamo dire che molto diffuse erano le padelle in ferro, i tegami e i paioli in rame.&lt;br /&gt;I recipienti o i frammenti trovati in occasione degli scavi testimoniano l’estrema diversità degli oggetti di questa categoria: dal semplice vaso plasmato con una sottile lamina di rame, allo spesso paiolo in bronzo modellato e decorato; alcuni documenti contabili precisano che i paioli in bronzo potevano anche essere fusi con la stessa lega delle campane. Era dunque possibile preparare fritture, fricassee, stufati in un gran numero di case. Tegami di piccole dimensioni erano riservati ad un altro tipo di preparazione, le farinate per i bambini e, ovviamente, per i malati.&lt;br /&gt;Il fatto che all’interno delle novelle poi si parli spesso di carne cucinata arrosto (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxxiii.html" target="_blank"&gt;LXXXIII&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cviii.html" target="_blank"&gt;CVIII&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxx.html" target="_blank"&gt;CXXX&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccix.html"&gt;CCIX&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccx.html" target="_blank"&gt;CCX&lt;/a&gt;  ecc.) ci fa supporre l’utilizzo di alcuni utensili a d’uopo. In effetti esistevano parecchi attrezzi come graticole, spiedi, girarrosti e, in alcuni casi, sotto l’arrosto, per raccoglierne il sugo e il grasso, si disponevano delle leccarde in rame o in terracotta vetrificata. Ma questi strumenti erano soprattutto riservati agli ambienti agiati, sia in città, sia nei castelli e nelle fortezze.&lt;br /&gt;Questo tipo di attrezzatura ci suggerisce senz’altro un’alimentazione [...]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-2459604210137221118?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/2459604210137221118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=2459604210137221118&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2459604210137221118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2459604210137221118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/73-gli-utensili-di-cucina.html' title='7.3   Gli utensili di cucina'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-6852177883400099417</id><published>2009-08-19T19:15:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:49:46.423+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo 7'/><title type='text'>7.4   Con o senza tavola: differenze sociali nell’uso delle stoviglie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[...] L’atto di pulirsi le mani prima di mangiare era quasi una consuetudine, ma una cosa del tutto diversa era mantenerle pulite durante e dopo il pasto. In effetti, la pulizia delle dita del proprio vicino era cosa che suscitava interesse e preoccupazione negli altri commensali. A tal proposito è indicativa la novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxv.html" target="_blank"&gt;CLXXXV&lt;/a&gt;, nella quale Pero Foraboschi offre delle castagne ai suoi amici dopo che le ha ammorbidite, una per volta, masticandole.&lt;br /&gt;Le maniere di sistemarsi per consumare i pasti, invece, differivano secondo che si disponesse dell’ampia sala di una casa signorile o borghese, o dell’unica stanza di un’abitazione contadina.&lt;br /&gt;Dalla novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/molte-novellette-e-detti-del-detto.html" target="_blank"&gt;XLI&lt;/a&gt; emerge un elemento interessante, messer Ridolfo fa accomodare a tavola gli ambasciatori fiorentini con le spalle rivolte al camino:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“La prima, che essendo a tavola del mese di luglio da lui convitati, era di drieto a loro a uno camino cosí acceso un gran fuoco, come se fosse stato del mese di gennaio. Gli ambasciadori, sentendo alle spalle il fuoco penace per lo sollione, domandorono messer Ridolfo che cagione era il perché di luglio tenesse il fuoco acceso alla mensa.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se in questo caso il gesto non è da interpretare come una cortesia bensì una burla nei confronti dei fiorentini, costretti nel mese di luglio a sopportare il caldo del focolare: bisogna sottolineare che, generalmente nel castello o in una ricca dimora cittadina, la tavola era apparecchiata vicino al camino e gli invitati di riguardo stavano seduti con le spalle al fuoco su sedie con schienale a braccioli. Mentre per i nobili e gli artigiani le tavole costituivano un suppellettile indispensabile (&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxiii.html" target="_blank"&gt;CLXXXIII&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/molte-novellette-e-detti-del-detto.html" target="_blank"&gt;XLI&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxi.html" target="_blank"&gt;LXI&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxvii.html" target="_blank"&gt;LXXVII&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxcii.html" target="_blank"&gt;CXCII&lt;/a&gt;), presso il popolino e soprattutto in campagna, le tavole erano una rarità, così pure gli strumenti di illuminazione. Nella novella &lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxx.html" target="_blank"&gt;CXX&lt;/a&gt; abbiamo visto come Berto Folchi, un contadino di Firenze, arrostisca dei tordi per cenare insieme alla moglie davanti al fuoco. I pasti venivano probabilmente consumati, secondo la stagione, accanto al focolare dove rosseggiavano le braci, o accanto alla porta, spesso unica fonte di luce naturale e di aerazione. Laddove nessuna tavola figurava nel disadorno arredo, si mangiava [...]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-6852177883400099417?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/6852177883400099417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=6852177883400099417&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/6852177883400099417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/6852177883400099417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/74-con-o-senza-tavola-differenze.html' title='7.4   Con o senza tavola: differenze sociali nell’uso delle stoviglie'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-2016782539502768308</id><published>2009-08-19T19:10:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:50:13.056+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Conclusione'/><title type='text'>Conclusione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Trecentonovelle, come fonte per la storia dell’alimentazione del basso Medioevo, si rivela una miniera di informazioni davvero interessanti: la piacevole lettura delle novelle ci restituisce un sottile quadro degli usi e delle consuetudini alimentari dell’epoca molto veritiero e caratteristico.&lt;br /&gt;L’elemento specifico che balza subito all’occhio, considerando le abitudini dei personaggi e le tipologie di animali che vengono allevate nei poderi rurali, è la struttura della società bassomedievale, una società che è ancora aggrappata all’agricoltura, punto fermo per il sostentamento della maggior parte delle famiglie. I personaggi del Trecentonovelle costituiscono lo specchio di questa società: contadini, artigiani, fornai, beccai, mugnai e tavernieri sono coloro che, con le loro attività, muovono gli ingranaggi del nuovo apparato urbano. Le stesse vicende raccontate dal Sacchetti, spesso e volentieri, hanno come fulcro proprio i frutti della terra o quelli di origine animale.&lt;br /&gt;Nonostante ciò, si avverte l’eco della corrosione del sistema agro-silvo-pastorale per favorire la realizzazione di nuovi insediamenti. Le novelle, ambientate generalmente all’interno delle cinte murarie, non solo ci svelano centri urbani pullulanti di uomini, ma anche un cambiamento in atto nel modus vivendi della popolazione.&lt;br /&gt;La vendita sui banchi della carne, del pesce, degli ortaggi e di qualche frutto, e le attività artigianali sviluppate nei centri cittadini danno linfa al risveglio commerciale che, prima nella sfera rurale e poi in quella urbana, vede ovunque affiancata la tradizionale economia di sussistenza da una nuova economia di mercato. E spesso anche i contadini, portando a vendere ai mercati le uova e il formaggio in eccedenza, diventano  parte integrante del meccanismo.&lt;br /&gt;Raggiungere l’equilibrio alimentare diventa sempre più arduo tramite lo sfruttamento delle risorse naturali dell’incolto, anche perché i terreni rimasti vengono riservati alla coltura intensiva dei cereali. In questo modo le coltivazioni si distendono, in principio nelle pianure poi nelle colline fino ad invadere le montagne. Il Sacchetti non ci fornisce molti particolari sulla coltivazione dei cereali, ma forse è proprio questa omissione a confermarne l’uso; d’altronde se pensiamo al leitmotiv delle novelle, è facile dedurre che il pane, in quanto alimento base, non veniva decantato alla stregua del cappone o dell’oca, vivande che, già di per sé, destavano la curiosità del lettore e, soprattutto, si prestavano meglio alle bizzarre situazioni narrate. Ma ci basta prendere in considerazione solo un episodio (quello che vede l’arresto di un uomo che, al cospetto di un nobile, mangia il pane con la pasta in tempo di carestia), per capire quanto siano ritenuti preziosi i cereali e per meglio comprendere come il termine carestia abbia cambiato connotazione con il passare degli anni. Se nell’alto Medioevo si presta a una vasta gamma di interpretazioni, riferendosi alle crisi forestali non meno che a quelle agricole, in seguito si restringe ad un significato univoco, indicando più semplicemente il cattivo raccolto e la penuria di cereali. I cereali diventano, in sostanza, l’elemento basilare e sempre più determinante della dieta contadina (spesso nelle novelle vengono citate pappe, farinate e polente ottenute con i cereali più poveri), mentre lo sfruttamento dei boschi diventa sempre più inconsueto e malagevole: di foreste ce ne sono sempre meno e quelle residue sono soggette alle limitazioni, ai divieti di caccia e di pascolo. La caccia viene vissuta quasi come un momento liturgico per i nobili che, con tanto di equipaggio al seguito, amano concedersi momenti di svago nelle loro tenute. La restrizione dei boschi ha, di conseguenza, determinato anche la forzata stabulazione degli animali (soprattutto il maiale) che trovano alloggio in stanze, spesso contigue a quelle dei loro padroni. Anche i suini pagano le conseguenze dei cambiamenti sociali: rinchiusi nelle stalle o costretti a vagare spaesati per i vicoli della città, la loro presenza si assottiglia per dare spazio agli animali da cortile molto più semplici da accudire.&lt;br /&gt;Ridotte le opportunità dello sfruttamento dell’incolto, viene a mancare l’apporto della carne nella dieta quotidiana; i contadini si riducono a semplici consumatori di cereali, legumi e ortaggi, e si assiste ad una progressiva divergenza del loro regime alimentare da quello dei ceti più agiati della società. E il Sacchetti traccia perfettamente tale situazione: dalle novelle emerge l’essenzialità dell’orto, ma anche l’alimentazione sfarzosa dei ceti benestanti, soprattutto a base di pesce e carne arrosto. In un episodio (un podestà che consuma un pasto a base di verdura viene guardato con stupore dal suo compagno), si avverte proprio l’idea, ben radicata nella società dell’epoca, che il nobile deve mangiare parecchio e bene [...]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-2016782539502768308?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/2016782539502768308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=2016782539502768308&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2016782539502768308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2016782539502768308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/conclusione.html' title='Conclusione'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-5264363608599182598</id><published>2009-08-19T19:08:00.000+02:00</published><updated>2009-08-21T11:55:48.340+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bibliografia'/><title type='text'>Bibliografia</title><content type='html'>S. ANSELMI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La selva, il pascolo, l’allevamento nelle Marche dei secoli XIV e XV&lt;/span&gt;, Urbino 1975.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. ARTUSI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene&lt;/span&gt;, Einaudi, Torino 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. BALESTRACCI, P. PASINI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pesca e pescatori: dal tardo Medioevo alla prima età moderna&lt;/span&gt;, Leonardo Arte, Milano 2001, p. 183.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A. BARLUCCHI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dacci il nostro pane quotidiano&lt;/span&gt;, in “Medioevo”, 8. 1997.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. BARKER, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;The economy of medieval Tuscania: the archaeological evidence&lt;/span&gt;, in “Papers of the British School at Rome”, XLI (1973), p. 157-168.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. BARUZZI, M. MONTANARI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Porci e porcari nel Medioevo: paesaggio, economia, alimentazione&lt;/span&gt;, Clueb, Bologna 1981.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. BLOCH, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;I caratteri originali della storia rurale francese&lt;/span&gt;, traduzione di C. Ginzburg, Einaudi, 1973.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. BOCCACCIO, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Decameron&lt;/span&gt;, a cura di C. Segre, Mursia, 1996.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. BOCCHI, P&lt;span style="font-style:italic;"&gt;orci con gli anelli&lt;/span&gt;, in “Medioevo”, 5 (16), 1998.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BONVESIN DA LA RIVA, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;De magnalibus Mediolani&lt;/span&gt;, traduzione di G. Pontiggia,  Bompiani, Milano 1974.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A. BORLENGHI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La questione delle morali nel Trecentonovelle&lt;/span&gt;, in “Studi Urbinati”, XXVII, 1953, n. 2, p. 73-111.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. CAMPORESI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il formaggio maledetto&lt;/span&gt;, Le officine dei sensi, Milano 1985.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A. CASTAGNETTI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;I possessi del monastero di S. Zeno di Verona a Bardolino&lt;/span&gt;, in “Studi Medievali”, XIII, 1 (1972).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. CERONI GIACOMETTI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Storia della caccia&lt;/span&gt;, Novarco, Milano 1964.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. CHERUBINI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Agricoltura e società rurale nel Medioevo&lt;/span&gt;, Sansoni, Firenze 1972.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. CHERUBINI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La civiltà del castagno alla fine del Medioevo&lt;/span&gt;, in “L’Italia rurale del basso Medioevo”, Laterza, Roma-Bari 1985, cit., p. 50-51.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. CHERUBINI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L’Italia rurale del basso Medioevo&lt;/span&gt;, Laterza, Roma-Bari 1985.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. CHERUBINI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Vita trecentesca nelle novelle di Giovanni Sercambi&lt;/span&gt;, in “Signori, contadini, borghesi. Ricerche sulla società italiana del basso Medioevo”, La Nuova Italia Editrice, Firenze 1974.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. DEVEZE, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La vie de la forêt français au XVI siècle&lt;/span&gt;, Paris 1961.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;J. DHONDT, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L’Alto Medioevo&lt;/span&gt;, Feltrinelli, Milano 1970.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. EMILE, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Le Piante Magiche. Nell'antichità, nel Medioevo e nel Rinascimento&lt;/span&gt;, Hermes, Roma. 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. FASOLI, P. SELLA, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Statuti di Bologna dell’anno 1288&lt;/span&gt;, Città del Vaticano, I, 1937.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FEDERICO II, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;De arte venandi cum avibus&lt;/span&gt;, a cura di A. L.  Trombetti Budriesi, Laterza, Roma-Bari 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. FIUMI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sulle condizioni alimentari a Prato nell'età comunale&lt;/span&gt;, in “Archivio Storico Pratese”, XLII, (1966), p. 7-10.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;J. L. FLANDRIN, M. MONTANARI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Storia dell’alimentazione&lt;/span&gt;, Laterza, Bari 1997.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R.J. FORBES, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Short history of the art of distillation&lt;/span&gt;, Leida 1948.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. FOSSIER, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il lavoro nel Medioevo&lt;/span&gt;, Einaudi, Torino 2002.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A. FRUGONI, C. FRUGONI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Storia di un giorno in una città medievale&lt;/span&gt;, Laterza, Roma-Bari 1997.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;V. FUMAGALLI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il regno italico&lt;/span&gt;, UTET, Torino 1978.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;V. FUMAGALLI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Terra e società nell’Italia padana&lt;/span&gt;, Einaudi, Torino 1976.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. GALLONI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il cervo e il lupo: caccia e cultura nobiliare nel Medioevo&lt;/span&gt;, Laterza, Roma-Bari 1993.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L. GATTO, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Medioevo quotidiano: motivi e modelli di vita&lt;/span&gt;, Editori Riuniti, Roma 1999.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;J. L. GAULIN, A. GRIECO, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dalla vite al vino : fonti e problemi della vitivinicoltura italiana medievale&lt;/span&gt;, Clueb, Bologna 1994.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G .GRAND, R. DELATOUCHE, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Storia agraria del Medioevo&lt;/span&gt;, Il Saggiatore, Milano 1981.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Y. GRAPPE, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sulle tracce del gusto: storia e cultura del vino nel Medioevo&lt;/span&gt;, traduzione di C. De Nonno, Laterza, Roma 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;J. C. HOCQUET, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Chioggia. Capitale del sale nel Medioevo&lt;/span&gt;, Il Leggio, 1991.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Capitulare de villis&lt;/span&gt;, a cura di A. Boscolo, Cisalpino-Goliardica, Milano 1981.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I. IMBERCIADORI,&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Vite e vigna nell’alto Medioevo&lt;/span&gt;, in “Agricoltura e mondo rurale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. J. JONES, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La società agraria medievale all’apice del suo sviluppo. L’Italia&lt;/span&gt;, in "Storia Economica Cambridge", I.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;N. LATRONICO, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;I vini medicinali nella storia e nella scienza&lt;/span&gt;, Bertuzzi, Milano 1947.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;J. LE GOFF, P. NORA, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fare storia. Temi e metodi della nuova storiografia&lt;/span&gt;, traduzione di I. Mariani, 1981, Einaudi, Torino 1982.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;J. LE GOFF, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mestieri leciti e mestieri illeciti nell’Occidente medievale&lt;/span&gt;, in “Tempo della chiesa e tempo del mercante e altri saggi sul lavoro e la cultura nel Medioevo”, Einaudi, Torino 1977, p. 53-71.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C. LEVI-STRAUSS, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mythologiques. Le cru et le cuit&lt;/span&gt;, Paris 1964.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. LIEUTAGHI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il libro degli alberi e degli arbusti&lt;/span&gt;, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 1981.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. LUZZATTO, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Per la storia dell’economia rurale in Italia nel secolo XIV&lt;/span&gt;, in “Eventail de l’histoire vivante” (Hommage a Lucine Febbre), Paris 1953.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MAESTRO MARTINO, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libro de Arte Coquinaria, Arte della Cucina&lt;/span&gt;, ed. da E. Faccioli, Milano 1966.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MARCO APICIO, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L'arte della cucina. Manuale dell'esperto cuoco della Roma imperiale&lt;/span&gt;, a cura di C. Vesco, Scipioni 1990.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MARESCALCHI – G. DALMASSO, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Storia della vite e del vino in Italia, III&lt;/span&gt;, Editrice Unione Italiana Vini,  Milano 1937.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A. MARTELLOTTI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il ‘liber de ferculis’ di Giambonino da Cremona&lt;/span&gt;, Schena, Fasano 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. MARTINO, &lt;span style="font-style:italic;"&gt; Libro de arte coquinaria&lt;/span&gt;, in  “L’arte della cucina in Italia”, ed. E. Faccioli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L. MESSEDAGLIA, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il mais e la vita rurale italiana: saggio di storia agraria&lt;/span&gt;, Piacenza 1927.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L. MESSEDAGLIA, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Leggendo la Cronica di frate Salimbene da Parma. Note per la storia della vita economica e del costume nel secolo XIII&lt;/span&gt;, in “Atti dell’Istituto veneto di scienze, lettere ed arti”, Anno Acc. (1943-44), p. 386, 397, 416.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. MONTPIED, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Alimentation carnee et organisasion de la boucherie a Grenoble aux XIV et XV siecles&lt;/span&gt;, in “Cahiers d’histoire”, XXII (1977), p. 37-60.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. MONTANARI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Alimentazione e cultura nel Medioevo&lt;/span&gt;, Laterza, Roma-Bari 1988.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. MONTANARI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Campagne medievali. Strutture produttive, rapporti di lavoro, sistemi alimentari&lt;/span&gt;, Einaudi 1984.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. MONTANARI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gli animali nell’alimentazione umana&lt;/span&gt;, in “L’uomo di fronte al mondo animale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. MONTANARI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il bosco nel Medioevo, a cura di Bruno Andreolli&lt;/span&gt;, CLUEB, Bologna, 1988.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. MONTANARI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L’alimentazione contadina nell’alto Medioevo&lt;/span&gt;, Liguori Editore, Napoli 1979.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. MONTANARI,  &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La fame e l'abbondanza. Storia dell'alimentazione in Europa&lt;/span&gt;, Laterza, Roma-Bari 1993.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;V. MOUCHET, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il cibo nelle novelle medievali tra realtà, simbolo e narrazione&lt;/span&gt;, in “La sapida eloquenza. Retorica del cibo e cibo retorico”, a cura di C. Spila, Bulzoni, Roma 2004, p. 89-112.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A. M. NADA PATRONE, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il cibo del ricco ed il cibo del povero. Contributo alla storia qualitativa dell'alimentazione: l'area pedemontana negli ultimi secoli del Medioevo&lt;/span&gt;, Centro Studi Piemontesi, Torino 1981.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I. NASO,  &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Formaggi del Medioevo La «Summa lacticiniorum» di Pantaleone da Confienza&lt;/span&gt;, Il Segnalibro, Torino 1990.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. ORTALLI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lupi, genti, culture. Uomo e ambiente nel Medioevo&lt;/span&gt;, Einaudi, Torino 1997.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. ORTALLI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Natura, storia e mitografia del lupo nel Medioevo&lt;/span&gt;, in “La Cultura”, XI (1973).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. PACAUT, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Monaci e religiosi nel Medioevo&lt;/span&gt;, Il Mulino, Bologna 1989.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. PASQUALI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La vitivinicoltura in Romagna nell’alto Medioevo (secoli IX-X)&lt;/span&gt;, in “Studi Romagnoli”, XXV (1974), p. 228-231.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A. PAZZINI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Storia della medicina&lt;/span&gt;, Società editrice libraria, Milano 1947.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;H. C. PEYER, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Von der Gastfreundschaft zum Gasthaus&lt;/span&gt;, in  “Schriften der Mgh”, n.31, 1987. [trad. It Viaggiare nel Medioevo. Dall’ospitalità alla locanda, Roma – Bari 1990].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PIERO DE’ CRESCENZI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Trattato della Agricoltura di Piero De’ Crescenzi traslatato nella favella fiorentina, rivisto dallo ’Nferigno Accademico della Crusca&lt;/span&gt;, ridotto a migliore lezione da B. SORIO P.D.O. di Verona…, vol. III, Tip. Vicentini e Franchini, Verona 1851-1852.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A. I. PINI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La viticoltura italiana nel Medioevo. Coltura della vite e consumo del vino a Bologna dal X al XV secolo&lt;/span&gt;, in "Studi medievali", s. III, XV (1974).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A. I. PINI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pesci, pescivendoli e mercanti del pesce nella Bologna medievale&lt;/span&gt;, in “Il Carrobbio”, I (1976).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A. I. PINI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Vite e vino nel Medioevo&lt;/span&gt;, Bologna 1989.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B. PLATINA, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il piacere onesto e la buona salute&lt;/span&gt;, a cura di E. Faccioli, Einaudi, Torino, 1985.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L. POLIDORI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Del pesce come simbolo del Cristo&lt;/span&gt;, Milano 1843.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. PONTHUS - F. TICHEY, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;I mestieri nel Medioevo&lt;/span&gt;, illustrazioni di E. Krahenbuhl, Jaca Book,  Milano, 1990.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. PRATESI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gli ambienti naturali e l’equilibrio ecologico&lt;/span&gt;, in “Storia d’Italia”, Annali, 8, Einaudi, Torino 1985.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. REBORA, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La cucina medievale italiana tra Oriente e Occidente&lt;/span&gt;, in “Miscellanea storica ligure”, XIX (1987).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O. REDON, F. SABBAN, S. SERVENTI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;A tavola nel Medioevo: con 150 ricette dalla Francia e dall’Italia&lt;/span&gt;, prefazione di G. Duby, Laterza, Roma-Bari 1994.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regimen Sanitatis, Flos medicinae Scholae Salerni&lt;/span&gt;, traduzione e note di A. Sannio, Mursia, Milano 1987.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Y. RENOUARD, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Le vin vieux au Moyen âge&lt;/span&gt;, in “Annales du Midi”, LXXVI (1964).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. SACCHETTI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Trecentonovelle&lt;/span&gt;, a cura di E. Faccioli, Einaudi, Torino 1970.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SALIMBENE DA PARMA, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cronica. Testo latino a fronte&lt;/span&gt;, traduzione di B. Rossi, Monte Università Parma, 2007.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;H. L. SAVAGE, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Hunting in the Middle Ages&lt;/span&gt;, in “Speculum”, 8 (1933).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. SCARAMELLA, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Personaggi sacchettiani&lt;/span&gt;, in “Rassegna bibliografica della letteratura italiana”, XXI, 1913, p. 324-328.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. SCRIVANO, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Aspetti della narrativa sacchettiana&lt;/span&gt;, in “Rassegna della letteratura italiana”, LXIV, n. 3, settembre-dicembre 1960, p. 432-445.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. SELLA, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Glossario Latino Emiliano&lt;/span&gt;, Città del Vaticano 1937.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E. SERENI, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Storia del paesaggio agrario italiano&lt;/span&gt;, Laterza, Bari 1976.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L. STOUFF, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La viande. Ravitaillement et consommation à Carpentras au XV siecle&lt;/span&gt;, in “Annales E.S.C.”, 24, (1969), p. 1444-1445.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L. STOUFF, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ravitaillement et alimentation en Provence aux XIV et XV siecles&lt;/span&gt;, Paris-La Haye 1970.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. TANNAHILL, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Storia del cibo&lt;/span&gt;, traduzione di L. Sosio, Rizzoli, Milano 1987.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. TOUBERT, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Le statuts communaux et l’histoire des campagnes lombardes au XIV siècle&lt;/span&gt;, in “Mélanges d’archéologie et d’Historie”, LXXII (1960).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E. TRUDE, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cucina Medioevale&lt;/span&gt;, Tommasi-Datanova, Milano 2002.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. VANNINI, S. STEFANINI, R. CIANCOLINI,&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Notae de coquina. Manuale di cucina italiana medievale&lt;/span&gt;, Horus, Prato 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L. WHITE JR., &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tecnica e società nel Medioevo&lt;/span&gt;, Il Saggiatore, Milano 1967.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-5264363608599182598?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/5264363608599182598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=5264363608599182598&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5264363608599182598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5264363608599182598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/bibliografia.html' title='Bibliografia'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-4397222409433942904</id><published>2009-08-18T11:50:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T22:02:45.965+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla I alla X</title><content type='html'>&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/proemio.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Proemio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/lo-re-federigo-di-cicilia-e-trafitto.html"&gt;Novella II&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;- &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lo re Federigo di Cicilia è trafitto con una bella storia da ser Mazzeo speziale di Palermo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/parcittadino-da-linari-vagliatore-si-fa.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Novella III&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Parcittadino da Linari vagliatore si fa uomo di corte, e va a vedere lo re Adoardo d'Inghilterra, il qual, lodandolo, ha da lui molte pugna, e poi, biasimandolo, riceve dono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-bernabo-signore-di-melano.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Novella IV&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Messer Bernabò signore di Melano comanda a uno abate che lo chiarisca di quattro cose impossibili; di che uno mugnaio, vestitosi de' panni dello abate, per lui le chiarisce in forma che rimane abate e l'abate rimane mugnaio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/castruccio-interminelli-avendo-un-suo.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Novella V&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Castruccio Interminelli, avendo un suo famiglio disfatto in uno muro il giglio dell'arma fiorentina, essendo per combattere, lo fa combattere con un fante che avea l'arma del giglio nel palvese, ed è morto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/marchese-aldobrandino-domanda-al-basso.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Novella VI&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;- &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Marchese Aldobrandino domanda al Basso della Penna qualche nuovo uccello da tenere in gabbia, il Basso fa fare una gabbia, ed entrovi è portato a lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-ridolfo-da-camerino-al-tempo-che.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Novella VII&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Messer Ridolfo da Camerino, al tempo che la Chiesa avea assediato Forlí, fa una nuova e notabile assoluzione sopra una questione che aveano valentri uomeni d'una insegna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/uno-genovese-sparuto-ma-bene-scienziato.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Novella VIII&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Uno Genovese sparuto, ma bene scienziato, domanda Dante poeta come possa intrare in amore a una donna, e Dante gli fa una piacevole risposta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-giovanni-della-lana-chiede-uno.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Novella IX&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Messer Giovanni della Lana chiede a uno buffone che faccia un bel partito: quelli ne fa uno molto nuovo: a colui non piace; fanne un altro, donde messer Giovanni scornato si parte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-dolcibene-essendo-con-messer.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Novella X&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Messer Dolcibene, essendo con messer Galeotto alla valle di Josafat e udendo che in sí piccol luogo ciascuno ha a concorrere al diejudicio, piglia nuovamente luogo per non affogare allora.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-4397222409433942904?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/4397222409433942904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=4397222409433942904&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4397222409433942904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4397222409433942904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-i-alla-x.html' title='Indice delle Novelle dalla I alla X'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-7575946749827487045</id><published>2009-08-18T11:45:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T22:02:36.558+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla XI alla XX</title><content type='html'>&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/alberto-da-siena-e-richiesto-dallo.html"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Novella XI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Alberto da Siena è richiesto dallo inquisitore, ed elli, avendo paura, si raccomanda a messer Guccio Tolomei; e in fine dice che per Donna Bisodia non è mancato che non abbia aúto il malanno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/come-alberto-detto-rimenando-uno.html"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Novella XII&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Come Alberto detto, rimenando uno ronzino restío a casa, risponde a certi, che 'l domandano nuovamente, come nuovo uomo era.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/come-alberto-essendo-per-combattere-con.html"&gt;Novella XIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Come Alberto, essendo per combattere con li Sanesi, si mette il cavallo innanzi, ed elli, smontato, li sta di dietro a piede, e la ragione che elli assegna quello esser il meglio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/come-alberto-avendo-far-con-la-matrigna.html"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Novella XIV&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Come Alberto, avendo a far con la matrigna, essendo dal padre trovato, allega con nuove ragioni piacevolmente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/la-sorella-del-marchese-azzo-essendo.html"&gt;Novella XV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La sorella del marchese Azzo, essendo andata a marito al giudice di Gallura, in capo di cinque anni torna vedova a casa. Il frate non la vuol vedere, perché non ha fatto figliuoli, ed essa con un motto il fa contento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/uno-giovene-sanese-ha-tre-comandamenti.html"&gt;Novella XVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno giovene Sanese ha tre comandamenti alla morte del padre: in poco tempo disubbedisce, e quello che ne seguita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/piero-brandani-da-firenze-piatisce-e-da.html"&gt;Novella XVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Piero Brandani da Firenze piatisce, e dà certe carte al figliuolo; ed elli, perdendole, si fugge, e capita dove nuovamente piglia un lupo, e di quello aúto lire cinquanta a Pistoia, torna e ricompera le carte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/basso-della-penna-inganna-certi.html"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Novella XVIII&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Basso della Penna inganna certi Genovesi arcatori, e a un nuovo giuoco vince loro quello ch'egli avevano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/basso-della-penna-certi-forestieri-che.html"&gt;Novella XIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Basso della Penna a certi forestieri, che domandorono lenzuola bianche, le dà loro sucide, ed eglino dolendosi, prova loro che l'ha date bianche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/basso-della-penna-fa-un-convito-la-dove.html"&gt;Novella XX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Basso della Penna fa un convito, là dove, non mescendosi vino, quelli convitati si maravigliono, ed egli gli chiarisce con ragione, e non con vino.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-7575946749827487045?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/7575946749827487045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=7575946749827487045&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7575946749827487045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7575946749827487045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-xi-alla-xx.html' title='Indice delle Novelle dalla XI alla XX'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-3857387223456812813</id><published>2009-08-18T11:40:00.001+02:00</published><updated>2009-08-19T22:02:24.085+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla XXI alla XXX</title><content type='html'>&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/basso-della-penna-nellestremo-della.html"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Novella XXI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Basso della Penna nell'estremo della morte lascia con nuova forma ogni anno alle mosche un paniere di pere mézze, e la ragione, che ne rende, perché lo fa&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/due-frati-minori-passano-dove-nella.html"&gt;Novella XXII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Due frati minori passano dove nella Marca è morto uno; l'uno predica sopra il corpo per forma che tale avea voglia di piagnere che fece ridere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-niccolo-cancellieri-per-esser.html"&gt;Novella XXIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Niccolò Cancellieri per esser tenuto cortese fa convitare molti cittadini, e innanzi che vegna il dí del convito è assalito dall'avarizia, e fagli svitare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-dolcibene-al-sepolcro-perche-ha.html"&gt;Novella XXIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Dolcibene al Sepolcro, perché ha dato a uno Judeo, è preso e messo in un loro tempio, là dove nella feccia sua fa bruttare i Judei.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-dolcibene-per-sentenzia-del.html"&gt;Novella XXV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Dolcibene per sentenzia del Capitano di Forlí castra con nuovo ordine uno prete, e poi vende li testicoli lire ventiquattro di bolognini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/bartolino-farsettaio-fiorentino.html"&gt;Novella XXVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Bartolino farsettaio fiorentino, trovandosi nel bagno a Petriuolo col maestro Tommaso del Garbo, e col maestro Dino da Olena, insegna loro trarre il sangue, ecc.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/marchese-obizzo-da-esti-comanda-al.html"&gt;Novella XXVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Marchese Obizzo da Esti comanda al Gonnella buffone che subito vada via, e non debba stare sul suo terreno; e quello che segue.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/ser-tinaccio-prete-da-castello-mette.html"&gt;Novella XXVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ser Tinaccio prete da Castello mette a dormire con una sua figliuola uno giovene, credendo sia femina, e 'l bel trastullo che n'avviene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/uno-cavaliero-di-francia-essendo.html"&gt;Novella XXIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno cavaliero di Francia, essendo piccolo e grasso, andando per ambasciadore innanzi a papa Bonifazio, nell'inginocchiare gli vien fatto un peto, e con un bel motto ramenda il difetto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/tre-ambasciadori-cavalieri-sanesi-e-uno.html"&gt;Novella XXX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tre ambasciadori cavalieri sanesi e uno scudiere vanno al Papa. Fanno dicitore lo scudiere, e la cagione perché, e quello che con piacere ne seguío.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-3857387223456812813?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/3857387223456812813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=3857387223456812813&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3857387223456812813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3857387223456812813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-xxi-alla-xxx.html' title='Indice delle Novelle dalla XXI alla XXX'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-6109736242173504801</id><published>2009-08-18T11:35:00.001+02:00</published><updated>2009-08-19T22:02:00.297+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla XXXI alla XL</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/due-ambasciadori-di-casentino-sono.html"&gt;Novella XXXI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Due ambasciadori di Casentino sono mandati al vescovo Guido d'Arezzo; dimenticano ciò che è stato commesso, e quello che 'l vescovo dice loro, e come tornati hanno grande onore per aver ben fatto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/uno-frate-predicatore-in-una-terra.html"&gt;Novella XXXII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno frate predicatore in una terra toscana, di quaresima predicando, veggendo che a lui udire non andava persona, truova modo con dire che mostrerrà che l'usura non è peccato, che fa concorrere molta gente a lui e abbandonare gli altri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/lo-vescovo-marino-scomunica-messer.html"&gt;Novella XXXIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lo vescovo Marino scomunica messer Dolcibene, e ricomunicandolo poi, dando della mazzuola troppo forte, messer Dolcibene si leva, e cacciandolsi sotto, gli dà di molte busse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/ferrantino-degli-argenti-da-spuleto.html"&gt;Novella XXXIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ferrantino degli Argenti da Spuleto, essendo al soldo della Chiesa a Todi, cavalca di fuori, e poi, essendo tornato tutto bagnato di pioggia, va in una casa, dove truova al fuoco di molte vivande e una giovene, nella quale per tre dí sta come li piace.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/uno-chericone-sanza-sapere-gramatica.html"&gt;Novella XXXV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno chericone, sanza sapere gramatica, vuole con interdotto d'uno cardinale, di cui è servo, supplicare dinanzi a papa Bonifazio uno benefizio, là dove dispone che cosa è il terribile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/tre-fiorentini-ciascuno-di-per-se-e-con.html"&gt;Novella XXXVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tre Fiorentini, ciascuno di per sé, e con nuovi avvisi per la guerra tra loro e' Pisani, corrono dinanzi a' Priori, dicendo che hanno veduto cose che niuna era presso a cento miglia; e cosí ancora che avevano fatto, e non sapeano che.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/bernardo-di-nerino-vocato-croce-venuto.html"&gt;Novella XXXVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Bernardo di Nerino, vocato Croce, venuto a questione a uno a uno con tre Fiorentini, confonde ciascuno di per sé con una sola parola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-ridolfo-da-camerino-con-una.html"&gt;Novella XXXVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Ridolfo da Camerino con una bella parola confonde il dire de' Brettoni suoi nimici, facendosi beffe di lui, perché fuor di Bologna non uscía.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/agnolino-bottoni-da-siena-manda-un-cane.html"&gt;Novella XXXIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Agnolino Bottoni da Siena manda un cane da porci a messer Ridolfo da Camerino, ed egli lo rimanda in dietro con parole al detto Agnolino con dilettevole sustanza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/il-detto-messer-ridolfo-un-suo-nipote.html"&gt;Novella XL&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il detto messer Ridolfo a un suo nipote, tornato da Bologna da apparare ragione, gli prova che ha perduto il tempo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-6109736242173504801?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/6109736242173504801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=6109736242173504801&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/6109736242173504801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/6109736242173504801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-xxxi-alla-xl.html' title='Indice delle Novelle dalla XXXI alla XL'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-5688185198382202499</id><published>2009-08-18T11:30:00.001+02:00</published><updated>2009-08-19T22:01:51.008+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla XLI alla XL</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/molte-novellette-e-detti-del-detto.html"&gt;Novella XLI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Molte novellette, e detti del detto messer Ridolfo piacevoli, e con gran sustanza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-macheruffo-da-padova-fa.html"&gt;Novella XLII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Macheruffo da Padova fa ricredenti i Fiorentini di certe beffe fatte contro a lui da certi gioveni sciagurati, e con opere ancora il dimostra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/un-cavaliero-di-piccola-persona-da.html"&gt;Novella XLIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Un cavaliero di piccola persona da Ferrara andò podestà d'Arezzo: quando entra nella terra s'avvede essere sghignato, e con una parola si difende.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/frammento.html"&gt;Novella XLVII (frammento)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/lapaccio-di-geri-da-montelupo-la-ca.html"&gt;Novella XLVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lapaccio di Geri da Montelupo a la Ca' Salvadega dorme con un morto: caccialo in terra dal letto, non sappiendolo: credelo avere morto, e in fine trovato il vero, mezzo smemorato si va con Dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/ribi-buffone-tornando-da-uno-paio-di.html"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Novella XLIX&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ribi buffone, tornando da uno paio di nozze con certi gioveni fiorentini, è preso di notte dalla famiglia: giunto dinanzi al podestà, con un piacevole motto dilibera lui e tutta la brigata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/ribi-buffone-vestito-di-romagnuolo.html"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Novella L&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ribi buffone, vestito di romagnuolo, essendo rotta la gonnella, se la fa ripezzare con iscarlatto alla donna di messer Amerigo Donati, e quello che rispondea a chi se ne facea beffe.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-5688185198382202499?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/5688185198382202499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=5688185198382202499&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5688185198382202499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5688185198382202499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-xli-alla-xl.html' title='Indice delle Novelle dalla XLI alla XL'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-5632634804248297002</id><published>2009-08-18T11:25:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T22:01:42.193+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla LI alla LX</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-li.html"&gt;Novella LI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ser Ciolo da Firenze, non essendo invitato, va ad un convito di messer Bonaccorso Bellincioni; èlli detto; e quelli, essendo goloso, risponde sí che e allora e poi mangiovvi spesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lii.html"&gt;Novella LII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sandro Tornabelli, veggendo che uno il vuol fare pigliare per una carta, della quale avea fine, s'accorda col messo a farsi pigliare, e ha il mezzo guadagno dal messo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-liii.html"&gt;Novella LIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Berto Folchi, essendo in una vigna congiunto con una forese, alcuno viandante passando di sopra un muro, non accorgendosi, gli salta addosso, il quale credendo sia una botta, fuggendo grida accorr'uomo, e mette tutto il paese a romore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-liv.html"&gt;Novella LIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ghirello Mancini da Firenze dice alla moglie quello che ha udito di lei, e quella scusandosi, fa a littera quello di che è stato ragionato in una brigata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lix.html"&gt;Novella LIX (frammento)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lx.html"&gt;Novella LX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Frate Taddeo Dini, predicando a Bologna il dí di Santa Caterina, mostra un braccio contro a sua volontà, gittando un piacevol motto a tutta la predica.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-5632634804248297002?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/5632634804248297002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=5632634804248297002&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5632634804248297002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5632634804248297002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-li-alla-lx.html' title='Indice delle Novelle dalla LI alla LX'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-8242519528814040134</id><published>2009-08-18T11:20:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T22:01:11.053+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla LXI alla LXX</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxi.html"&gt;Novella LXI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Messer Guglielmo da Castelbarco, perché un suo provvisionato mangia maccheroni col pane, gli toglie ciò che con lui molti anni ha guadagnato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxii.html"&gt;Novella LXII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Messer Mastino, avendo tenuto uno provisionato a far sua fatti, e parendogli che fusse arricchito, domanda veder ragione da lui, il quale con nuova malizia fa ch'egli è contento non rivederla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxiii.html"&gt;Novella LXIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A Giotto gran dipintore è dato uno palvese a dipingere da un uomo di picciolo affare. Egli facendosene scherne, lo dipinge per forma che colui rimane confuso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxiv.html"&gt;Novella LXIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Agnolo di ser Gherardo va a giostrare a Peretola, avendo settanta anni, e al cavallo è messo un cardo sotto la coda; di che movendosi con l'elmo in testa, il cavallo non resta, che corre insino a Firenze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxv.html"&gt;Novella LXV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Messer Lodovico da Mantova per una piccola parola, che per sollazzo dice un suo provisionato, gli toglie ciò ch'egli ha.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxvi.html"&gt;Novella LXVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Coppo di Borghese Domenichi da Firenze, leggendo una storia del Titolivio, gli venne sí fatto sdegno che, andando maestri per danari a lui, non gli ascolta, non gli intende, e cacciagli via.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxvii.html"&gt;Novella LXVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Messer Valore de' Buondelmonti è conquiso e rimaso scornato da una parola che un fanciullo gli dice, essendo in Romagna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxviii.html"&gt;Novella LXVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Guido Cavalcanti, essendo valentissimo uomo e filosofo, è vinto dalla malizia d'un fanciullo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/passera-della-gherminella-credendo.html"&gt;Novella LXIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Passera della Gherminella, credendo trovare gente grossa per arcare, ne va in Lombardia, e trovandoli piú sottili che non volea, ritorna a fare il suo giuoco a Firenze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxx.html"&gt;Novella LXX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;- &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Torello del Maestro Dino con uno suo figliuolo si mettono a uccidere dua porci venuti da' suo' poderi, e in fine, volendogli fedire, li porci si fuggono e vanno in un pozzo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-8242519528814040134?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/8242519528814040134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=8242519528814040134&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8242519528814040134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8242519528814040134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-lxi-alla.html' title='Indice delle Novelle dalla LXI alla LXX'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-4330752056289272575</id><published>2009-08-18T11:15:00.001+02:00</published><updated>2009-08-19T22:00:58.297+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla LXXI alla LXXX</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxi.html"&gt;Novella LXXI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno Frate romitano di quaresima in pergamo a Genova ammaestra ch'e' Genovesi debbano fare buona guerra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxii.html"&gt;Novella LXXII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Un Vescovo dell'ordine de' Servi al luogo della chiesa loro di Firenze, dicendo le piú nuove cose del mondo, e le piú stolte, tira a sé di molta gente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxiii.html"&gt;Novella LXXIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Maestro Niccolò di Cicilia, predicando in Santa Croce, gittò un motto verso il Volto santo, il qual è... , e fa rider tutta la gente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxiv.html"&gt;Novella LXXIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Beltrando da Imola manda un notaio per ambasciadore a messer Bernabò, il quale, veggendolo piccolino e giallo, il tratta come merita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxv.html"&gt;Novella LXXV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;A Giotto dipintore, andando a sollazzo con certi, vien per caso che è fatto cadere da un porco; dice un bel motto; e domandato d'un'altra cosa, ne dice un altro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxvi.html"&gt;Novella LXXVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Matteo di Cantino Cavalcanti stando su la piazza di Mercato con certi, uno topo gli entra nelle brache, ed egli tutto stupefatto se ne va in una tavola, dove si trae le brache, ed è liberato dal topo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxvii.html"&gt;Novella LXXVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Due hanno una quistione dinanzi a certi officiali, e l'uno ha dato all'un di loro un bue, e l'altro gli ha dato una vacca, e l'uno e l'altro s'ha perduta la spesa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxviii.html"&gt;Novella LXXVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ugolotto degli Agli si lieva una mattina per tempo, ed essendoli poste le panche da morti all'uscio, domanda chi è morto égli risposto che è morto Ugolotto, onde ne fa gran romore per tutta la vicinanza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxix.html"&gt;Novella LXXIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Pino della Tosa, essendo a uno corredo in casa di messer Vieri de' Bardi, ha una quistione con uno cavaliere, e messer Vieri l'assolve e fa rimanere il cavaliere contento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxx.html"&gt;Novella LXXX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Boninsegna Angiolini, essendo in aringhiera bonissimo dicitore, su quella ammutola come uomo balordo, e tirato pe' panni, mostra agli uditori nuova ragione di quello.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-4330752056289272575?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/4330752056289272575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=4330752056289272575&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4330752056289272575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4330752056289272575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-lxxi-alla.html' title='Indice delle Novelle dalla LXXI alla LXXX'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-4086323096622086263</id><published>2009-08-18T11:10:00.001+02:00</published><updated>2009-08-19T22:00:46.073+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla LXXXI alla XC</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxxi.html"&gt;Novella LXXXI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno Sanese, stando da casa i Rossi in Firenze, avendo prestato danari a uno di loro, va dov'e' giuoca e colui, veggendolo, e avendo vinto, comincia a biastemare, e 'l Sanese dice che non gli de' dar nulla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxxii.html"&gt;Novella LXXXII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno Genovese quasi uomo di corte per una festa che si fa a Melano, giugne dinanzi a messer Bernabò, il quale, volendo vedere come sostiene al bere, il fa provare con un gran bevitore suo famiglio; e 'l Genovese il vince.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxxiii.html"&gt;Novella LXXXIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;A Tommaso Baronci, essendo de' Priori, sono fatte da' Priori tre piacevoli beffe.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxxiv.html"&gt;Novella LXXXIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno dipintore sanese, sentendo che la moglie ha messo in casa un suo amante, entra in casa e cerca dell'amico, il quale trovando in forma di crocifisso, volendo con un'ascia tagliarli quel lavorío, il detto si fugge, dicendo: «Non scherzare con l'ascia».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/lxxxv.html"&gt;Novella LXXXV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno Fiorentino toglie per moglie una vedova stata disonestissima di sua persona, e con poca fatica la gastiga sí ch'ella diviene onesta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxxvi.html"&gt;Novella LXXXVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fra Michele Porcelli truova una spiacevole ostessa in uno albergo, e fra sé dice: «Se costei fusse mia moglie, io la gastigherei sí, che ella muterebbe modo». Il marito di quella muore; Fra Michele la toglie per moglie e gastigala com'ella merita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxxvii.html"&gt;Novella LXXXVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Maestro Dino da Olena medico, cenando co' Priori di Firenze una sera, essendo Dino di Geri Tigliamochi gonfaloniere di justizia, fa tanto che 'l detto Dino non cena, volendo dar poi i confini al detto maestro Dino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxxviii.html"&gt;Novella LXXXVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno contadino da Decomano viene a dolersi a messer Francesco de' Medici che uno suo consorto gli vuol tòrre una vigna, e allega si piacevolmente che messer Francesco fa ch'ella non gli è tolta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-lxxxix.html"&gt;Novella LXXXIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il prete da Mont'Ughi, portando il corpo di Cristo a uno infermo, veggendo uno su uno suo fico, con parole nuove e disoneste lo grida, poco curandosi del sacramento che avea tra le mani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-xc.html"&gt;Novella XC&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Un calzolaio da San Ginegio tratta di tòrre la terra a messer Ridolfo da Camerino, al quale essendo venuto agli orecchi, con belle parole lo fa ricredente del suo errore, e perdonagli.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-4086323096622086263?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/4086323096622086263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=4086323096622086263&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4086323096622086263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4086323096622086263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-lxxxi-alla.html' title='Indice delle Novelle dalla LXXXI alla XC'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-828324952491258453</id><published>2009-08-18T11:10:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T22:00:22.148+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla XCI alla C</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-xci.html"&gt;Novella XCI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Minonna Brunelleschi, essendo cieco, di notte guida altrui ad imbolare pesche; e alcun altro furto per lui piacevolmente fatto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-xcii.html"&gt;Novella XCI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;I - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Soccebonel di Frioli, andando a comprare panno da uno ritagliatore, credendolo avere ingannato nella misura, e 'l ritagliatore ha ingannato lui grossamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-xciii-frammento.html"&gt;Novella XCIII (frammento)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Maso del Saggio fa una gran ragunata di cittadini che abbiano grandi nasi in Santo Piero Scheraggi, e poi con piacevolezza dimostra loro ch'egli hanno grandissimi nasi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-xcvii-frammento.html"&gt;Novella XCVII (frammento)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-xcviii.html"&gt;Novella XCVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Benci Sacchetti trae ad una brigata un ventre della pentola e mandaselo a casa per il fante, e in iscambio di quello mette nella pentola una cappellina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-xcix.html"&gt;Novella XCIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Bartolino farsettaio, veggendo la sua donna esser molto nera, con belle parole la morde, come ch'ella non mostrasse intenderle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-c.html"&gt;Novella C&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Romolo del Bianco dice al frate in Santa Reparata, predicando dell'usura, che predichi di quelli che accattono, però che ivi erano tutti poveri.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-828324952491258453?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/828324952491258453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=828324952491258453&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/828324952491258453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/828324952491258453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-xci-alla-c.html' title='Indice delle Novelle dalla XCI alla C'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-2396106186564383443</id><published>2009-08-18T11:05:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T22:00:13.105+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CI alla C</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ci.html"&gt;Novella CI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Giovanni Apostolo sotto ombra di santa persona, entra in un romitoro, avendo a fare con tre romite, che piú non ve n'avea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cii.html"&gt;Novella CII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno tavernaio di Settimo, non potendo mettere e appiccare un porco alla caviglia, grida accurr'uomo e fa trarre tutto il paese: giunta la moltitudine, domanda aiuto, ed èlli fatto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ciii.html"&gt;Novella CIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno prete, portando il corpo di Cristo, e passando la Sieve con esso, il fiume cresce, ed elli s'aiuta, e con una bella risposta dice che ha campato il corpo di Cristo a certi che erano in su la riva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-civ.html"&gt;Novella CIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Ridolfo da Camerino, per avere diletto d'alcuno, dice a Bologna una novella vera, che par miracolo; e per gli altri gli è risposto con altre due novelle, piú vere e incredibili che la sua.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cv.html"&gt;Novella CV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Essendo amunito messer Valore che muti foggia, mettesi il cappuccio a gote, che mai piú non l'avea portato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cvi.html"&gt;Novella CVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Una moglie d'uno orafo riprendendo il marito d'avere aúto a far con altra, ed elli riprende lei per simigliante cosa; ed ella risponde che l'ha fatto in utile della casa, e vince la quistione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cvii.html"&gt;Novella CVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Volpe degli Altoviti, essendo a tagliere con uno, taglia testicciuole di cavretto, e 'l compagno, mentre che taglia, si mangia l'occhi; il quale, ciò veggendo, gli proffera si mangi anco i suoi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cviii.html"&gt;Novella CVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Testa da Todi, essendo de' Priori, ha sotto carne arrostita insalata, e uno catello all'olore gli entra sotto, e abbaia, e tanto fa ch'elli la getta, e rimane scornato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cix.html"&gt;Novella CIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno va podestà, e lascia che la donna abbia guardia d'una botte di vino, sí che la ritrovi. Ella il dà a un suo divoto frate, e 'l marito, tornato d'officio, non se ne ricordò; di che ella pone a' Servi una botte di cera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cx.html"&gt;Novella CX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno gottoso facendo uccidere un porco di Santo Antonio, il porco gli fugge addosso in sul letto, e tutto il pesta, e assanna chi l'ha voluto uccidere, e campa.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-2396106186564383443?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/2396106186564383443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=2396106186564383443&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2396106186564383443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2396106186564383443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-ci-alla-c.html' title='Indice delle Novelle dalla CI alla C'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-4925330085628565540</id><published>2009-08-18T11:00:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T22:00:06.091+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CXI alla CXX</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxi.html"&gt;Novella CXI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Frate Stefano, dicendo che con l'ortica farà levare la figliuola della comare, che piú non dorma, ha a fare di lei; e la fanciulla gridando, e la madre dice che faccia forte, sí ch'ella si levi, credendo che faccia con l'ortica; poi in fine lo conobbe per falso compare e piú non volle sua domestichezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxii.html"&gt;Novella CXII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Essendo Salvestro Brunelleschi a ragionamento con certi, come l'avere a fare con le mogli era dannoso; e Franco Sacchetti dicendo che di ciò ingrassava; la moglie del detto Salvestro udendo ciò da una finestra, fa ciò ch'ella puote la notte perché 'l suo marito ingrassi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxiii.html"&gt;Novella CXIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Al proposto di San Miniato un venerdí santo da uno della brigata delli scopatori, con la bocca, è tolta l'offerta che avea su l'altare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxiv.html"&gt;Novella CXIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dante Allighieri fa conoscente uno fabbro e uno asinaio del loro errore, perché con nuovi volgari cantavano il libro suo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxv.html"&gt;Novella CXV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dante Allighieri, sentendo uno asinaio cantare il libro suo, e dire: arri; il percosse dicendo: cotesto non vi miss'io; e lo rimanente come dice la novella.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxvi.html"&gt;Novella CXVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Prete Juccio della Marca è accusato allo Inquisitore per le sue cose lascivie, ed essendo dinanzi a lui, gli dà di piglio a' granelli in forma che mai non li lasciò, che lo prosciolse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxvii.html"&gt;Novella CXVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Dolcibene, essendo nella città di Padova, e non volendo il Signore che si partisse, con una nuova e sottile astuzia al suo dispetto si parte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxviii.html"&gt;Novella CXVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il piovano da Giogoli ingannato da un suo fante, il quale con una gran piacevolezza li fichi buoni per sé mangiava, e' cattivi portava al piovano; dopo non molti dí veduto il fatto, n'ebbono gran sollazzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxix.html"&gt;Novella CXIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Gentile da Camerino, mandando l'oste a Matelica, certi fanti da Bovegliano, essendo ebbri, combàttieno uno pagliaio, e nella fine, cogliendo ciriege, sono tutti presi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxx.html"&gt;Novella CXX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Essendo messo di notte un bando in Firenze da casa Bardi, un cherico, essendo entrato in uno monimento per certe faccende, comincia a gridare, e 'l banditore si fugge, credendo sia stata un'anima.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-4925330085628565540?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/4925330085628565540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=4925330085628565540&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4925330085628565540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4925330085628565540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-cxi-alla-cxx.html' title='Indice delle Novelle dalla CXI alla CXX'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-4292537415009228900</id><published>2009-08-18T10:55:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:59:47.326+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CXXI alla CXXX</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxi.html"&gt;Novella CXXI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Avendo maestro Antonio da Ferrara a Ravenna perduto a zara, capita nella chiesa dov'è il corpo di Dante, e levando tutte le candele dinanzi al Crocifisso, le porta tutte e appiccale al sepolcro di detto Dante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxii.html"&gt;Novella CXXII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Giovanni da Negroponte, avendo perduto a zara ciò ch' elli avea, andò per vendicarsi, e uccise uno che facea li dadi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxiii.html"&gt;Novella CXXIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Vitale da Pietra Santa, per introdotto della moglie, dice al figliuolo che ha studiato in legge, che tagli uno cappone per gramatica. Egli lo taglia in forma che, dalla sua parte in fuori, ne tocca agli altri molto poco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxiv.html"&gt;Novella CXXIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Giovanni Cascio fa temperare Noddo, essendo a tagliere con lui, di non mangiare li maccheroni caldi, con una nuova astuzia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxv.html"&gt;Novella CXXV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Re Carlo Magno, credendo fare tornare alla fede... Giudeo, il detto... essendo a mensa con lui, lo riprende come egli non osserva la fede cristiana come si dee, onde il detto... testa rimane quasi conquiso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxvi.html"&gt;Novella CXXVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Papa Bonifazio morde con una parola messer Rossellino della Tosa, il quale con una piacevole risposta si difende.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxvii.html"&gt;Novella CXXVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Rinaldello da Meza dell'Oreno, essendo in Firenze, e veggendo molti giudici, si maraviglia come Firenze non è disfatta considerando che un solo ha consumato la sua patria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxviii.html"&gt;Novella CXXVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il vescovo Antonio fiorentino con uno piacevole motto confonde certi gentiluomini fiorentini, li quali si doleano che a un suo fedele e servitore, e loro congiunto, essendo morto per usuraio, non lo lasciava sotterrare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxix.html"&gt;Novella CXXIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Marabotto da Macerata con una nuova lettera, richieggendo di battaglia un gran Tedesco, libera per piú mesi la sua patria che non è cavalcata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxx.html"&gt;Novella CXXX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Berto Folchi è preso, standosi al fuoco, da una gatta, e se non fosse la moglie che con un sottile avviso il liberoe, egli ne venía a pericolo di morte.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-4292537415009228900?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/4292537415009228900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=4292537415009228900&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4292537415009228900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4292537415009228900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-cxxi-alla.html' title='Indice delle Novelle dalla CXXI alla CXXX'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-1658679724989014741</id><published>2009-08-18T10:50:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:59:36.813+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CXXXI alla CXL</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxxi.html"&gt;Novella CXXXI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Essendo andato una volta Salvestro Brunelleschi al bagno per contentar la donna, per generare figliuoli, la donna l'altro anno vi vuole ritornare; Salvestro gli dice che non è piú buono a ciò, e ch'ella provi con altrui, e la donna vi va sanza lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxxii.html"&gt;Novella CXXXII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Essendo stati assaliti quelli da Macerata dal conte Luzzo, una notte venendo una grande acqua, credendo che siano li nimici, con nuovi modi tutta la terra va a romore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxxiii.html"&gt;Novella CXXXIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uberto degli Strozzi, essendo de' Priori, al tempo che lo Imperadore Carlo passò a pigliare la corona, in uno dí con due piacevoli detti quella tristizia fa convertire in risa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxxiv.html"&gt;Novella CXXXIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Petruccio da Perugia, essendoli dato per debitore il Crocifisso dal suo prete, va con una scure percotendo il Crocifisso, e volendo da lui per ogni denaio cento, in fine è pagato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxxv.html"&gt;Novella CXXXV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Bertino da Castelfalfi, facendo una cortese lemosina a uno saccardo povero e infermo, essendo da' nimici preso, dal detto saccardo in avere e in persona è liberato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxxvi.html"&gt;Novella CXXXVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Prova maestro Alberto, che le donne fiorentine con loro sottigliezza sono i migliori dipintori del mondo, e ancora quelle che ogni figura diabolica fanno diventare angelica, e visi contraffatti e torti maravigliosamente dirizzare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxxvii.html"&gt;Novella CXXXVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Come le donne fiorentine, senza studiare o apparare leggi, hanno vinto e confuso già con le loro legge, portando le loro fogge, alcuno dottore di legge.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxxviii.html"&gt;Novella CXXXVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Non essendo obbedito dalla sua famiglia Buonanno di ser Benizo, armatosi tutto a ferro, corre la casa per sua.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxxxix.html"&gt;Novella CXXXIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno Massaleo da Firenze, essendo in prigione con uno giudice stato della Mercatantia, con una strana piacevolezza usata nel giudice si mostra avere errato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxl.html"&gt;Novella CXL&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tre ciechi fanno compagnia insieme, e veggendo la loro ragione a Santa Gonda, vegnono a tanto che si mazzicano molto bene insieme, e dividendo l'oste e la moglie, sono da loro anco mazzicati.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-1658679724989014741?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/1658679724989014741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=1658679724989014741&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1658679724989014741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1658679724989014741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-cxxxi-alla.html' title='Indice delle Novelle dalla CXXXI alla CXL'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-8711737259162387974</id><published>2009-08-18T10:45:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:59:27.077+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CXLI alla CL</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxli.html"&gt;Novella CXLI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Come a uno Rettore capitò innanzi con una questione una femmina con tre sordi, e come nuovamente e piacevolmente diffiní la loro questione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxlii.html"&gt;Novella CXLII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno buffone di Casentino morde uno avaro con una nuova risposta, e fàllo ricredente della sua miseria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxliii.html"&gt;Novella CXLIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Piovano da Settimo rimane scornato, perché uno, che era bastardo, scontrandolo gli dimostra, con una piacevole novella, come anco elli è mulo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxliv.html"&gt;Novella CXLIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Stecchi e Martellino, con un nuovo giuoco e con un lordo, in presenza di messer Mastino, con la parte di sotto gittando molto fastidio, o feccia stemperata, infardano due Genovesi con li loro ricchi vestimenti, da capo a piede.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxlv.html"&gt;Novella CXLV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Facendosi cavaliere messer Lando da Gobbio in Firenze per essere Podestà, messer Dolcibene schernisce la sua miseria, e poi nella sua corte essendo mossa questione a messer Dolcibene, con nuova astuzia e con le peta vince la questione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxlvi.html"&gt;Novella CXLVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno standosi in contado, facendo volentieri dell'altrui suo, imbola un porco, e con sottil malizia nel mena, e morto che l'ha con sottil frodo il mette in Firenze, il quale, essendo scoperto, paga lire ventotto, e ancora lo restituisce a cui l'avea imbolato, e in tutto gli costa fiorini dieci, e rende il porco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxlvii.html"&gt;Novella CXLVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Volendo frodare un ricco di danari la gabella, s'empie le brache d'uova; essendo detto a' gabellieri, quando passa il fanno sedere, e tutte l'uova rompe, impiastrandosi tutto di sotto; e pagando il frodo, rimane vituperato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxlviii.html"&gt;Novella CXLVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Bartolo Sonaglini con una nuova e sottile astuzia fa sí che, essendosi per porre molte gravezze, d'essere convenevolmente ricco, è reputato poverissimo, ed ègli posto una minima prestanza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxlix.html"&gt;Novella CXLIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno abate di Tolosa con una falsa ipocrisia, facendo vita che da tutti era tenuto santo, fu eletto vescovo di Parigi, là dove essendo a quello che sempre avea desiderato, facendo una vita pomposa e magnifica, si dimostrò tutto il contrario, recando molto bene a termine li beni del vescovado.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cl.html"&gt;Novella CL&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno cavaliere, andando in una podestería, porta uno suo cimiero; uno Tedesco il vuole combatter con lui ed elli niega la battaglia: in fine si fa dare fiorini cinque, che gli è costato, e pigliane un altro, e avanza fiorini tre.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-8711737259162387974?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/8711737259162387974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=8711737259162387974&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8711737259162387974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8711737259162387974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-cxli-alla-cl.html' title='Indice delle Novelle dalla CXLI alla CL'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-2393050148704690708</id><published>2009-08-18T10:40:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:59:05.739+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CLI alla CLX</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cli.html"&gt;Novella CLI&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fazio da Pisa volendo astrologare e indovinare innanzi a molti valentri uomeni, da Franco Sacchetti è confuso per molte ragioni a lui assegnate per forma che non seppe mai rispondere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clii.html"&gt;Novella CLII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Giletto di Spagna dona uno piacevole asino a messer Bernabò, e Michelozzo da Firenze, avvisandosi il detto signore essere vago d'asini, gliene manda due coverti di scarlatto, de' quali gli è fatto poco onore, con molte nuove cose che per quello dono ne seguirono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cliii.html"&gt;Novella CLIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Dolcibene, andando a vicitare uno cavaliere novello, ricco e avaro, con uno piacevol morso il desta a farsi fare qualche dono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cliv.html"&gt;Novella CLIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno giovene di Genova, avendo menata moglie, non possendo cosí le prime notti giacere con lei, preso sdegno se ne va in Caffa, e stato là piú di due anni, ritorna a casa con piú denari che non portò, avendolo la moglie aspettato a bell'agio a casa il padre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clv.html"&gt;Novella CLV&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Maestro Gabbadeo da Prato è condotto a Firenze, per avviarsi dopo la morte del maestro Dino, il quale venuto, gl'interviene che guardando uno orinale a cavallo, e 'l cavallo aombrando, corre a suo mal grado insino alla porta al Prato, ed egli non lasciò mai l'orinale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clvi.html"&gt;Novella CLVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Dolcibene fa in forma di medico nel contado di Ferrara tornare una mana a una fanciulla, che era sconcia e svolta, nel suo luogo; e questo fa gittandovisi su a sedere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clvii.html"&gt;Novella CLVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Francesco da Casale signore di Cortona mena Pietro Alfonso a mostrarli il corpo di santo Ugolino, là dove con nuove parole si raccomanda a lui, e con vie piú nuove si sta, e parte dal detto messer Francesco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clviii.html"&gt;Novella CLVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Soldo di messer Ubertino degli Strozzi, essendo capitano di Santo Miniato, usa certe astuzie con la malizia de' Sanminiatesi; e in fine, sanza tenere la metà de' fanti, vinse le sètte loro, ed ebbe onore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clix.html"&gt;Novella CLIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno cavallaccio di Rinuccio di Nello, sciogliendosi, per correre drieto a una cavalla in Firenze, e 'l detto Rinuccio, seguendolo, con nuovi casi fece quasi correre a seguirlo la maggior parte de' Fiorentini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clx.html"&gt;Novella CLX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno mulo traendo calci in Mercato vecchio fa fuggire tutta la piazza, e guasta la carne ed e' panni di cui era carico, fa venire in quistione i lanaiuoli co' beccari; e dopo molte nuove cose, il fine che n'è seguito.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-2393050148704690708?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/2393050148704690708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=2393050148704690708&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2393050148704690708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2393050148704690708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-cli-alla-clx.html' title='Indice delle Novelle dalla CLI alla CLX'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-391219107117640347</id><published>2009-08-18T10:35:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:58:57.045+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CLXI alla CLXX</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxi.html"&gt;Novella CLXI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il vescovo Guido d'Arezzo fa dipignere a Bonamico alcuna storia, la quale essendo spinto da una bertuccia la notte quello che 'l dí dipignea, le nuove cose che ne seguirono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxii.html"&gt;Novella CLXII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Popolo d'Ancona buffone, per grande improntitudine e con nuova sottigliezza di parole, cava una cappa di dosso al cardinale Egidio, quasi contro al suo volere, e vassene con essa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxiii.html"&gt;Novella CLXIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ser Bonavere di Firenze, essendo richiesto a rogare un testamento e non trovando nel calamaio inchiostro, è chiamato un altro notaio a farlo; di che elli ne compera una ampolla, e portandola allato, si versa sopra una roba d'uno judice a palagio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxiv.html"&gt;Novella CLXIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Riccio Cederni fa un sogno, come è diventato ricco con gran tesoro; la mattina vegnente una gatta il battezza con lo sterco suo, ed è piú tapino che mai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxv.html"&gt;Novella CLXV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Carmignano da Fortune con una nuova immaginazione sfinisce una questione di tavole passando per la via, la quale non si potea sfinire per chi non avesse veduto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxvi.html"&gt;Novella CLXVI&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Alessandro di ser Lamberto, con nuovo artificio fa cavare un dente a un suo amico dal Ciarpa, fabbro in Pian di Mugnone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxvii.html"&gt;Novella CLXVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Tommaso di Neri manda un suo lavorante di lana al maestro Tommaso perché lo curi d'alcuno difetto; e portando l'orina al maestro, ne porta un pieno orinale e un mezzo orciuolo; e quello che ne seguita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxviii.html"&gt;Novella CLXVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Maestro Gabbadeo con una bella cura fa uscire a uno contadino certe fave che gli erano entrate nell'orecchia, battendole su l'aia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxix.html"&gt;Novella CLXIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Bonamico dipintore dipignendo santo Ercolano su la piazza di Perugia, il dipigne col diadema di lasche in capo, e quello che ne seguita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxx.html"&gt;Novella CLXX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Bartolo Gioggi dipintore avendo dipinto una camera a messer Pino Brunelleschi di Firenze, il nuovo motto e altro che seguí.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-391219107117640347?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/391219107117640347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=391219107117640347&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/391219107117640347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/391219107117640347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-clxi-alla.html' title='Indice delle Novelle dalla CLXI alla CLXX'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-4973231047693566870</id><published>2009-08-18T10:30:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:58:47.019+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CLXXI alla CLXXX</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxi-frammento.html"&gt;Novella CLXXI (frammento)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxii-frammento.html"&gt;Novella CLXXII (frammento)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxiii.html"&gt;Novella CLXXIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gonnella buffone predetto in forma di medico, capitando a Roncastaldo arca certi gozzuti, e ancora il Podestà di Bologna; e con la borsa piena si va con Dio, e loro lascia col danno e con le beffe.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxiv.html"&gt;Novella CLXXIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gonnella medesimo domanda denari che non dee avere, a due mercatanti, l'uno gli dà denari, l'altro il paga di molte pugna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxv.html"&gt;Novella CLXXV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Antonio Pucci da Firenze truova esser messo in uno suo orto di notte certe bestie, e con nuovo modo s'abbatte a chi l'ha fatto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxvi.html"&gt;Novella CLXXVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Scolaio Franchi da Firenze, beendo con certi e avendo un bicchiere di trebbiano in mano e avendo commendate le bontà di quello, Capo del Corso con dolce modo gli lo toglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/il-piovano-dellantella-di-firenze-sente.html"&gt;Novella CLXXVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il piovano dell'Antella di Firenze sente che messer Vieri de' Bardi fa venire magliuoli da Corniglia; truova modo, quando vengono, gli fa scambiare e to' gli per lui, e quello che seguita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxviii.html"&gt;Novella CLXXVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Giovanni Angiolieri, andando a vedere donne in Verona, percuote il piede in una pietra, e con empio animo col coltello voltosi verso lei, come fosse uomo la volea uccidere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxix.html"&gt;Novella CLXXIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Due donne, di due conti Guidi moglie, si mordono con due maleficiosi detti, mossi per parte guelfa e ghibellina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxx.html"&gt;Novella CLXXX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Giovanni de' Medici balestra con una artificiosa parola Attaviano degli Ubaldini, il quale con quello strale la rende a lui.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-4973231047693566870?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/4973231047693566870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=4973231047693566870&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4973231047693566870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4973231047693566870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-clxxi-alla.html' title='Indice delle Novelle dalla CLXXI alla CLXXX'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-7458526540568099532</id><published>2009-08-18T10:25:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:58:23.445+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CLXXXI alla CXC</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxi.html"&gt;Novella CLXXXI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Giovanni Augut a due frati minori, che dicono che Dio gli dia pace, fa una subita e piacevole risposta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxii.html"&gt;Novella CLXXXII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Ridolfo da Camerino, essendo invitato di combattere a corpo a corpo, con una piacevole risposta il fa conoscente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxiii.html"&gt;Novella CLXXXIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gallina Attaviani dà un bel mangiare a uno forestieri, credendo sia gran maestro d'una arte, e mangiato, truova il contrario; di che s'ha perduta spesa, e rimane scornato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxiv.html"&gt;Novella CLXXXIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno Piovano, giucando a scacchi, vincendo il compagno, suona a martello, per mostrare a chi trae, come ha dato scaccomatto; e quando gli arde la casa, niuno vi trae.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxv.html"&gt;Novella CLXXXV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pero Foraboschi truova in un'oca cotta un capo di gatta, e quello perché gli fu fatto, e quello che gli avviene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxvi.html"&gt;Novella CLXXXVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Filippo Cavalcanti calonaco di Firenze credendo avere la sera d'Ognissanti una sua oca cotta, per nuovo modo gli è tolta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxvii.html"&gt;Novella CLXXXVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;A messer Dolcibene si dà mangiare una gatta per scherno: dopo certo tempo elli dà a mangiare sorgi a chi gli dié la gatta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxviii.html"&gt;Novella CLXXXVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ambrogino da Casale di Melano compra una trota, e messer Bernabò non può avere pesce; manda per Ambrogino, e vuol sapere di che fa sí larghe spese; ed elli con un leggiadro argomento si spaccia da lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-clxxxix.html"&gt;Novella CLXXXIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lorenzo Mancini di Firenze, volendo fare uno matrimonio e non potendo accostare il pregio della dota, con nuovo modo conchiude.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxc.html"&gt;Novella CXC&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gian Sega da Ravenna con nuova astuzia ha a fare con una giovene giudea, e tutti li Giudei che sono con lei fa entrare in uno necessario.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-7458526540568099532?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/7458526540568099532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=7458526540568099532&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7458526540568099532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7458526540568099532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-clxxxi-alla.html' title='Indice delle Novelle dalla CLXXXI alla CXC'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-4293410794680150220</id><published>2009-08-18T10:20:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:56:55.429+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CXCI alla CC</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxci.html"&gt;Novella CXCI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Buonamico dipintore, essendo chiamato da dormire a vegliare da Tafo suo maestro, ordina di mettere per la camera scarafaggi con lumi addosso, e Tafo crede sieno demoni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxcii.html"&gt;Novella CXCII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Buonamico detto con nuova arte fa sí che una che fila a filatoio, non lasciandolo dormire, non fila piú; ed egli dorme quanto vuole.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxciii.html"&gt;Novella CXCIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Valore de' Buondelmonti di Firenze, andando a uno corredo di Piero di Filippo, il morde con nuove parole, e Piero assai bene se ne difende.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxciv.html"&gt;Novella CXCIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Massaleo degli Albizzi da Firenze, con tre belle ragioni, morde l'avarizia d'Antonio Tanaglia suo vicino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxcv.html"&gt;Novella CXCV&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;- &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno villano di Francia avendo preso uno sparviero del re Filippo di Valos, e uno mastro uscier del re, volendo parte del dono a lui fatto ha venticinque battiture.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxcvi.html"&gt;Novella CXCVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Rubaconte Podestà di Firenze dà quattro belli e nuovi judicii in favore di Begnai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxcvii.html"&gt;Novella CXCVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il canonaco de' Bardi fiorentino si richiama di ser Francesco da Entica, perché non volle prestare il ronzino a Aghinolfo; e messer Bonifazio da Savignano dà il judicio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxcviii.html"&gt;Novella CXCVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno cieco da Orvieto con gli occhi mentali, essendoli furato cento fiorini, fa tanto col suo senno che chi gli ha tolti gli rimette donde gli ha levati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cxcix.html"&gt;Novella CXCIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Bozzolo mugnaio, essendogli mandato grano a macinare, e con la guardia d'un fante che non si partisse acciò che non lo imbolasse, fa pescare la gatta, e imbola piú che mai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cc.html"&gt;Novella CC&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Certi gioveni di notte legano i piedi di una orsa alle fune delle campane di una chiesa, la qual tirando, le campane suonano, e la gente trae credendo sia fuoco.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-4293410794680150220?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/4293410794680150220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=4293410794680150220&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4293410794680150220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4293410794680150220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-cxci-alla-cc.html' title='Indice delle Novelle dalla CXCI alla CC'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-8426761630290499953</id><published>2009-08-18T10:15:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:56:38.822+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CCI alla CCX</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cci.html"&gt;Novella CCI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Madonna Cecchina da Modena, essendo rubata, con uno pesce grosso e uno piccolo, e uno suo figlioletto, sonando la campanella... .&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccii.html"&gt;Novella CCII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;A uno pover'uomo di Faenza è rubata a poco a poco una pezza di terra: fa sonare tutte le campane, e dice che è morta la ragione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cciii.html"&gt;Novella CCIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Barone di Spartano, dovendo ricevere un suo castello dal Papa, molto tempo con istento è tenuto in corte; di che con un notabil detto, mordendo il Papa, è spacciato&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cciv.html"&gt;Novella CCIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Azzo degli Ubertini nel palagio de' signori di Firenze riprende uno soldato che si duole, domandando denari, in otto dí non essere spacciato, allegando sé per lo contrario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccv.html"&gt;Novella CCV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Ubaldino della Pila fa tanto dell'impronto con un Vescovo, che fa licenziare al Vescovo che uno suo ortolano si faccia prete, e vienli fatto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccvi.html"&gt;Novella CCVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Farinello da Rieti mugnaio, essendo innamorato di monna Collagia, la moglie sua, sappiendolo, fa tanto che nella casa e nel letto di monna Collagia entra e per parte della donna amata Farinello va a giacere con lei, e credendo avere a fare con monna Collagia, ha a fare con la moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccvii.html"&gt;Novella CCVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;A Buccio Malpanno d'Amelia è fatto credere, colicandosi un frate minore con una sua donna e lasciandovi le brache, che quelle son quelle di santo Francesco, ed egli se 'l crede.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccviii.html"&gt;Novella CCVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mauro pescatore da Civita nuova, recando granchi marini gli mette nella rete sul letto, escene uno fuori la notte, e piglia la donna nel luogo della vergogna, e Mauro, soccorrendo co' denti, è preso dal granchio per la bocca; e quello che ne seguita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccix.html"&gt;Novella CCIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Minestra de' Cerchi, avendo debito e guardandosi, stando a Candeghi è preso da' messi, li quali l'aescarono con una anguilla messa in una fonte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccx.html"&gt;Novella CCX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Certi gioveni fiorentini, uccellando alle quaglie, andando, per ben cenare con le quaglie prese, al Pantano, luogo di Curradino Gianfigliazzi si trovorono piú là che Malalbergo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-8426761630290499953?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/8426761630290499953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=8426761630290499953&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8426761630290499953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8426761630290499953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-cci-alla-ccx.html' title='Indice delle Novelle dalla CCI alla CCX'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-7737832643932151725</id><published>2009-08-18T10:10:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:56:14.025+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CCXI alla CCXX</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxi.html"&gt;Novella CCXI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Gonnella buffone vende alle fiera di Salerno stronzi di cane per galle di grandissima virtú, e spezialmente da indovinare; e come, ricevuto di ciò gran prezzo, se ne va libero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxii.html"&gt;Novella CCXII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;D'una grande sperienza che 'l Gonnella buffone al tempo del re Ruberto fece verso Napoli, traendo da uno ricchissimo e avarissimo abate quello che mai da alcuno non fu possuto trarre; e per questo n'ebbe e dal re e da' suoi baroni grandissimi doni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxiii.html"&gt;Novella CCXIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cecco degli Ardalaffi, volendo correre un'asta di lancia verso li nimici facendosi guidare a Giannino suo famiglio il quale trascorrendoli innanzi, il detto Cecco pone a lui, credendo porre a' nimici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxiv.html"&gt;Novella CCXIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno gentiluomo nel contado di Firenze va a furare un porco, e mettelo su una cavalla; guastasi la cavalla, e 'l porco per poco sale pute; e un altro che era insalato in casa fa il simigliante; e cosí rimane tristo e doloroso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxv.html"&gt;Novella CCXV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Jacopo di ser Zello mena uno garzone contadino da Altomena per farlo sperto orefice; e certi suoi compagni li mostrano come meni lo smalto, di che si ritorna a casa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxvi.html"&gt;Novella CCXVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Maestro Alberto della Magna, giugnendo a uno oste sul Po, gli fa un pesce di legno con lo quale pigliava quanti pesci volea, poi lo perde l'oste, e va cercando il maestro Alberto acciò che gliene faccia un altro, e non lo può avere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxvii.html"&gt;Novella CCXVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno Altopascino di Siena fa un brieve a una donna di parto, acciò che ella partorisca sanza pena, e giovali molto, e simile a molte donne a cui ella il prestò, dopo certo tempo il brieve s'apre, truovasi che dice cose strane e di grandi scherne, di che tutta Siena con grande risa ne rimase scornata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxviii.html"&gt;Novella CCXVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno judeo fa un brieve a una donna perché uno suo figliuolo cresca, ed essendo da lei ben pagato, se ne va; poi a certi dí s'apre il brieve, e truovasi scritto in forma di gran beffe e scorno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxix.html"&gt;Novella CCXIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Due cognate moglie di duo fratelli, avendo gran voglia di far figliuoli, pigliano beveraggio da uno judeo, e paganlo bene; poi ad alcuno mese si truova che ha dato loro uova di serpi, e quello di ciò seguío.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxx.html"&gt;Novella CCXX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gonnella buffone compera un paio di capponi, e andando uno fanciullo con lui per li denari si contraffae per forma che 'l fanciullo per paura si fugge e dice che non è desso.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-7737832643932151725?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/7737832643932151725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=7737832643932151725&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7737832643932151725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7737832643932151725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-ccxi-alla.html' title='Indice delle Novelle dalla CCXI alla CCXX'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-4117739600690786917</id><published>2009-08-18T10:05:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:56:02.640+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CCXXI alla CCXXX</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxxi.html"&gt;Novella CCXXI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;A messer Ilario Doria, venuto a Firenze ambasciadore per lo imperadore di Costantinopoli, con una sottile malizia da uno, mostrandosi famiglio di uno cittadino di Firenze, è tolta una tazza d'argento di valuta di trenta fiorini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxxii.html"&gt;Novella CCXXII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messer Egidio cardinale di Spagna manda per messer Giovanni di messer Ricciardo, perché sente avere fatto contro a lui; ed elli vi va, e con sottile avvedimento gli esce dalle mani, e torna a casa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxxiii.html"&gt;Novella CCXXIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lo conte Joanni da Barbiano fa al marchese che tiene Ferrara uno grande inganno, ovvero trattato doppio, promettendogli d'uccidere il marchese Azzo da Esti che gli facea guerra, e dandogli a divedere che l'ha morto, riceve da lui castella e denari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxxiv.html"&gt;Novella CCXXIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ancora il conte Joanni da Barbiano fa uno sottile tratto, credendo pigliare una bastía fiorentina edificata in suoi danni, come che non gli vien fatto, e tornasi addietro sanza avere approdato alcuna cosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxxv.html"&gt;Novella CCXXV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Agnolo Moronti fa una beffa al Golfo, dormendo con lui, soffia con uno mantaco sotto il copertoio, e facendoli credere sia vento, lo fa quasi disperare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxxvi.html"&gt;Novella CCXXVI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La Castellana di Belcari, veggendo passere da una finestra, e poi un asino, gitta un piacevol motto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxxvii.html"&gt;Novella CCXXVII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Una donna fiorentina, veggendo passere in amore, gitta un piacevole motto verso la suocera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxxviii.html"&gt;Novella CCXXVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il duca di Borgogna, andando a vedere certi suoi tesorieri in piú parti, s'abbatte a uno che non ricevendolo riccamente li dice che è la cagione; diceli che non vuole rubare; e quello che ne segue.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxxix.html"&gt;Novella CCXXIX&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Maestro Jacopo da Pistoia, facendo una sepoltura a messer Aldighieri degli Asinacci da Parma, fa diverse beffe a un prete, ed elli si gode il suo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxxx-frammento.html"&gt;Novella CCXXX (frammento)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-4117739600690786917?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/4117739600690786917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=4117739600690786917&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4117739600690786917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4117739600690786917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-ccxxi-alla.html' title='Indice delle Novelle dalla CCXXI alla CCXXX'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-1327999612933612076</id><published>2009-08-18T10:00:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T21:55:24.023+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indice Trecentonovelle'/><title type='text'>Indice delle Novelle dalla CCXXXI alla CCLVIII</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxxxi.html"&gt;Novella CCXXXI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Donnellino vende due oche a una donna a un nuovo pregio, sí ch'egli ha da lei ciò che vuole; la lascia vituperata e con danno e con beffe.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccxxxii-solo-titolo.html"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Novella CCXXXII (solo titolo)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lo re Filippo di Francia manda allo re di Spagna per un cavallo, il quale abbia tutte le proprietà di bene; e quelli li manda uno stallone e una cavalla, e dice se ne faccia fare uno come li piace.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-ccliv.html"&gt;Novella CCLIV&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uno piacevole motto che uno disse sul punto estremo della sua morte non gittò minor frutto che facessono le parole di messer Ottone Doria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cclv-frammento.html"&gt;Novella CCLV (frammento)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messere Albertaccio da Ricasoli allega a un suo fratello una usanza di Francia, che si fa per lui, quelli ne allega un'altra che 'l vince.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/novella-cclviii.html"&gt;Novella CCLVIII&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ser Francesco dal Poggio a Vico vuole mandare pippioni a vendere; la mattina truova essere morto l'asino, che gli dovea portare, da un lupo; e 'l lupo è poi morto.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-1327999612933612076?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/1327999612933612076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=1327999612933612076&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1327999612933612076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1327999612933612076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/indice-delle-novelle-dalla-ccxxxi-alla.html' title='Indice delle Novelle dalla CCXXXI alla CCLVIII'/><author><name>paola pianini</name><uri>https://profiles.google.com/111396488204258290641</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-727w--lW22Y/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAACuk/2DMtkGPt-E8/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-116837099623761641</id><published>2009-08-17T17:41:00.000+02:00</published><updated>2009-12-20T19:22:48.195+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Curiosità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medioevo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Notizie'/><title type='text'>"La Sindone risale al Medioevo"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una scoperta archeologica, un sudario e una teoria secondo cui la Sindone custodita a Torino risalirebbe al Medioevo. Ne parla l'inglese Daily Mail, che sull'edizione in edicola questa mattina si occupa degli scavi effettuati a Gerusalemme dal professor Simon Gibson. Stando a quanto riportato sul quotidiano britannico, l'equipe di Gibson avrebbe scoperto il primo sudario conosciuto al mondo risalente ai tempi della croficissione di Cristo all'interno di un sepolcro mai esplorato prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il test al carbonio avrebbero provato che il sepolcro risale al periodo della morte di Gesù. E altre analisi di laboratorio avrebbero permesso di ricostruire la trama del tessuto, diversa da quella della Sindone. Mentre questa, composta da un solo "lenzuolo", è a trama spiegata, quella scoperta da Gibson, composta da più parti, è a trama semplice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E «il tessuto spiegato - sostiene Gibson - probabilmente non era conosciuto in questa parte del mondo in quel periodo, i primi ritrovamente di tessuti simili risalgono al Medioevo, dunque è a quel periodo che la Sindone probabilmente risale».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La teoria di Gibson è l'ennesima che sostiene la non autenticità del sacro lino. E, come era già accaduto altre volte, viene divulgata a ridosso dell'ostensione, prevista a Torino il prossimo anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://milano.cronacaqui.it/news-il-sudario-e-i-dubbi-sul-sacro-lino--la-sindone-risale-al-medioevo_29996.html"&gt;http://milano.cronacaqui.it&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-116837099623761641?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/116837099623761641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=116837099623761641&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/116837099623761641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/116837099623761641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/12/la-sindone-risale-al-medioevo.html' title='&quot;La Sindone risale al Medioevo&quot;'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-1879925260936391399</id><published>2009-08-17T17:00:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:52:12.441+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Proemio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Considerando al presente tempo e alla condizione dell'umana vita, la quale con pestilenziose infirmità e con oscure morti è spesso vicitata; e veggendo quante rovine con quante guerre civili e campestre in essa dimorano; e pensando quanti populi e famiglie per questo son venute in povero e infelice stato e con quanto amaro sudore conviene che comportino la miseria, là dove sentono la lor vita esser trascorsa; e ancora immaginando come la gente è vaga di udire cose nuove, e spezialmente di quelle letture che sono agevoli a intendere, e massimamente quando danno conforto, per lo quale tra molti dolori si mescolino alcune risa; e riguardando in fine allo eccellente poeta fiorentino messer Giovanni Boccacci, il quale descrivendo il libro delle Cento Novelle per una materiale cosa, quanto al nobile suo ingegno... quello è divulgato e richie... che infino in Francia e in Inghilterra l'hanno ridotto alla loro lingua, e grand...so; io Franco Sacchetti fiorentino, come uomo discolo e grosso, mi proposi di scrivere la presente opera e raccogliere tutte quelle novelle, le quali, e antiche e moderne, di diverse maniere sono state per li tempi, e alcune ancora che io vidi e fui presente, e certe di quelle che a me medesimo sono intervenute.&lt;br /&gt;E non è da maravigliare se la maggior parte delle dette novelle sono fiorentine... che a quelle sono stato prossima... e se non al fatto più presso a la... e perché in esse si tratterà di... condizioni di genti, come di... marchesi e conti e cavalieri, e di... grandi e piccoli, e così di grandi donne, mezzane e minori, e d'ogni altra generazione; nientedimeno nelle magnifiche e virtuose opere seranno specificati i nomi di quelli tali; nelle misere e vituperose, dove elle toccassino in uomini di grande affare o stato, per lo migliore li nomi loro si taceranno; pigliando esempio dal vulgare poeta fiorentino Dante, che quando avea a trattare di virtù e di lode altrui, parlava egli, e quando avea a dire e' vizii e biasimare altrui, lo faceva dire alli spiriti.&lt;br /&gt;E perché molti e spezialmente quelli, a cui in dispiacere toccano, forse diranno, come spesso si dice: «queste son favole”, a ciò rispondo che ce ne saranno forse alcune, ma nella verità mi sono ingegnato di comporle. Ben potrebbe essere, come spesso incontra, che una novella sarà intitolata in Giovanni, e uno dirà: ella intervenne a Piero; questo serebbe piccolo errore, ma non sarebbe che la novella non fosse stata. E altri potran dire...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-1879925260936391399?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/1879925260936391399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=1879925260936391399&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1879925260936391399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1879925260936391399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/proemio.html' title='Proemio'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-8730282496912141161</id><published>2009-08-17T16:45:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:52:07.664+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella II</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lo re Federigo di Cicilia è trafitto con una bella storia da ser Mazzeo speziale di Palermo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di valoroso e gentile animo fu il re Federigo di Cicilia nel cui tempo fu uno speziale in Palermo, chiamato ser Mazzeo, il quale avea per consuetudine ogni anno al tempo de' cederni, con una sua zazzera pettinata in cuffia, mettersi una tovagliuola in collo e portare allo re dall'una mano in un piattello cederni e dall'altra mele; e lo re questo dono ricevea graziosamente.&lt;br /&gt;Avvenne che questo ser Mazzeo, venendo nel tempo della vecchiezza, cominciò alquanto a vacillare, e non sì però che l'usato presente di fare non seguisse. Fra l'altre volte, essendosi molto ben pettinato, e assettata la chioma sotto la cuffia, tolse la tovagliuola e' piattelli de' cederni e delle mele per fare l'usato presente; e messosi in cammino, pervenne alla porta del palazzo del re.&lt;br /&gt;Il portinaio, veggendolo, cominciò a fare scherne di lui e a tirargli il bendone della cuffia; e contendendosi da lui, e un altro il tirava d'un'altra parte, però che quasi il tenevano insensato; e così datoli la via, or da uno e ora da un altro fu tanto tirato e rabbuffato che tutto il capo avea avviluppato; e con tutto questo, s'ingegnò di portar pure a salvamento il presente, giugnendo dinanzi al re con debita reverenza. Lo re, veggendolo così schermigliato, disse:&lt;br /&gt;- Ser Mazzeo, che vuol dir questo, che tu sei così avviluppato?&lt;br /&gt;Rispose ser Mazzeo:&lt;br /&gt;- Monsignore, egli è quello che voi volete.&lt;br /&gt;Lo re disse:&lt;br /&gt;- Come è?&lt;br /&gt;Ser Mazzeo disse:&lt;br /&gt;- Sapete voi qual è la più bella storia che sia nella Bibbia?&lt;br /&gt;Lo re, che era di ciò intendentissimo, rispose:&lt;br /&gt;- Assai ce ne sono, ma il superlativo grado non saprei ben quale.&lt;br /&gt;Allora ser Mazzeo disse:&lt;br /&gt;- Se mi date licenzia vel dirò io.&lt;br /&gt;Rispose lo re:&lt;br /&gt;- Di' sicuramente ciò che tu vuogli.&lt;br /&gt;E ser Mazzeo dice:&lt;br /&gt;- Monsignore lo re, la più bella istoria che sia in tutta la Bibbia è quando la reina di Saba, udendo la sapienza mirabile di Salamone, si mosse così da lungi per andare a vedere le terre sue e lui in Egitto; la quale, giugnendo alle terre governate per Salamone, tanto trovava ogni cosa ragionevolmente disposta che quanto più vedea, più si maravigliava, e più s'infiammava di vedere Salamone, tanto che, giugnendo alla principal città, pervenne al suo palazzo, e di passo in passo ogni cosa mirando e considerando, vidde li servi e' sudditi suoi molto ordinati e costumati; tanto che, giunta in su la gran sala, fece dire a Salamone come ella era e perché quivi venuta. E Salamone subito uscìo della camera e faglisi incontro; il quale la detta reina veggendo, si gittò inginocchioni, dicendo ad alta voce: «O sapientissimo re, benedetto sia il ventre che portò tanta prudenza, quanta in te regna”.&lt;br /&gt;E qui ristette ser Mazzeo.&lt;br /&gt;Disse allora il re Federigo:&lt;br /&gt;- Be', che vuoi tu dir, ser Mazzeo?&lt;br /&gt;E ser Mazzeo rispose:&lt;br /&gt;- Monsignor lo re, voglio dire che se questa reina comprese bene, per l'ordine e costume delle terre e de' sudditi di Salamone, esser lui il più savio uomo del mondo; io per quella medesima forma posso considerare voi essere il più matto re che viva, pensando che io, vostro minimo servo, venendo con questo usato dono alla vostra maestà, li servi vostri m'abbino concio come voi vedete.&lt;br /&gt;Lo re, veggendo e considerando ser Mazzeo, lo consolò con parole, volendo sapere chi e come era stato, quelli tali fece dinanzi a sé venire, e corressegli e punì innanzi a ser Mazzeo, e del suo servizio gli cacciò; comandando a tutti gli altri che quando ser Mazzeo volesse venire a lui, giammai porta non gli fusse tenuta e sempre a lui facessono onore: e così seguirono di fare, maravigliandosi il detto del fine di sì notabile istoria, a proposito detta per un vecchierello a cui la mente già diffettava. Fu cagione questo ser Mazzeo, col suo dire, che questo re d'allora innanzi tenne molto meglio accostumata la sua famiglia che prima non tenea: ed è talor di necessità che si truovino uomeni di questa forma.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-8730282496912141161?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/8730282496912141161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=8730282496912141161&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8730282496912141161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8730282496912141161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/lo-re-federigo-di-cicilia-e-trafitto.html' title='Novella II'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-180025922033185209</id><published>2009-08-17T16:40:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:51:25.473+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella III</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Parcittadino da Linari vagliatore si fa uomo di corte, e va a vedere lo re Adoardo d'Inghilterra, il qual, lodandolo, ha da lui molte pugna, e poi, biasimandolo, riceve dono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo re Adoardo vecchio d'Inghilterra fu re di gran virtù e fama, e fu tanto discreto che la presente novella ne dimostrerrà in parte. Fu adunque nel suo tempo uno vagliatore a Linari in Valdensa nel contado di Firenze, il quale aveva nome Parcittadino. Venne a costui volontà di lasciare in tutto il vagliare ed esser uomo di corte, e in questo diventò assai sperto; e così spermentandosi nell'arte cortigiana, gli venne gran volontà di andare a vedere il detto re Adoardo; e non sine quare , ma perché avea udito molto delle sue magnanimità, e spezialmente verso li suoi pari. E così pensato, una mattina si misse in cammino, e non ristette mai che elli pervenne in Inghilterra alla città di Londra, dove lo re dimorava; e giunto al palagio reale, dove il detto re dimorava, di porta in porta trapassando, giunse nella sala, dove lo re il più del tempo facea residenza; e trovollo fiso giucare a scacchi con lo gran dispensiere.&lt;br /&gt;Parcittadino, giunto dinanzi al re, inginocchiandosi con le reverenti raccomandazioni, quella vista o quella mutazione fece il re come prima che giugnesse: di che stette Parcittadino per grande spazio in tal maniera. E veggendo che lo re alcun sembiante non facea, si levò in piede e cominciò a dire:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Benedetto sia l'ora e 'l punto che qui m'ha condotto, e dove io ho sempre desiderato, cioè di vedere il più nobile e 'l più prudente e 'l più valoroso re che sia fra cristiani; e ben mi posso vantare più che altro mie pari, dappoi che io sono in luogo dove io veggio il fiore di tutti li altri re. O quanta gloria mi ha conceduta la fortuna! ché oggimai, se io morisse, con poca doglia verrei a quel passo, dappoi che io sono innanzi a quella serenissima corona la quale, come calamita tira il ferro, così con la sua virtù tira ciascuno con desiderio a veder la sua dignità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Appena ebbe insino a qui Parcittadino condotto il suo sermone, che lo re si levò dal giuoco, e piglia Parcittadino, e con le pugna e calci, cacciandolo per terra, tante gliene diede che tutto il pestò; e fatto questo, subito ritornò al giuoco delli scacchi. Parcittadino assai tristo, levandosi di terra, appena sapea dove si fosse; parendoli aver male spesi i passi suoi, e similmente le lode date al re, si stava così tapino, non sapendo che si fare. E pigliando un po' di cuore, volle provare se, dicendo il contrario al re, gliene seguisse meglio, da che per lo ben dire glien'era colto male; incominciando a dire:&lt;br /&gt;- Maladetto sia l'ora e 'l dì che in questo luogo mi condusse, che credendo esser venuto a vedere un nobile re, come la fama risuona, e io sono venuto a vedere un re ingrato e sconoscente: credea esser venuto a vedere un re virtuoso, e io sono venuto a vedere un re vizioso: credea esser venuto a vedere un re discreto e sincero, e io sono venuto a vedere un re maligno, pieno di nequizia: credea esser venuto a vedere una santa e giusta corona, e io ho veduto costui che male per ben guiderdona; e la prova il dimostra, che me piccola creatura, magnificando e onorando lui, m'ha sì concio ch'io non so se mai potrò più vagliare, se mai al mio mestiero antico ritornare mi convenisse.&lt;br /&gt;Lo re si lieva la seconda volta più furioso che la prima, e va a una porta, e chiama un suo barone. Veggendo questo Parcittadino, qual elli diventò non è da domandare, però che parea un corpo morto che tremasse, e s'avvisò essere dal re ammazzato; e quando udì lo re chiamare quel barone, credette chiamasse qualche justiziere che lo crucifiggesse.&lt;br /&gt;Giunto il barone chiamato dal re, lo re gli disse:&lt;br /&gt;- Va', da' la cotal mia vesta a costui, e pagalo della verità, ch'io l'ho ben pagato della bugia io.&lt;br /&gt;Il barone va subito, e recò a Parcittadino una robba reale delle più adorne che lo re avesse, con tanti bottoni di perle e pietre preziose che, sanza le pugna e' calci ch'egli ebbe, valea fiorini trecento o più. E continuo sospettando Parcittadino che quella robba non fosse serpe o badalischio che 'l mordesse, a tentone la ricevette. Dappoi rassicuratosi e messasela indosso, e dinanzi allo re si appresentò, dicendo:&lt;br /&gt;- Santa corona, qualora voi mi volete pagare a questo modo delle mie bugie, io dirò rade volte il vero.&lt;br /&gt;E conobbe lo re per quello che avea udito, e lo re ebbe più diletto di lui.&lt;br /&gt;Dappoi, stato quello che gli piacque, prese commiato e dal re si partì, tenendo la via per la Lombardia; dove andò ricercando tutti li signori, raccontando questa novella, la quale gli valse più di altri fiorini trecento; e tornossi in Toscana, e andò a rivedere con quella robba gli suoi parenti vagliatori da Linari, tutti polverosi di vagliatura e poveri; li quali maravigliandosi, Parcittadino disse loro:&lt;br /&gt;- Tra molte pugna e calci fui in terra, poi ebbi questa robba in Inghilterra.&lt;br /&gt;E fece bene a assai di loro; poi si partì e andò a procacciare sua ventura.&lt;br /&gt;Questa fu così bella cosa a uno re, come potesse avvenire. E quanti ne sono che, essendo lodati come questo re, non avessono gonfiato le gote di superbia? Ed elli sappiendo che quelle lode meritava, volle dimostrare che non era vero, usando nella fine tanta discrezione. Assai ignoranti, essendo lodati nel loro cospetto da piasentieri, se lo crederanno; costui, essendo valoroso, volle dimostrare il contrario.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-180025922033185209?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/180025922033185209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=180025922033185209&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/180025922033185209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/180025922033185209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/parcittadino-da-linari-vagliatore-si-fa.html' title='Novella III'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-3445152272026727757</id><published>2009-08-17T16:37:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:51:16.776+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella IV</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Messer Bernabò signore di Melano comanda a uno abate che lo chiarisca di quattro cose impossibili; di che uno mugnaio, vestitosi de' panni dello abate, per lui le chiarisce in forma che rimane abate e l'abate rimane mugnaio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messer Bernabò signore di Melano, essendo trafitto da un mugnaio con belle ragioni, gli fece dono di grandissimo benefizio. Questo signore ne' suoi tempi fu ridottato da più che altro signore; e come che fosse crudele, pur nelle sue crudeltà avea gran parte di justizia. Fra molti de' casi che gli avvennono fu questo, che uno ricco abate, avendo commesso alcuna cosa di negligenza di non avere ben notricato due cani alani, che erano diventati stizzosi, ed erano del detto signore, li disse che pagasse fiorini quattromila. Di che l'abate cominciò a domandare misericordia. E 'l detto signore, veggendolo addomandare misericordia, gli disse:&lt;br /&gt;- Se tu mi fai chiaro di quattro cose, io ti perdonerò in tutto; e le cose son queste che io voglio che tu mi dica: quanto ha di qui al cielo; quant'acqua è in mare; quello che si fa in inferno; e quello che la mia persona vale.&lt;br /&gt;Lo abate, ciò udendo, cominciò a sospirare, e parveli essere a peggior partito che prima; ma pur, per cessar furore e avanzar tempo, disse che li piacesse darli termine a rispondere a sì alte cose. E 'l signore gli diede termine tutto il dì sequente; e come vago d'udire il fine di tanto fatto, gli fece dare sicurtà del tornare.&lt;br /&gt;L'abate, pensoso, con gran malenconia, tornò alla badía, soffiando come un cavallo quando aombra; e giunto là, scontrò un suo mugnaio, il quale, veggendolo così afflitto, disse:&lt;br /&gt;- Signor mio, che avete voi che voi soffiate così forte?&lt;br /&gt;Rispose l'abate:&lt;br /&gt;- Io ho ben di che, ché 'l signore è per darmi la mala ventura se io non lo fo chiaro di quattro cose, che Salamone né Aristotile non lo potrebbe fare.&lt;br /&gt;Il mugnaio dice:&lt;br /&gt;- E che cose son queste?&lt;br /&gt;L'abate gli lo disse.&lt;br /&gt;Allora il mugnaio, pensando, dice all'abate:&lt;br /&gt;- Io vi caverò di questa fatica, se voi volete.&lt;br /&gt;Dice l'abate:&lt;br /&gt;- Dio il volesse.&lt;br /&gt;Dice il mugnaio:&lt;br /&gt;- Io credo che 'l vorrà Dio e' santi.&lt;br /&gt;L'abate, che non sapea dove si fosse, disse:&lt;br /&gt;- Se 'l tu fai, togli da me ciò che tu vuogli, ché niuna cosa mi domanderai, che possibil mi sia, che io non ti dia.&lt;br /&gt;Disse il mugnaio:&lt;br /&gt;- Io lascerò questo nella vostra discrizione.&lt;br /&gt;- O che modo terrai? - disse l'abate.&lt;br /&gt;Allora rispose il mugnaio:&lt;br /&gt;- Io mi voglio vestir la tonica e la cappa vostra, e raderommi la barba, e domattina ben per tempo anderò dinanzi a lui, dicendo che io sia l'abate; e le quattro cose terminerò in forma ch'io credo farlo contento.&lt;br /&gt;All'abate parve mill'anni di sustituire il mugnaio in suo luogo; e così fu fatto.&lt;br /&gt;Fatto il mugnaio abate, la mattina di buon'ora si mise in cammino; e giunto alla porta, là dove entro il signore dimorava, picchiò, dicendo che tale abate voleva rispondere al signore sopra certe cose che gli avea imposte. Lo signore, volontoroso di udire quello che lo abate dovea dire, e maravigliandosi come sì presto tornasse, lo fece a sé chiamare: e giunto dinanzi da lui un poco al barlume, facendo reverenza, occupando spesso il viso con la mano per non esser conosciuto, fu domandato dal signore se avea recato risposta delle quattro cose che l'avea addomandato.&lt;br /&gt;Rispose:&lt;br /&gt;- Signor sì. Voi mi domandaste: quanto ha di qui al cielo. Veduto appunto ogni cosa, egli è di qui lassù trentasei milioni e ottocento cinquantaquattro mila e settantadue miglia e mezzo e ventidue passi.&lt;br /&gt;Dice il signore:&lt;br /&gt;- Tu l'hai veduto molto appunto; come provi tu questo?&lt;br /&gt;Rispose:&lt;br /&gt;- Fatelo misurare, e se non è così, impiccatemi per la gola. Secondamente domandaste: quant'acqua è in mare. Questo m'è stato molto forte a vedere, perché è cosa che non sta ferma, e sempre ve n'entra; ma pure io ho veduto che nel mare sono venticinque milia e novecento ottantadue di milioni di cogna e sette barili e dodici boccali e due bicchieri.&lt;br /&gt;Disse il signore:&lt;br /&gt;- Come 'l sai?&lt;br /&gt;Rispose:&lt;br /&gt;- Io l'ho veduto il meglio che ho saputo: se non lo credete, fate trovar de' barili, e misurisi; se non trovate essere così, fatemi squartare. Il terzo mi domandaste quello che si faceva in inferno. In inferno si taglia, squarta, arraffia e impicca, né più né meno come fate qui voi.&lt;br /&gt;- Che ragione rendi tu di questo?&lt;br /&gt;Rispose:&lt;br /&gt;- Io favellai già con uno che vi era stato, e da costui ebbe Dante fiorentino ciò che scrisse delle cose dell'inferno; ma egli è morto; se voi non lo credete, mandatelo a vedere. Quarto mi domandaste quello che la vostra persona vale; e io dico ch'ella vale ventinove danari.&lt;br /&gt;Quando messer Bernabò udì questo, tutto furioso si volge a costui, dicendo:&lt;br /&gt;- Mo ti nasca il vermocan; sono io così dappoco ch'io non vaglia più che una pignatta?&lt;br /&gt;Rispose costui, e non sanza gran paura:&lt;br /&gt;- Signor mio, udite la ragione. Voi sapete che 'l nostro Signore Jesù Cristo fu venduto trenta danari; fo ragione che valete un danaro meno di lui.&lt;br /&gt;Udendo questo il signore, immaginò troppo bene che costui non fosse l'abate, e guardandolo ben fiso, avvisando lui esser troppo maggiore uomo di scienza che l'abate non era, disse:&lt;br /&gt;- Tu non se' l'abate.&lt;br /&gt;La paura che 'l mugnaio ebbe ciascuno il pensi; inginocchiandosi con le mani giunte, addomandò misericordia, dicendo al signore come egli era mulinaro dell'abate, e come e perché camuffato dinanzi dalla sua signoria era condotto, e in che forma avea preso l'abito, e questo più per darli piacere che per malizia.&lt;br /&gt;Messer Bernabò, udendo costui, disse:&lt;br /&gt;- Mo via, poi ch'ello t'ha fatto abate, e se' da più dì lui, in fé di Dio, e io ti voglio confirmare, e voglio che da qui innanzi tu sia l'abate, ed ello sia il mulinaro, e che tu abbia tutta la rendita del monasterio, ed ello abbia quella del mulino.&lt;br /&gt;E così fece ottenere tutto il tempo che visse che l'abate fu mugnaio, e 'l mugnaio fu abate.&lt;br /&gt;Molto è scura cosa, e gran pericolo, d'assicurarsi dinanzi a' signori, come fe' questo mugnaio, e avere quello ardire ebbe lui. Ma de' signori interviene come del mare, dove va l'uomo con grandi pericoli, e ne' gran pericoli li gran guadagni. Ed è gran vantaggio quando il mare si truova in bonaccia, e così ancora il signore: ma l'uno e l'altro è gran cosa di potersi fidare, che fortuna tosto non venga.&lt;br /&gt;Alcuni hanno già detto essere venuta questa, o simil novella, a... papa, il quale, per colpa commessa da un suo abate, li disse che li specificasse le quattro cose dette di sopra, e una più, cioè: qual fosse la maggior ventura che elli mai avesse aùto. Di che l'abate, avendo rispetto della risposta, tornò alla badía, e ragunati li monaci e' conversi, infino al cuoco e l'ortolano, raccontò loro quello di che avea a rispondere al detto papa; e che a ciò gli dessono e consiglio e aiuto. Eglino, non sappiendo alcuna cosa che si dire, stavano come smemorati: di che l'ortolano, veggendo che ciascheduno stava muto, disse:&lt;br /&gt;- Messer l'abate, però che costoro non dicono alcuna cosa, e io voglio esser colui e che dica e che faccia, tanto che io credo trarvi di questa fatica; ma datemi li vostri panni, sì che io vada come abate, e di questi monaci mi seguano; e così fu fatto.&lt;br /&gt;E giunto al papa, disse dell'altezza del cielo esser trenta voci. Dell'acqua del mare disse: «Fate turare le bocche de' fiumi, che vi mettono entro, e poi si misuri”. Quello che valea la sua persona, disse: «Danari ventotto”; ché la facea due danari meno di Cristo, ché era suo vicario. Della maggior ventura ch'egli avesse mai, disse: «Come d'ortolano era diventato abate”; e così lo confermò. Come che si fosse, o intervenne all'uno e all'altro, o all'uno solo, e l'abate diventò o mugnaio o ortolano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-3445152272026727757?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/3445152272026727757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=3445152272026727757&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3445152272026727757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3445152272026727757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-bernabo-signore-di-melano.html' title='Novella IV'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-8258457659641656109</id><published>2009-08-17T16:30:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:50:54.632+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella V</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Castruccio Interminelli, avendo un suo famiglio disfatto in uno muro il giglio dell'arma fiorentina, essendo per combattere, lo fa combattere con un fante che avea l'arma del giglio nel palvese, ed è morto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora voglio mutare un poco la materia, e dire come Castruccio Interminelli, signore di Lucca, castigò uno gagliardo contro le mura. Questo Castruccio fu de' così savi, astuti e coraggiosi signori come fosse nel mondo già è gran tempo; e guerreggiando e dando assai che pensare a' Fiorentini, però che era loro cordiale nimico, fra l'altre notabili cose che fece fu questa: che essendo a campo in Valdinievole, e dovendo una mattina andare a mangiare in uno castello da lui preso, di quelli del Comune di Firenze, e mandando un suo fidato famiglio innanzi che apparecchiasse le vivande e le mense, il detto famiglio, giugnendo in una sala, dove si dovea desinare, vide tra molte arme, come spesso si vede, dipinta l'arme del giglio del Comune di Firenze, e con una lancia, che parea che avesse a fare una sua vendetta, tutta la scalcinò.&lt;br /&gt;Venendo l'ora che Castruccio con altri valentri uomeni giunsono per desinare, il famiglio si fece incontro a Castruccio e, come giunse in su la sala, disse:&lt;br /&gt;- Signore mio, guardate come io ho acconcio quell'arma di quelli traditori Fiorentini.&lt;br /&gt;Castruccio, come savio signore, disse:&lt;br /&gt;- Sia con Dio; fa' che noi desiniamo.&lt;br /&gt;E tenne nella mente quest'opera, tanto che a pochi dì si rassembrò la sua gente per combattere con quella del Comune di Firenze; là dove, appressandosi li due eserciti, per avventura venne che innanzi a quello de' Fiorentini venía uno bellissimo fante bene armato con uno palvese in braccio, dove era dipinto il giglio.&lt;br /&gt;Veggendo Castruccio costui essere de' primi a venirli incontro, chiamò il suo fidato famiglio, che così bene avea combattuto col muro, e disse:&lt;br /&gt;- Vien qua; tu desti pochi dì fa tanti colpi nel giglio ch'era nel muro che tu lo vincesti e disfacesti: va' tosto, e armati come tu sai, e fa' che subito vadi a dispignere e vincere quello.&lt;br /&gt;Costui nel principio credette che Castruccio beffasse. Castruccio lo costrinse, dicendo:&lt;br /&gt;- Se tu non vi vai, io ti farò impiccar subito a quell'arbore.&lt;br /&gt;Veggendosi costui mal parato, e che Castruccio dicea da dovero, v'andò il meglio che poteo. Come fu presso al fante del giglio, subito questo fante di Castruccio fu morto da quello con una lancia che 'l passò dall'una parte all'altra. Veggendo questo Castruccio, non fece alcun sembiante d'ira o cruccio, ma disse:&lt;br /&gt;- Troppo bene è andato -; e volsesi a' suoi, dicendo: - Io voglio che voi appariate di combattere con li vivi, e non con li morti.&lt;br /&gt;O non fu questa gran justizia? ché sono molti che danno per li faggi e per le mura e nelle cose morte, e fanno del gagliardo, come se avessono vinto Ettore; e oggi n'è pieno il mondo, che in questa forma, o contra minimi o pecorelle, sempre sono fieri; ma per ciascuno di questi tali fosse uno Castruccio che li pagasse della loro follia, come pagò questo suo famiglio.&lt;br /&gt;Assai notabili cose fece ne' suoi dì Castruccio; fra l'altre, dicea a uno, che a sua petizione avesse fatto un tradimento:&lt;br /&gt;- Il tradimento mi piace, ma il traditore no; pagati e vatti con Dio, e fa' che mai tu non mi venga innanzi.&lt;br /&gt;Oggi si fa il contrario, ché se uno signore o Comune farà fare uno tradimento, fa il traditore suo provvisionato e sempre il tiene con lui, facendoli onore. Ma a molti è già intervenuto che quelli che hanno fatto fare il tradimento, dal traditore poi sono stati traditi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-8258457659641656109?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/8258457659641656109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=8258457659641656109&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8258457659641656109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8258457659641656109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/castruccio-interminelli-avendo-un-suo.html' title='Novella V'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-8339940620665644719</id><published>2009-08-17T16:25:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:50:47.335+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella VI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Marchese Aldobrandino domanda al Basso della Penna qualche nuovo uccello da tenere in gabbia, il Basso fa fare una gabbia, ed entrovi è portato a lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marchese Aldobrandino da Esti, nel tempo che ebbe la signoria di Ferrara, gli venne vaghezza, come spesso viene a' signori, di avere qualche nuovo uccello in gabbia. Di che per questa cagione mandò un dì per uno Fiorentino che tenea albergo in Ferrara, uomo di nuova e di piacevolissima condizione, che avea nome Basso della Penna. Era vecchio e piccolo di persona, e sempre pettinato andava in zazzera e in cuffia. Giunto questo Basso dinanzi al marchese, il marchese sì gli dice:&lt;br /&gt;- Basso, io vorrei qualche uccello per tenere in gabbia, che cantasse bene, e vorrei che fosse qualche uccello nuovo, che non se ne trovassono molti per l'altre genti, come sono fanelli e calderelli, e di questi non vo cercando; e però ho mandato per te, perché diversa gente e di diversi paesi ti vengono per le mani al tuo albergo; di che possibile ti fia che qualcuno di questi ti metta in via, donde se ne possa avere uno.&lt;br /&gt;Rispose il Basso:&lt;br /&gt;- Signore mio, io ho compreso la vostra intenzione, la quale m'ingegnerò di mettere ad effetto, e cercherò di far sì che subitamente serete servito.&lt;br /&gt;Udendo il marchese questo, gli parve avere già in gabbia la fenice, e così si partío. Il Basso, avendo già immaginato ciò che far dovea, giunto che fu al suo albergo, mandò per un maestro di legname, e disse:&lt;br /&gt;- Io ho bisogno di una gabbia di cotanta lunghezza, e tanto larga e tanto alta; e fa' ragione di farla sì forte ch'ella sia sofficiente a un asino, se io ve l'avessi a metter dentro, e abbia uno sportello di tanta grandezza.&lt;br /&gt;Compreso che 'l maestro ebbe tutto, fu in concordia del pregio, e andò a fare la detta gabbia; fatta che l'ebbe, la fe' portare al Basso e tolse i denari.&lt;br /&gt;Il Basso subito mandò per uno portatore, e là venuto entrando nella gabbia, disse al portatore che 'l portasse al marchese. Al portatore parve questa una nuova mercanzia e quasi non volea; se non che 'l Basso tanto disse che pur lo portò. Il qual giunto al marchese, con grande moltitudine di popolo che correa dietro alla novità; il marchese quasi dubitò, non conoscendo ancora che cosa fosse quella. Ma appressatosi la gabbia e 'l Basso ed essendo su portato presso al marchese, il marchese, conoscendo ciò che era, disse:&lt;br /&gt;- Basso, che vuol dir questo?&lt;br /&gt;Il Basso, così nella gabbia, con lo sportello serrato, cominciò a squittire, e disse:&lt;br /&gt;- Messer lo marchese, voi mi comandaste pochi dì fa che io trovasse modo che voi avesse qualche nuovo uccello in gabbia, e che di quelli tali pochi ne fossono al mondo; di che, considerando chi io sono e quanto nuovo sono, ché posso dire che nessuno ne sia più nuovo di me in su la terra, in questa gabbia intrai, e a voi mi rappresento, e mi vi dono per lo più nuovo uccello che tra' cristiani si possa trovare; e ancora vi dico più, che non ce n'ha niuno fatto com'io: il canto mio fia tale, che vi diletterà assai; e però fate posare la gabbia da quella finestra.&lt;br /&gt;Disse il marchese:&lt;br /&gt;- Mettetela sul davanzale.&lt;br /&gt;Il Basso dice:&lt;br /&gt;- Oimè, non fate, ché io potrei cadere.&lt;br /&gt;Dice il marchese:&lt;br /&gt;- Mettetelo su, ché 'l davanzale è largo.&lt;br /&gt;E così messo su, accennò a un suo famiglio che dondolasse la gabbia, e nientedimeno la sostenesse.&lt;br /&gt;E 'l Basso dice:&lt;br /&gt;- Marchese, io ci venni per cantare, e voi volete ch'io pianga.&lt;br /&gt;E così, quando il Basso fu rassicurato, disse:&lt;br /&gt;- Marchese, se mi darete mangiare delle vivande che mangiate voi, io canterò molto bene.&lt;br /&gt;Il marchese li fece venire un pane con un capo d'aglio, e tennelo tutto quel dì su la finestra, facendo a lui di nuovi giuochi; e tutto il popolo era sulla piazza a vedere il Basso nella gabbia; e in fine la sera cenò col signore, e poi si ritornò all'albergo, e la gabbia rimase al marchese, ché mai non la riebbe.&lt;br /&gt;Il marchese da quell'ora innanzi ebbe il Basso più caro che mai, e spesso l'invitava a mangiare, e facevalo cantare nella gabbia, e pigliava gran diletto di lui. Chi sapesse la disposizione de' signori, quando fossono in buona tempera, ognora penserebbono di cose nuove, come fece il Basso, che per certo ben servì il marchese, e non andò in India per l'uccello; ma essendogli presso presso, fu servito del più nuovo e unico uccello che si potesse trovare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-8339940620665644719?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/8339940620665644719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=8339940620665644719&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8339940620665644719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8339940620665644719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/marchese-aldobrandino-domanda-al-basso.html' title='Novella VI'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-1437553425963302478</id><published>2009-08-17T16:20:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:50:41.339+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella VII</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Messer Ridolfo da Camerino, al tempo che la Chiesa avea assediato Forlí, fa una nuova e notabile assoluzione sopra una questione che aveano valentri uomeni d'una insegna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messer Ridolfo da Camerino, savissimo signore, con poche parole e notabil judicio, contentò una brigata di valentri uomeni di quello che domandorono sopra una questione, sì come il Basso d'un nuovo uccello contentasse il marchese.&lt;br /&gt;Al tempo che la Chiesa, e messer Egidio di Spagna cardinale per quella, avea per assedio costretta la città di Forlì per gran dimora; e di quella essendo signore messer Francesco Ardelaffi, notabile signore, molti signori notabili e valentri uomeni a petizione della Chiesa erano concorsi al detto assedio; ed essendo in una parte raccolti con una questione quasi quelli che erano i maggiori del campo, e tra loro essendo messer Unghero da Sassoferrato, il quale avea l'insegna del Crocifisso, la quale è quella insegna che è più degna che alcun'altra; ed essendo gran contesa tra loro, però che quello che avea l'insegna dicea aver caro quel beneficio fiorini duemila; altri diceano: io vorrei innanzi fiorini duecento; e tali diceano fiorini cento, e tali fiorini trecento, e chi dicea di meno e chi di più; passando per quel luogo messer Ridolfo da Camerino, che andava provveggendo il campo, s'accostò a loro domandando di quello che contendeano; di che per loro gli fu detto la cagione, pregandolo ancora che la loro questione diffinisse, e quello che si dovea prezzare la detta insegna.&lt;br /&gt;Messer Ridolfo, avendo tosto considerata la questione, fece la risposta dicendo che chi tenea che la detta insegna si dovea prezzare e avere cara duecento, o trecento, o mille, o duemila, non potea avere ragione; però che quando il nostro Signore Jesù Cristo fu in questa vita, e di carne e d'ossa, fu venduto trenta danari, e ora ch'egli è dipinto nella pezza e morto e in croce, che si possa o debba ragionevolmente stimar più, è cosa vana, e per la ragione allegata non potere justamente seguire. Udito che ebbono tutti questa sentenzia, con le risa s'accordorono a por fine alla questione, e dissono tutti, eccetto messer Unghero, messer Ridolfo avere ben detto e giudicato.&lt;br /&gt;Notabile detto e strano fu quello di messer Ridolfo, e come che paresse ostico, raccontando come disse del nostro Signore, a ragione il judicio fu giusto; e mostrò, sanza dirlo, che son molti che fanno maggiore stima delle viste che de' fatti. E quanti ne sono già stati che hanno procacciato d'essere Gonfalonieri e Capitani, e d'avere l'insegna e reale e dell'altre, solo per vanagloria, ma dell'opere non si sono curati! E di questi apparenti ne sono stati, e tutto il dì sono più che degli operanti. E non pur nelle cose dell'arme ma eziandio di quelli che in teologia si fanno maestrare, non per altro, se non per essere detto Maestro; Dottore di leggi, per essere chiamato Dottore; e così in filosofia e medicina, e di tutte l'altre cose: e Dio il sa quello che li più di loro sanno!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-1437553425963302478?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/1437553425963302478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=1437553425963302478&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1437553425963302478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1437553425963302478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-ridolfo-da-camerino-al-tempo-che.html' title='Novella VII'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-1594576587134923830</id><published>2009-08-17T16:15:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:50:14.533+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella VIII</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Uno Genovese sparuto, ma bene scienziato, domanda Dante poeta come possa intrare in amore a una donna, e Dante gli fa una piacevole risposta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo che seguita non fu meno notabile consiglio che fosse il judicio di messer Ridolfo. Fu già nella città di Genova uno scientifico cittadino e in assai scienze bene sperto, ed era di persona piccolo e sparutissimo. Oltre a questo era forte innamorato d'una bella donna di Genova, la quale, o per la sparuta forma di lui, o per moltissima onestà di lei, o per che che si fosse la cagione, giammai, non che ella l'amasse, ma mai gli occhi in verso lui tenea, ma più tosto fuggendolo, in altra parte gli volgea. Onde costui, disperandosi di questo suo amore, sentendo la grandissima fama di Dante Allighieri, e come dimorava nella città di Ravenna, al tutto si dispose d'andar là per vederlo e per pigliare con lui dimestichezza, considerando avere da lui o consiglio o aiuto come potesse entrare in amore a questa donna, o almeno non esserli così nimico. E così si mosse, e pervenne a Ravenna, là dove tanto fece che fu a un convito dove era il detto Dante; ed essendo alla mensa assai di presso l'uno all'altro, il Genovese, veduto tempo, disse:&lt;br /&gt;- O messer Dante, io ho inteso assai della vostra virtù e della fama che di voi corre; potre' io avere alcuno consiglio da voi?&lt;br /&gt;Disse Dante:&lt;br /&gt;- Purché io ve lo sappia dire.&lt;br /&gt;Allora il Genovese dice:&lt;br /&gt;- Io ho amato e amo una donna con tutta quella fede che amore vuole che s'ami; giammai da lei, non che amore mi sia stato conceduto, ma solo d'uno sguardo mai non mi fece contento.&lt;br /&gt;Udendo Dante costui, e veggendo la sua sparuta vista, disse:&lt;br /&gt;- Messere, io farei volentieri ogni cosa che vi piacesse; e di quello che al presente mi domandate, non ci veggio altro che un modo, e questo è che voi sapete che le donne gravide hanno sempre vaghezza di cose strane; e però converrebbe che questa donna che cotanto amate, ingravidasse: essendo gravida, come spesso interviene ch'ell'hanno vizio di cose nuove, così potrebbe intervenire che ella avrà vizio di voi; e a questo modo potreste venire ad effetto del vostro appetito: per altra forma sarebbe impossibile.&lt;br /&gt;Il Genovese, sentendosi mordere, disse:&lt;br /&gt;- Messer Dante, voi mi date consiglio di due cose più forte che non è la principale; però che forte cosa sarebbe che la donna ingravidasse, però che mai non ingravidò; e vie più forte serebbe che poi ch'ella fosse ingravidata, considerando di quante generazioni di cose ell'hanno voglia, che ella s'abbattesse ad avere voglia di me. Ma in fé di Dio, che altra risposta non si convenía alla mia domanda che quella che mi avete fatto.&lt;br /&gt;E riconobbesi questo Genovese, conoscendo Dante per quello ch'egli era, meglio che non avea conosciuto sé, che era sì fatto che erano poche che non l'avessono fuggito. E conobbe Dante sì che più dì stette il Genovese in casa sua, pigliando grandissima dimestichezza per tutti li tempi che vissono. Questo Genovese era scienziato, ma non dovea essere filosofo, come la maggior parte sono oggi; però che la filosofia conosce tutte le cose per natura; e chi non conosce sé principalmente, come conoscerà mai le cose fuora di sé? Costui, se si fosse specchiato, o con lo specchio della mente, o col corporale, averebbe pensato la forma sua e considerato che una bella donna, eziandio essendo onesta, è vaga che chi l'ama abbia forma di uomo, e non di vilpistrello.&lt;br /&gt;Ma e' pare che li più son tocchi da quel detto comune: «E’ non ci ha maggiore inganno che quello di sé medesimo”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-1594576587134923830?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/1594576587134923830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=1594576587134923830&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1594576587134923830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1594576587134923830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/uno-genovese-sparuto-ma-bene-scienziato.html' title='Novella VIII'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-3054243241996406837</id><published>2009-08-17T16:10:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:50:08.305+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella IX</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Messer Giovanni della Lana chiede a uno buffone che faccia un bel partito: quelli ne fa uno molto nuovo: a colui non piace; fanne un altro, donde messer Giovanni scornato si parte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so qual fosse più sparuto di persona, o il Genovese passato, o messer Giovanni della Lana da Reggio, del quale brievemente dirò in questa novella. Il quale messer Giovanni, non possendo stare in Reggio, stando in Imola, ed essendo in uno cerchio di valentri uomeni, non considerando alla deformità della sua persona (ché era piccolissimo judice, e avea una foggetta in capo foderata d'indisia, che pare' l'erba luccia, ed era troglio, o vero balbo), disse a uno uomo di corte, chiamato maestro Piero Guercio da Imola, piacevole buffone e sonatore di stormenti, il quale era nel detto cerchio:&lt;br /&gt;- Doh, maestro Piero, fate qualche bel partito dinanzi a questi valentri uomeni.&lt;br /&gt;Rispose maestro Piero:&lt;br /&gt;- Io il farò, poiché voi volete. Il partito è questo: qual volete voi pigliare delle due cose l'una, o volete che io cachi in codesta vostra foggia, o voletevi cacare voi?&lt;br /&gt;Disse il maestro Giovanni quasi mezzo imbiancato:&lt;br /&gt;- Io non voglio né l'uno né l'altro; fatene un altro che diletti questa brigata.&lt;br /&gt;Disse il buffone:&lt;br /&gt;- Io lo farò, poiché voi volete; dicendo: «Qual volete voi, messer Giovanni, quando avesse cacato nel vostro cappuccio, o mettervelo in capo voi, o volete che io vel metta in capo io?”&lt;br /&gt;Messer Giovanni udendo questo, se al primo partito era divenuto bianco, a questo secondo diventò rosso e bizzarro, rimanendo scornato, dicendo:&lt;br /&gt;- Mo vi nasca il vermocan, ché vui se' in brutto rubaldo di merda, e così di quella vi menate per bocca, ché da altro non se' vui.&lt;br /&gt;Il maestro Piero con motti si difendea e dicea:&lt;br /&gt;- Vo' se' judice, veggiamo a ragione chi ha il torto di noi due -; pigliandolo per lo lembo, acciò che non si partisse, però che era già in cammino; pur con quella poca di forza che avea, si spiccò e andonne rampognando; gli altri rimasono ridendo.&lt;br /&gt;Così a messer Giovanni fu insegnato dal maestro Piero una legge che giammai più non l'avea trovata. Così s'acquista spesso con gli uomeni di corte, che spesso s'entra in motti con loro, ed elli vituperano altrui; e però non si potrebbe errare a tacere, e lasciar dire un altro. Per farsi innanzi messer Giovanni, e non considerando a sé, fu beffeggiato da questo buffone con due così nobili partiti, come avete udito.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-3054243241996406837?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/3054243241996406837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=3054243241996406837&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3054243241996406837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3054243241996406837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-giovanni-della-lana-chiede-uno.html' title='Novella IX'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-6869758143373174887</id><published>2009-08-17T16:05:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:50:00.270+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella X</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Messer Dolcibene, essendo con messer Galeotto alla valle di Josafat e udendo che in sí piccol luogo ciascuno ha a concorrere al diejudicio, piglia nuovamente luogo per non affogare allora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messer Dolcibene fu, secondo cavaliere di corte, d'assai, quanto alcun altro suo pari, e molte novelle assai vaghe e di brutta materia si possono scrivere di lui; e in questa novella, non per via di fare partito, come volea fare il maestro Piero da Imola, ma per altra forma, andando al Sepolcro con messer Galeotto e con messer Malatesta Unghero, trovò nuovo stile per dare diletto a questi due signori.&lt;br /&gt;Andando adunque messer Galeotto e messer Malatesta detti, e messer Dolcibene con loro, al Santo Sepolcro, giugnendo là costoro e passando dalla valle di Josafat, disse messer Galeotto:&lt;br /&gt;- O Dolcibene, in questa valle dobbiamo tutti venire al diejudicio a ricevere l'ultima sentenzia.&lt;br /&gt;Disse messer Dolcibene:&lt;br /&gt;- O come potrà tutta l'umana generazione stare in sì piccola valle?&lt;br /&gt;Disse messer Galeotto:&lt;br /&gt;- Sarà per potenza divina.&lt;br /&gt;Allora messer Dolcibene scese da cavallo, e corre nel mezzo d'un campo della detta valle, e calati giuso i panni di gamba, lasciò andare il mestiere del corpo, dicendo:&lt;br /&gt;- Io voglio pigliare il luogo, acciò che quando sarà quel tempo, io truovi el segno e non affoghi nella calca.&lt;br /&gt;Li due signori diceano ridendo:&lt;br /&gt;- Che vuol dire questo? e che fai tu?&lt;br /&gt;Messer Dolcibene risponde:&lt;br /&gt;- Signori, io ve l'ho detto: e' non si può essere savio, se l'uomo non s'argomenta per lo tempo che dee venire.&lt;br /&gt;Dice messer Galeotto:&lt;br /&gt;- O Dolcibene, lasciavi la parte del nibbio che serà maggiore segnale.&lt;br /&gt;Disse allora messer Dolcibene:&lt;br /&gt;- Signore, se io ci lasciassi el segnale che voi mi dite, e' non sarebbe buono per due cagioni: la prima, ch'e' ne serebbe portato da' nibbi, e 'l luogo rimarrebbe senza segno; e l'altra, che voi perdereste la mia compagnia.&lt;br /&gt;Allora gli fu risposto da quelli signori:&lt;br /&gt;- Per certo, Dolcibene, tu sai ben dire gli argomenti a ogni cosa; sali a cavallo, ché per certo tu hai ben provveduto -; e con questo sollazzo seguirono il loro cammino.&lt;br /&gt;O questi son li trastulli de' buffoni, e' diletti che hanno li signori! Per altro non son detti buffoni, se non che sempre dicono buffe; e detti giucolari, ché continuo giuocono con nuovi giuochi. E’ non fu però questo messer Dolcibene sì scellerato che non componesse in questa andata del Sepolcro in versi vulgari una orazione alla nostra Donna che gli facesse grazia, raccontando tutti i luoghi santi che oltre mare avea vicitato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-6869758143373174887?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/6869758143373174887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=6869758143373174887&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/6869758143373174887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/6869758143373174887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/messer-dolcibene-essendo-con-messer.html' title='Novella X'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-4397481022673573124</id><published>2009-08-17T16:00:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:49:12.575+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella XI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Alberto da Siena è richiesto dallo inquisitore, ed elli, avendo paura, si raccomanda a messer Guccio Tolomei; e in fine dice che per Donna Bisodia non è mancato che non abbia aúto il malanno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tempo di messer Guccio Tolomei fu in Siena uno piacevole uomo e semplice, e non malizioso come messer Dolcibene. Era costui balbo della lingua, e avea nome Alberto; il quale essendo uomo di pura condizione, e usando spesso in casa del detto messer Guccio, però che 'l cavaliere ne pigliava gran diletto, avvenne che uno dì di quaresima, trovandosi messer Guccio con lo inquisitore, di cui era grande amico, compose con lui che l'altro dì facesse richiedere il detto Alberto, e quando fosse dinanzi da lui, gli opponessi qualche cosa di resía, e di questo ne seguirebbe alquanto di piacere e allo inquisitore e a lui.&lt;br /&gt;Come il detto messer Guccio sì desse ordine, tornato che fu a casa, l'altro dì di buon'ora il detto Alberto fu richiesto che subito comparisse dinanzi allo inquisitore. Alberto tutto tremante, e se prima era balbo, a questo punto, avendo quasi perduta la lingua, appena poté dire: - Io verrò -; e andato a trovare messer Guccio, dicendo: - Io vi vorrei parlare -; e messer Guccio comprendendo quello che era, disse:&lt;br /&gt;- Che novelle?&lt;br /&gt;Dice Alberto:&lt;br /&gt;- Cattive per me, ché lo inquisitore mi ha fatto richiedere, forse per paterino.&lt;br /&gt;Dice messer Guccio:&lt;br /&gt;- Averestù detto alcuna cosa contra la fede cattolica?&lt;br /&gt;Dice Alberto:&lt;br /&gt;- Io non so che s'è la fede calonica, ma io mi credo essere cristiano battezzato.&lt;br /&gt;Dice messer Guccio:&lt;br /&gt;- Alberto, fa' come io ti dirò; vattene al vescovo; e di': «Io fui richiesto, e appresentomi dinanzi a voi”; e sappi quello che ti vuol dire: dopo te poco stante verrò io; e lo inquisitore è molto mio amico, e cercherò dello spaccio tuo.&lt;br /&gt;Disse Alberto:&lt;br /&gt;- Ecco io vo, e affidomi in voi. E così si partì, e andonne al vescovo.&lt;br /&gt;Il quale là giunto, come il vescovo il vide, con uno fiero viso disse:&lt;br /&gt;- Qual se' tu?&lt;br /&gt;Alberto balbo e tremante di paura disse:&lt;br /&gt;- Io sono Alberto, che fui richiesto che io venisse dinanzi da voi.&lt;br /&gt;- Or ben so, - dice il vescovo, - se' tu quell'Alberto che non credi né in Dio, né ne' santi?&lt;br /&gt;Dice Alberto:&lt;br /&gt;- Signor mio, chi ve l'ha detto non dice il vero, ché io credo in ogni cosa.&lt;br /&gt;Allora dice il vescovo:&lt;br /&gt;- E se tu credi in ogni cosa, dunque credi tu nel diavolo; e questo è quello che a me non bisogna altro ad arderti per paterino.&lt;br /&gt;Alberto mezzo uscito di sé, domandando misericordia; dice il vescovo:&lt;br /&gt;- Sai tu il Paternostro ?&lt;br /&gt;Dice Alberto:&lt;br /&gt;- Messer sì.&lt;br /&gt;- Dillo tosto, - disse lo inquisitore.&lt;br /&gt;Alberto cominciò; e non accordando l'aggettivo col sustantivo, giunse balbettando a uno scuro passo, là dove dice: da nobis hodie ; e di quello non ne potea uscire. Di che lo inquisitore, udendolo, disse:&lt;br /&gt;- Alberto, io l'ho inteso; ché chi è paterino, non puote dire le cose sante; va', e fa' che domattina tu torni a me, e io formerò il processo secondo che meriterai.&lt;br /&gt;Dice Alberto:&lt;br /&gt;- Io tornerò da voi; ma io vi prego per l'amore di Dio che io vi sia raccomandato.&lt;br /&gt;Disse lo inquisitore:&lt;br /&gt;- Va', e fa' che io ti dico.&lt;br /&gt;Allora si partì, e tornando verso casa, trovò messer Guccio Tolomei che allo inquisitore per questa faccenda andava. Messer Guccio, veggendolo tornare, dice:&lt;br /&gt;- Alberto, la cosa dee stare bene, quando tu torni.&lt;br /&gt;Disse Alberto:&lt;br /&gt;- Gnaffe! non istà, però che dice che io sono paterino, e che io torni a lui domattina, e ancora non mancò per quella puttana di donna Bisodia che è scritta nel Paternostro  che non mi facesse morire allotta allotta. Di che io vi prego per l'amore di Dio che andiate a lui e preghiate che io gli sia raccomandato.&lt;br /&gt;Disse messer Guccio:&lt;br /&gt;- Io vo là, e ingegnerommi fare ciò che io potrò al tuo scampo.&lt;br /&gt;E così andò messer Guccio, e portando all'inquisitore la novella di donna Bisodia, ne feciono per due ore grandissime risa. E mandando lo inquisitore, innanzi che messer Guccio si partisse, per lo detto Alberto, ed elli con gran timore tornandovi, gli diede lo inquisitore ad intendere che se non fosse messer Guccio, l'averebbe arso; e ben lo meritava, però che di nuovo avea inteso ancora peggio, che d'una santa donna, cioè di donna Bisodia, sanza la quale non si puote cantare messa, avea detto essere una puttana; e ch'egli andasse e tenesse sì fatti modi che non avesse più a mandare per lui. Alberto, chiamando misericordia, disse non dirlo mai più, e tutto doloroso della paura che avea aùta, con messer Guccio a casa si tornò. Il quale messer Guccio, avendo condotto la cosa come avea voluto, gran tempo nella sua mente ne godeo, e senza Alberto e con Alberto.&lt;br /&gt;Belle sono le inventive de' gentiluomeni per avere diletto di nuove e di semplici persone; ma più bello fu il caso che la fortuna trovò in Alberto, essendo impacciato da donna Bisodia; e forse forse, se Alberto fosse stato uno ricco uomo, lo inquisitore gli averebbe dato tanto ad intendere che si serebbe ricomperato de' suoi denari, per non essere arso o cruciato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-4397481022673573124?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/4397481022673573124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=4397481022673573124&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4397481022673573124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4397481022673573124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/alberto-da-siena-e-richiesto-dallo.html' title='Novella XI'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-7320202943183284462</id><published>2009-08-17T15:55:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:49:03.683+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella XII</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come Alberto detto, rimenando uno ronzino restío a casa, risponde a certi, che 'l domandano nuovamente, come nuovo uomo era.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dappoi che io ho messo mano in Alberto da Siena, seguirò ancora di dire di lui una piacevole novelletta, la quale, se la fece per senno, serebbe stata bella a qualunque savio; ma credo più tosto fosse per semplicità. Costui, avendo bisogno d'andare a un suo luogo fuori di Siena, accattò da un suo vicino un ronzino, sul quale salendo suso, e andando insino alla porta, come là giunse, il ronzino si cominciò a tirare addietro, come se della porta avesse aùto paura, o fosse aombrato, o che si fosse posto in cuore di non volere uscire della terra. Alberto, accennandoli cotale alla trista, non lo poteo mai fare andare; ma cominciandosi a sinistrare, e Alberto avendone grandissima paura, per lo migliore discese in terra, e prese le redine, lo volse indietro e cominciollo a rimenare a casa di chi gli l'avea prestato: là dove il ronzino non ch'egli andasse di passo, ma andava sì di trotto che facea ben trottare Alberto.&lt;br /&gt;E così arrivò per lo campo di Siena; al quale quelli Sanesi che v'erano avendo gli occhi, veggendo menare uno ronzino a mano, a gran boci gridavano:&lt;br /&gt;- O Alberto, di cui è cotesto ronzino? O Alberto, dove meni tu questo ronzino?&lt;br /&gt;A quelli che diceano: «Di cui è cotesto ronzino?” rispondea: «Èssi me' suo”. A quelli che diceano: «Dove il meni tu?” rispondea: «Anzi mena elli me”.&lt;br /&gt;E così diede che pensare a' Senesi buona pezza, tanto che seppono l'effetto di quello che dicea; e Alberto rendé il ronzino, dicendo a colui:&lt;br /&gt;- To' ti il ronzino suo, dappoi che e' non vuole che io vadi in villa oggi -; e così si rimase Alberto, che non andò in villa quel giorno.&lt;br /&gt;Io per me credo che Alberto in questo fosse molto savio; ché sono molti che dicono: «Io vincerei pur la prova”. Quando uno avesse a domare, o scorgere un suo puledro, forse è da consentire; ma vincere la prova d'un cavallo altrui, colui che si mette a questo non corregge il suo cavallo, ma più tosto puote pericolare sé.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-7320202943183284462?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/7320202943183284462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=7320202943183284462&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7320202943183284462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/7320202943183284462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/come-alberto-detto-rimenando-uno.html' title='Novella XII'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-63533166658713058</id><published>2009-08-17T15:50:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:48:50.586+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella XIII</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come Alberto, essendo per combattere con li Sanesi, si mette il cavallo innanzi, ed elli, smontato, li sta di dietro a piede, e la ragione che elli assegna quello esser il meglio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Similmente questo Alberto in questa sua terza novella, che segue, non mi pare molto sciocco; però che essendo li Sanesi, per certa guerra che aveano co' Perugini, assembrati per combattere, e 'l detto Alberto essendo a cavallo tra la brigata sanese, e bene armato, scese da cavallo, e misesi il cavallo dinanzi, ed egli stava di drieto a piede. Veggendo gli altri che v'erano Alberto stare per questa forma, diceano:&lt;br /&gt;- Che fai tu, Alberto? sali a cavallo, però che noi siamo subito per combattere.&lt;br /&gt;A' quali Alberto rispose:&lt;br /&gt;- Io voglio stare così, ché, se 'l cavallo mio fosse morto, serà fatto la menda di lui; ma se io fosse morto, nessuna menda di me serebbe fatta.&lt;br /&gt;E come Dio volle, la gente si recò a battaglia, dove li Sanesi furono sconfitti. Ed essendo molto addietro il detto Alberto così a piede, il suo cavallo fu preso, ed elli si fuggì e cogliendolo la notte in certe vie tra boschi, e traendo vento che facea sonare le foglie, gli parea avere mille cavalieri dietro; e come uno pruno il pigliava dicea:&lt;br /&gt;- Oimè! io mi t'arrendo, non mi uccidere -; credendo che fossono nimici che 'l pigliassono: e così con gran paura e con grande affanno consumò tutta quella notte, tanto che la mattina su l'alba si trovò presso a Siena.&lt;br /&gt;E giunto a Siena, come che assai avessono da pensare ad altro, pure erano di quelli che domandavono:&lt;br /&gt;- Alberto, come è ita la cosa? tu se' a piede? ove è il cavallo?&lt;br /&gt;E quelli rispondea:&lt;br /&gt;- Egli è perduto: così avess'elli fatto come fe' quell'altro d'uno di questi dì, che non avesse voluto uscire fuori della porta.&lt;br /&gt;Ma la cosa andò peggio per Alberto, che domandando la menda, fu detto che non era stato a cavallo come si dovea; e non la poté mai avere.&lt;br /&gt;Fu savio avviso quello di costui, se gli fosse venuto fatto, ché s'averebbe levato spesa da dosso; e arebbe aùto denari, e la persona salva era ritornata a Siena. E qui si puote vedere da quanto prezzo è il sesso umano; ché d'ogni animale è fatto stima di valuta, eccetto che dell'uomo, ma di questo non si domanda menda: benché si potrebbe dire per la sua nobilità eccede tanto agli altri, e per questo non è prezzo che lo possa ricomperare. Ma ancora è più sicuro in una guerra, e più forte, l'uomo povero che 'l ricco; se lo ricco è preso, è menato lui e 'l cavallo per li denari suoi; se lo povero è preso a cavallo, è lasciato l'uomo, e 'l cavallo n'è menato. E questo non è altro se non che tutto l'universo è corrotto per la moneta, e per quello a ogni cosa si mette ciascuno.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-63533166658713058?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/63533166658713058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=63533166658713058&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/63533166658713058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/63533166658713058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/come-alberto-essendo-per-combattere-con.html' title='Novella XIII'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-8450627439817690211</id><published>2009-08-17T15:45:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:48:44.890+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella XIV</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come Alberto, avendo a far con la matrigna, essendo dal padre trovato, allega con nuove ragioni piacevolmente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio lasciare la quarta novella d'Alberto, di quelle che già udi' di lui, come che molte altre ne facesse. Avea il detto Alberto una matrigna assai giovane e complessa e atticciata, il quale in nessun modo, come spesso interviene, potea avere pace con lei; e di questo suo caso dolendosi spesse volte con alcuni suoi compagni, da loro gli fu dato questo consiglio, dicendo:&lt;br /&gt;- Alberto, se tu non trovi modo d'avere a far di lei, non isperar mai di star con lei se non in battaglia e in mala ventura.&lt;br /&gt;Dice Alberto:&lt;br /&gt;- Credete voi cotesto?&lt;br /&gt;Coloro rispondono:&lt;br /&gt;- Noi l'abbiamo per lo fermo.&lt;br /&gt;Dice Alberto:&lt;br /&gt;- E’ serebbe troppo gran peccato! e pur s'i' 'l facesse, e venisse agli orecchi dello inquisitore, e' m'ha colto animo addosso, leggermente mi farebbe morire.&lt;br /&gt;E quasi come se non vi avesse l'animo, si partì dalle parole di costoro; e da altra parte pensò di mettere il consiglio ad effetto, e nol dissono a sordo; ché un dì, essendo andato il padre fuori e la donna rimanendo in camera, Alberto sanza dire troppe parole ché male le sapea dire, venne a' fatti e in sul letto l'uno e l'altro si condussono, e fu fatta la pace, che parea una casa cheta e riposata, che prima parea tempestosa e indemoniata. Nella qual pace e amore continuando Alberto, aiutando alle fatiche del padre, avvenne un dì che l'uno e l'altro stando di meriggio a giacere, che 'l padre ch'era andato in villa, tornò in quell'ora, e andato su, trovò sul letto sprovveduti la donna e Alberto.&lt;br /&gt;Alberto, veggendo il padre, si gittò alla panca lungo il muro; e 'l padre piglia la mazza del letto per dargli, dicendo: «Sozzo traditore”, e quando: «ria puttana”.&lt;br /&gt;E andando Alberto ora in su e ora in giù, secondo come la mazza del padre si menava, e gridando e l'uno e l'altro, tutta la vicinanza trasse al romore, dicendo:&lt;br /&gt;- Che vuol dire questo?&lt;br /&gt;E Alberto dice:&lt;br /&gt;- E’ questo mio padre, che ebbe a fare cotanto tempo con mia madre, e mai non gli dissi una parola torta; e ora perché mi ha trovato giacer con la moglie, non altro che per buono amore, mi vuole uccidere, come voi vedete.&lt;br /&gt;Gli vicini, udendo la ragione allegata per Alberto, dissono il padre avere il torto; e tirandolo da parte, dissono che non era senno il suo di fare palese quelle cose che si doverriano nascondere, e fecionli credere che, conoscendo eglino la condizione d'Alberto, che egli non era salito su quel letto per alcun male, ma per molta dimestichezza, avendo voglia di dormire. E così si dié pace il padre, e la donna si dié pace con Alberto per la domestichezza che avea presa con lei, facendo ciascuno da quell'ora innanzi i fatti loro sì occulti e sì cheti che 'l padre mentre che visse non ebbe più a giucare del bastone.&lt;br /&gt;Buono fu il rimedio che dato fu ad Alberto a stare in pace con la matrigna, e buona fu la ragione d'Alberto, ch'elli disse a' vicini quando trassono. E così credo che assai (non tutte) averebbono pace co' figliastri, se elli facessono quello che costui, e massimamente quelle che son mogli degli antichi padri, come era costei, le quali, essendo giovani, voglion vegliare, e' vecchi mariti voglion dormire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-8450627439817690211?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/8450627439817690211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=8450627439817690211&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8450627439817690211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/8450627439817690211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/come-alberto-avendo-far-con-la-matrigna.html' title='Novella XIV'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-697771256437211333</id><published>2009-08-17T15:40:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:48:38.561+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella XV</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La sorella del marchese Azzo, essendo andata a marito al giudice di Gallura, in capo di cinque anni torna vedova a casa. Il frate non la vuol vedere, perché non ha fatto figliuoli, ed essa con un motto il fa contento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il marchese Azzo da Esti andò cercando il contrario d'una sua sorocchia. Questo marchese credo fosse figliuolo del marchese Obizzo, e avendo una sua sorocchia da marito che, salvo il vero, ebbe nome madonna Alda, la quale maritò al giudice di Gallura; e la cagione di questo matrimonio fu che 'l detto judice era vecchio e non avea alcun erede, né a chi legittimamente succedesse il suo; onde il marchese, credendo che madonna Alda, o madonna Beatrice come certi hanno detto avesse nome, facesse di lui figliuoli che rimanessono signori del judicato di Gallura, fece queto parentado volentieri: e la donna sapea troppo bene a che fine il marchese l'avea maritata.&lt;br /&gt;Avvenne che, essendo andata a marito, stette cinque anni con lui e mai alcuno figliuolo non fece; e morendo il detto judice di Gallura, la donna tornò vedova a casa del marchese: alla quale né andò incontro il detto marchese, né alcuno sembiante fece, se non come il detto caso mai non fosse intervenuto. La qual donna giunta, e credendo essere dal marchese ricevuta teneramente, e veggendo tutto il contrario, e maravigliandosi di questo, e andando alcuna volta dove era il detto marchese per dolersi della sua fortuna, e fare con lui il debito lamento, nessuno atto facea, ma volgevasi in altra parte.&lt;br /&gt;Continuando questo più dì, la giovane, desiderosa di sapere la cagione de' modi e del cruccio del marchese, impronta verso lui andando un dì, cominciò a dire:&lt;br /&gt;- Potre' io sapere, fratel mio, perché tanta ira e tanto sdegno tu dimostri verso di me sventurata vedovella, e più tosto posso dire orfana, venendomi tu meno, che altro ricorso non ho?&lt;br /&gt;Ed elli, volgendosi verso lei con nequitoso animo, rispose:&lt;br /&gt;- O non sai tu la cagione? e perché ti maritai io al judice di Gallura? come non ti vergogni tu di essere stata cinque anni sua mogliera, ed essermi tornata in casa senza avere fatto figliuolo alcuno?&lt;br /&gt;Appena lo lasciò la donna infino a qui dire, come quella che lo intese, e disse:&lt;br /&gt;- Fratel mio, non dire più, ch'io t'intendo; e giuroti per la fé di Dio che, per adempiere la tua volontà, ch'io non ho lasciato né fante, né ragazzo, né cuoco, né altro, con cui io non abbia provato; ma, se Dio non ha voluto, io non ne posso far altro.&lt;br /&gt;Così si rallegrò il marchese di questo, come si fosse rallegrato un altro che, dopo grande abbominio dato a una sua sorella, la trovasse poi senza difetto; e in quell'ora l'abbracciò teneramente, e amandola e avendola più cara che mai; e maritolla poi a un messer Marco Visconti, o a messer Galeazzo. Ha detto già alcuno ch'ella fece una fanciulla che ebbe nome Joanna, e maritossi a messer Ricciardo da Camino, signore di Trevisi. E questo par che tocchi Dante, capitolo ottavo del Purgatorio, dove dice in parte:&lt;br /&gt;Quando serai di là dalle larghe onde&lt;br /&gt;Di' a Giovanna mia, che per me chiami&lt;br /&gt;Là dove agli innocenti si risponde, ecc.&lt;br /&gt;Come che sia, questa donna contentò il fratello. Vogliono dire alcuni, e io sono colui che 'l credo, che questa fosse savia e casta donna; ma, veggendo la disposizione del fratello, con le sue parole lo volle fare contento di quello che elli avea voglia, e tornare nel suo amore. E così si contenta l'animo di quelli che guardano pure alla utilità, e non all'onore; e questa donna se ne avvide, e diegli di quella vivanda che volea, facendolo contento con quello che pochi se ne averebbono dato pace.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-697771256437211333?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/697771256437211333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=697771256437211333&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/697771256437211333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/697771256437211333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/la-sorella-del-marchese-azzo-essendo.html' title='Novella XV'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-2105197931654346472</id><published>2009-08-17T15:35:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:48:15.196+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella XVI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Uno giovene Sanese ha tre comandamenti alla morte del padre: in poco tempo disubbedisce, e quello che ne seguita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora verrò a dire di una che s'era maritata per pulzella, e 'l marito vidde la prova del contrario anzi che con lei giacesse, e rimandolla a casa sua, senza avere mai a fare di lei.&lt;br /&gt;Fu a Siena già un ricco cittadino, il quale, venendo a morte, e avendo un figliuolo e non piú, che avea circa a venti anni, fra gli altri comandamenti che li fece, furono tre. Il primo, che non usasse mai tanto con uno che gli rincrescesse; il secondo, che quando elli avesse comprato una mercanzia, o altra cosa, ed elli ne potesse guadagnare, che elli pigliasse quello guadagno e lasciasse guadagnare ad un altro; il terzo, che quando venisse a tòr moglie, togliesse delle piú vicine, e se non potesse delle piú vicine, piú tosto di quelle della sua terra che dell'altre da lunge. Il figliuolo rimase con questi ammonimenti, e 'l padre si morío.&lt;br /&gt;Era usato buon tempo questo giovene con uno de' Forteguerri, il quale era stato sempre prodigo, e avea parecchie figliuole da marito. Li parenti suoi ogni dí lo riprendevano delle spese, e niente giovava. Avvenne che un giorno il Forteguerra avea apparecchiato un bel desinare al giovene e a certi altri; di che li suoi parenti li furono addosso, dicendo:&lt;br /&gt;- Che fai tu, sventurato? vuo' tu spendere a prova col tale che è rimaso cosí ricco, e hai fatto e fai li corredi, e hai le figliuole da marito?&lt;br /&gt;Tanto dissono che costui come disperato andò a casa, e rigovernò tutte le vivande che erano in cucina, e tolse una cipolla, e puosela su l'apparecchiata tavola, e lasciò che se 'l cotal giovene venisse per desinare gli dicessono che mangiasse di quella cipolla, che altro non v'era, e che 'l Forteguerra non vi desinava.&lt;br /&gt;Venuta l'ora del mangiare, il giovene andò là dove era stato invitato, e giugnendo su la sala domandò la donna di lui: la donna rispose che non v'era, e non vi desinava; ma che elli avea lasciato, se esso venisse, che mangiasse quella cipolla, che altro non v'era. Avvidesi il giovene, su quella vivanda, del primo comandamento del padre, e come male l'avea osservato, e tolse la cipolla, e tornato a casa la legò con un spaghetto e appiccolla al palco sotto il quale sempre mangiava.&lt;br /&gt;Avvenne da ivi a poco tempo che, avendo elli comprato un corsiere fiorini cinquanta, da indi a certi mesi, potendone avere fiorini novanta, non lo volle mai dare, dicendo ne volea pure fiorini cento; e stando fermo su questo, al cavallo una notte vennono li dolori, e scorticossi. Pensando a questo, il giovene conobbe ancora avere male atteso al secondo comandamento del padre e, tagliata la coda al cavallo, l'appiccoe al palco allato alla cipolla.&lt;br /&gt;Avvenne poi per caso ancora, volendo elli pigliare moglie, non si potea trovar vicina, né in tutta Siena, giovene che li piacesse, e diési alla cerca in diverse terre, e alla fine pervenne a Pisa, là dove si scontrò in un notaio, il quale era stato in officio a Siena, ed era stato amico del padre, e conoscea lui.&lt;br /&gt;Di che il notaio gli fece grande accoglienza, e domandollo che faccenda avea in Pisa. Il giovene li disse che andava cercando d'una bella sposa, però che in tutta Siena non ne trovava alcuna che li piacesse.&lt;br /&gt;Il notaio disse:&lt;br /&gt;- Se cotesto è, Dio ci t'ha mandato, e serai ben accivito; però che io ho per le mani una giovene de' Lanfranchi, la piú bella che si vedesse mai, e dammi cuore di fare che ella sia tua.&lt;br /&gt;Al giovene piacque, e parveli mill'anni di vederla, e cosí fece. Come la vide, s'accostò al mercato, fu fatto e dato l'ordine quando la dovesse menare a Siena. Era questo notaio una creatura de' Lanfranchi, e la giovene essendo disonesta, e avendo avuto a fare con certi gioveni di Pisa, ella non s'era mai potuta maritare. Di che questo notaio guardò di levare costei da dosso a' suoi parenti e appiccarla al Sanese. Dato l'ordine della cameriera, forse della ruffiana, la quale fu una femminetta sua vicina, chiamata monna Bartolomea, con la quale la donna novella s'andava spesso trastullando di quando in quando; e dato ogni ordine delle cose opportune e della compagnia, tra la quale era alcuno giovene di quelli che spesso d'amore l'avea conosciuta, si mosson tutti col marito e con lei ad andare verso Siena, e là si mandò innanzi a fare l'apparecchio.&lt;br /&gt;E cosí andando per cammino, un giovene de' suoi che la seguía parea che andasse alle forche, pensando che costei era maritata in luogo straniero, e che senza lei gli convenía tornare a Pisa; e tanto con pensieri e con sospiri fece che 'l giovene quasi e di lei e di lui si fu accorto: perché ben dice il proverbio che l'amore e la tosse non si può celare mai. E con questo vedere, preso gran sospetto, tanto fece che seppe chi la giovene era e come il notaio l'avea tradito e ingannato. Di che giugnendo a Staggia, lo sposo usò questa malizia disse che volea cenare di buon'ora, però che la mattina innanzi dí volea andare a Siena, per fare acconciare ciò che bisognava; e disselo sí che 'l valletto l'udisse.&lt;br /&gt;Erano le camere dove dormirono quasi tutte d'assi l'una allato all'altra. Il marito ne avea una, la sposa e la cameriera un'altra, e in un'altra era il giovene e un altro, il quale non fu senza orecchi a notare il detto del Sanese; ma tutta la sera ebbe colloquio con la cameriera, aspettando l'alba del giorno, e cosí s'andorono al letto. E venendo la mattina, quasi un'ora innanzi a dí, e lo sposo si levò per andare a Siena come avea dato ad intendere. E sceso giuso, e salito a cavallo, cavalcò verso Siena quasi quattro balestrate, e poi diede la volta ritornando passo passo e cheto verso l'albergo donde si era partito; e appiccando il cavallo a una campanella, su per la scala n'andò; e giugnendo all'uscio della camera della donna, guardò pianamente e sentí il giovene essere dentro; e pontando l'uscio mal serrato, v'entrò dentro; e accostandosi alla cassa del letto pianamente, se alcun panno trovasse di colui che s'era colicato, per avventura trovò i suo' panni di gamba, e quelli del letto, o che sentissono, e per la paura stessono cheti, o che non sentissono, questo buon uomo si mise le brache sotto, e uscito della camera, scese la scala, e salito a cavallo con le dette brache, camminò verso Siena.&lt;br /&gt;E giunto a casa sua, l'appiccò al palco allato alla cipolla e alla coda.&lt;br /&gt;Levatasi la donna e l'amante la mattina a Staggia, il valletto non trovando le brache, sanza esse salí a cavallo con l'altra brigata, e andorono a Siena. E giunti alla casa, dove doveano essere le nozze, smontorono. E postisi a uno leggiero desinare sotto le tre cose appiccate, fu domandato il giovane quello che quelle cose appiccate significavano. Ed elli rispose:&lt;br /&gt;- Io vel dirò; e prego ognuno che mi ascolti. Egli è piccol tempo che mio padre morí, e lasciommi tre comandamenti: il primo sí e sí, e però tolsi quella cipolla e appicca' la quivi; il secondo mi comandò cosí, e in questo il disubbidi'; morendo il cavallo, taglia' li la coda e quivi l'appiccai; il terzo, che io togliesse moglie piú vicina che io potesse; e io, non che io l'abbia tolta dappresso, ma insino a Pisa andai, e tolsi questa giovene, credendo fosse come debbono essere quelle che si maritono per pulzelle. Venendo per cammino questo giovene, il quale siede qui, all'albergo giacque con lei, e io chetamente fui dove elli erano; e trovando le brache sue, io ne le recai e appicca' le a quel palco: e se voi non mi credete, cercatelo, che non l'ha: - e cosí trovorono. - E però questa buona donna, levata la mensa, vi rimenate in drieto, che mai, non che io giaccia con lei, ma io non intendo di vederla mai. E al notaio, che mi consigliò e fece il parentado e la carta, dite che ne faccia una pergamena da rocca.&lt;br /&gt;E cosí fu. Costoro con la donna si tornorono a piè zoppo col dito nell'occhio; e la donna si fece per li tempi con piú mariti, e 'l marito con altre mogli.&lt;br /&gt;In queste tre sciocchezze corse questo giovene contro a' comandamenti del padre, che furono tutti utili, e molta gente non se ne guarda. Ma di questo ultimo, che è il piú forte, non si puote errare a fare li parentadi vicini, e facciamo tutto il contrario. E non che de' matrimoni, ma avendo a comprare ronzini, quelli de' vicini non vogliamo, che ci paiono pieni di difetti, e quelli de' Tedeschi che vanno a Roma, in furia comperiamo. E cosí n'incontra spesse volte e dell'uno e dell'altro, come avete udito, e peggio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-2105197931654346472?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/2105197931654346472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=2105197931654346472&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2105197931654346472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/2105197931654346472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/uno-giovene-sanese-ha-tre-comandamenti.html' title='Novella XVI'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-4242676324804968930</id><published>2009-08-17T15:30:00.001+02:00</published><updated>2009-08-20T14:48:08.741+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella XVII</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Piero Brandani da Firenze piatisce, e dà certe carte al figliuolo; ed elli, perdendole, si fugge, e capita dove nuovamente piglia un lupo, e di quello aúto lire cinquanta a Pistoia, torna e ricompera le carte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella città di Firenze fu già un Piero Brandani cittadino che sempre il tempo suo consumò in piatire. Avea un suo figliuolo d'etade di diciotto anni, e dovendo fra l'altre una mattina andare al Palagio del Podestà per opporre a un piato, e avendo dato a questo suo figliuolo certe carte, e che andasse innanzi con esse, e aspettasselo da lato della Badía di Firenze; il quale, ubbidendo al padre, come detto gli avea, andò nel detto luogo, e là con le carte si mise ad aspettare il padre, e questo fu del mese di maggio.&lt;br /&gt;Avvenne che, aspettando il garzone, cominciò a piovere una grandissima acqua: e passando una forese, o trecca, con un paniere di ciriege in capo, il detto paniere cadde; del che le ciriege s'andarono spargendo per tutta la via; il rigagnolo della qual via ognora che piove cresce che pare un fiumicello. Il garzone, volonteroso, come sono, con altri insieme, alla ruffa alla raffa si dierono a ricogliere delle dette ciriege, e infino nel rigagnolo dell'acqua correano per esse. Avvenne che, quando le ciriege furono consumate, il garzone, tornando al luogo suo, non si trovò le carte sotto il braccio però che gli erano cadute nella dett'acqua, la quale tostamente l'avea condotte verso Arno, ed elli di ciò non s'era avveduto; e correndo or giú, or su, domanda qua, domanda là, elle furono parole, ché le carte navicavano già verso Pisa. Rimaso il garzone assai doloroso, pensò di dileguarsi per paura del padre: e la prima giornata, dove li piú disviati o fuggitivi di Firenze sogliono fare, fu a Prato; e giunse ad uno albergo, là dove dopo il tramontare del sole arrivorono certi mercatanti, non per istare la sera quivi, ma per acquistare piú oltre il cammino verso il ponte Agliana. Veggendo questi mercatanti stare questo garzone molto tapino, domandarono quello ch'egli avea e donde era: risposto alla domanda, dissono se volea stare e andare con loro.&lt;br /&gt;Al garzone parve mill'anni, e missonsi in cammino, e giunsono a due ore di notte al pont'Agliana; e picchiando a uno albergo, l'albergatore, che era ito a dormire, si fece alla finestra:&lt;br /&gt;- Chi è là?&lt;br /&gt;- Àprici, ché vogliamo albergare.&lt;br /&gt;L'albergatore rampognando disse:&lt;br /&gt;- O non sapete voi che questo paese è tutto pieno di malandrini? io mi fo gran maraviglia che non sete stati presi.&lt;br /&gt;E l'albergatore dicea il vero, ché una gran brigata di sbanditi tormentavono quel paese.&lt;br /&gt;Pregorono tanto che l'albergatore aperse; ed entrati dentro e governati li cavalli, dissono che voleano cenare; e l'oste disse:&lt;br /&gt;- Io non ci ho boccone di pane.&lt;br /&gt;Risposono i mercatanti:&lt;br /&gt;- O come facciamo?&lt;br /&gt;Disse l'oste:&lt;br /&gt;- Io non ci veggio se non un modo, che questo vostro garzone si metta qualche straccio indosso, sí che paia gaglioffo, e vada quassú da questa piaggia, dove troverrà una chiesa: chiami ser Cione, che è là prete, e da mia parte dica mi presti dodici pani: questo dico perché, se questi che fanno questi mali troverrano un garzoncello malvestito, non gli diranno alcuna cosa.&lt;br /&gt;Mostrato la via al garzone, v'andò malvolentieri, però che era di notte, e mal si vedea. Pauroso, come si dee credere, si mosse, andandosi avviluppando or qua or là, sanza trovare questa chiesa mai; ed essendo intrato in uno boschetto, ebbe veduto dall'una parte un poco d'albore che dava in uno muro. Avvisossi d'andare verso quello, credendo fosse la chiesa; e giunto là su una grande aia, s'avvisò quella essere la piazza; e 'l vero era che quella era casa di lavoratore: andossene là, e cominciò a bussare l'uscio. Il lavoratore, sentendo, grida:&lt;br /&gt;- Chi è là?&lt;br /&gt;E 'l garzone dice:&lt;br /&gt;- Apritemi, ser Cione, ché il tal oste dal ponte Agliana mi manda a voi, che gli prestiate dodici pani.&lt;br /&gt;Dice il lavoratore:&lt;br /&gt;- Che pani? ladroncello che tu se', che vai appostando per cotesti malandrini. Se io esco fuori, io te ne manderò preso a Pistoia, e farotti impiccare.&lt;br /&gt;Il garzone, udendo questo, non sapea che si fare; e stando cosí come fuor di sé, e volgendosi se vedesse via che 'l potesse conducere a migliore porto, sentí urlare un lupo ivi presso alla proda del bosco, e guardandosi attorno vide su l'aia una botte dall'uno de' lati, tutta sfondata di sopra, ed era ritta; alla quale subito ricorse, ed entrovvi dentro, aspettando con gran paura quello che la fortuna di lui disponesse.&lt;br /&gt;E cosí stando, ecco questo lupo, come quello che era forse per la vecchiezza stizzoso, e accostandosi alla botte, a quella si cominciò a grattare; e cosí fregandosi, alzando la coda, la detta coda entrò per lo cocchiume. Come il garzone sentí toccarsi dentro con la coda, ebbe gran paura; ma pur veggendo quello che era, per la gran temenza si misse a pigliar la coda, e di non lasciarla mai giusto il suo podere, insino a tanto che vedesse quello che dovesse essere di lui. Il lupo, sentendosi preso per la coda, cominciò a tirare: il garzone tien forte, e tira anco elli; e cosí ciascuno tirando, e la botte cade, e cominciasi a voltolare. Il garzone tien forte, e lo lupo tira; e quanto piú tirava, piú colpi gli dava la botte addosso. Questo voltolamento durò ben due ore; e tanto, e con tante percosse dando la botte addosso al lupo, che 'l lupo si morí. E non fu però che 'l giovane non rimanesse mezzo lacero; ma pur la fortuna l'aiutò, ché quanto piú avea tenuto forte la coda, piú avea difeso sé stesso, e offeso il lupo. Avendo costui morto il lupo, non ardí però in tutta la notte d'uscire della botte, né di lasciare la coda.&lt;br /&gt;In sul mattino, levandosi il lavoratore, a cui il giovene avea picchiata la porta, e andando provveggendo le sue terre, ebbe veduto appiè d'un burrato questa botte: cominciò a pensare, e dire fra sé medesimo: «Questi diavoli che vanno la notte non fanno se non male, ché non che altro, ma la botte mia, che era in su l'aia, m'hanno voltolata infino colaggiú»; e accostandosi, vide il lupo giacere allato la botte, che non parea morto. Comincia a gridare: - Al lupo, al lupo, al lupo -; e accostandosi, e correndo gli uomini del paese al romore, viddono il lupo morto e 'l garzone nella botte.&lt;br /&gt;Chi si segnò di qua e chi di là, domandando il giovene:&lt;br /&gt;- Chi se' tu? che vuol dire questo?&lt;br /&gt;Il garzone, piú morto che vivo, che appena potea ricogliere il fiato, disse:&lt;br /&gt;- Io mi vi raccomando per l'amore di Dio, che voi mi ascoltiate e non mi fate male.&lt;br /&gt;Li contadini l'ascoltarono, per udire di sí nuova cosa la cagione, il quale disse, dalla perdita delle carte insino a quel punto, ciò che incontrato gli era. A' contadini venne grandissima pietà di costui, e dissono:&lt;br /&gt;- Figliuolo, tu hai aúta grandissima sventura, ma la cosa non t'anderà male come tu credi: a Pistoia è uno ordine che chiunque uccide alcun lupo, e presentalo al Comune, ha da quello cinquanta lire.&lt;br /&gt;Un poco tornò la smarrita vita al giovene, essendoli profferto da loro e compagnia e aiuto a portare il detto lupo; e cosí accettoe. E insieme alquanti con lui, portando il lupo, pervennono all'albergo al pont'Agliana, donde si era partito, e l'albergatore della detta cosa si maraviglioe, come si dee immaginare, e disse che e' mercatanti se ne erano iti, e che egli ed eglino, veggendo non era tornato, credeano lui essere da' lupi devorato, o essere da' malandrini preso. In fine il garzone appresentò il lupo al Comune di Pistoia, dal quale, udita la cosa come stava, ebbe lire cinquanta; e di queste spese lire cinque in fare onore alla brigata, e con le quarantacinque, preso da loro commiato, tornò al padre; e addomandando misericordia, gli contò ciò che gli era intervenuto, e diegli le lire quarantacinque. Il qual padre, come povero uomo, gli tolse volentieri, e perdonògli; e con li detti denari fece copiare le carte, e dell'avanzo piatío gagliardamente.&lt;br /&gt;E perciò non si dee mai alcuno disperare, però che spesse volte, come la fortuna toglie, cosí dà; e come ella dà, cosí toglie. Chi averebbe immaginato che le perdute carte giú per l'acqua fossono state rifatte per un lupo che mettesse la coda per uno cocchiume d'una botte, e sí nuovamente fosse stato preso? Per certo questo è un caso e uno esemplo, non che da non disperarsi, ma di cosa che venga non pigliare né sconforto né malinconia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-4242676324804968930?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/4242676324804968930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=4242676324804968930&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4242676324804968930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/4242676324804968930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/piero-brandani-da-firenze-piatisce-e-da.html' title='Novella XVII'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-3877303985585049575</id><published>2009-08-17T15:25:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:48:00.750+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella XVIII</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Basso della Penna inganna certi Genovesi arcatori, e a un nuovo giuoco vince loro quello ch'egli avevano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come questo giovene acquistò puramente, e con grande simplicità, le lire cinquanta, cosí con grande astuzia il piacevol uomo Basso della Penna, raccontato a drieto, in questa novella vinse a un nuovo giuoco piú di lire cinquanta di bolognini. A questo Basso capitorono all'albergo suo a Ferrara certi Genovesi che andavano arcando con certi loro giuochi; e 'l Basso, avendo compresa la loro maniera, un giorno innanzi desinare si mise allato lire venti di bolognini d'ariento e una pera mézza, ché era di luglio, considerando che dopo desinare, lavate le mani, in su la sparecchiata tavola d'arcare loro, e cosí fece. Ché avendo desinato, ed essendo con loro ragionamenti alla mensa sparecchiata, disse il Basso:&lt;br /&gt;- Io voglio fare con voi a un giuoco che non ci potrà avere malizia alcuna.&lt;br /&gt;E mettesi mano in borsa, e trae fuori bolognini, e dice:&lt;br /&gt;- Io porrò a ciascun di noi uno bolognino innanzi su questa tavola, e colui, a cui sul suo bolognino si porrà prima la mosca, tiri a sé i bolognini che gli altri averanno innanzi.&lt;br /&gt;Costoro cominciorono con gran festa ad essere contenti di questo giuoco, e parea loro mill'anni che 'l Basso cominciasse. Il Basso, come reo, si mette il bolognino sotto con le mani tra gambe sotto la tavola, dove elli avea una pera mézza: e venendo a porre a ciascuno il bolognino innanzi, quello che dovea porre a sé ficcava nella pera mézza, onde la mosca continuo si ponea sul suo bolognino, salvo che delle quattro volte l'una ponea quello della pera dinanzi a uno di loro, acciò che vincendo qualche volta non si avvedesseno della malizia.&lt;br /&gt;E pur cosí continuando, cominciorono a pigliare sospetto, parendo loro troppo perdere, e dissono:&lt;br /&gt;- Messer Basso, noi vogliamo mettere i bolognini uno di noi.&lt;br /&gt;Disse il Basso:&lt;br /&gt;- Io sono molto contento, acciò che non prendiate sospetto.&lt;br /&gt;Allora uno di loro co' suoi bolognini asciutti e aridi, che non aveano forse mai tocca pera mézza, cominciò mettere a ciascuno il suo bolognino. Il Basso lasciava andare sanza malizia alcuna volta che vincessino; quando volea vincere elli, e 'l bolognino gli era posto innanzi, spesse volte il polpastrello del dito toccava il mézzo della pera, e mostrando di acconciare il bolognino che gli era messo innanzi, lo toccava con quel dito, onde la mosca subito vi si ponea, benché gli bisognava durare poca fatica, però che le hanno naso di bracchetto e volavano tutte verso il Basso, sentendo la pera mézza, e ancora il luogo su la tavola dinanzi da lui, dove di prima il bolognino unto del Basso avea lasciato qualche sustanzia; e cosí provando or l'uno or l'altro dei Genovesi, non poterono tanto fare che 'l Basso non vincesse loro lire cinquanta di bolognini con una fracida pera, onde gli arcatori furono arcati, come avete udito.&lt;br /&gt;E molte volte interviene che son molti che con certe loro maliziose arti stanno sempre avvisati d'ingannare, e di tirare l'altrui a loro, e hanno tanto l'animo a quello che non credono che alcun altro possa loro ingannare, e non vi pongono cura.&lt;br /&gt;Se facessono la ragione del compagno, il quale molte volte non è cieco, non interverrebbe loro quello che intervenne a costoro; però che spesse volte l'ingannatore rimane a piede dell'ingannato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-3877303985585049575?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/3877303985585049575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=3877303985585049575&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3877303985585049575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/3877303985585049575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/basso-della-penna-inganna-certi.html' title='Novella XVIII'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-1729434674230779356</id><published>2009-08-17T15:20:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:47:45.059+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella XIX</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Basso della Penna a certi forestieri, che domandorono lenzuola bianche, le dà loro sucide, ed eglino dolendosi, prova loro che l'ha date bianche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa pera mézza, con la quale il Basso fece cosí bene i fatti suoi, mi reduce a memoria un'altra novella di pere mézze, fatta già per lo detto Basso, nella quale si dimostra apertamente che insino nell'ultimo della sua morte fu piacevolissimo. Ma innanzi che venisse a questo, io dirò due novellette, che fece in meno di due mesi anzi che morisse, avendo continuo o terzana o quartana, che poi lo indusse a morte.&lt;br /&gt;A Ferrara arrivorono alcuni Fiorentini all'albergo suo una sera, e cenato che ebbono, dissono:&lt;br /&gt;- Basso, noi ti preghiamo che tu ci dia istasera lenzuola bianche.&lt;br /&gt;Basso risponde tosto, e dice:&lt;br /&gt;- Non dite piú, egli è fatto.&lt;br /&gt;Venendo la sera, andandosi al letto, sentivano le lenzuola non essere odorose, ed essere sucide. La mattina si levavono, e diceano:&lt;br /&gt;- Di che ci servisti, Basso, che tanto ti pregammo iersera che ci dessi lenzuola bianche, e tu ci hai dato tutto il contrario?&lt;br /&gt;Disse il Basso:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- O questa è ben bella novella; andiamole a vedere.&lt;br /&gt;E giunto in camera caccia in giú il copertoio, e volgesi a costoro e dice:&lt;br /&gt;- Che son queste? son elle rosse? son elle azzurre? son elle nere? non son elle bianche? Qual dipintore direbbe ch'elle fossono altro che bianche?&lt;br /&gt;L'uno de' mercatanti guatava l'altro, e cominciava a ridere dicendo che 'l Basso avea ragione, e che non era notaio che avesse scritto quelle lenzuola essere d'altro colore che bianche. E con queste piacevolezze tirò gran tempo tanto a sé la gente che non si curavono di letto né di vivande.&lt;br /&gt;E questa è una loica piacevole, che sta bene a tutti gli artieri, e massimamente agli albergatori, a' quali molti e di diversi luoghi vengono alle mani. Questa novelletta ha fatti molti, che l'hanno udita, savii; e io scrittore sono uno di quelli che giugnendo a uno albergo, volendo lenzuola nette, addomando che mi dea lenzuola di bucato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-1729434674230779356?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/1729434674230779356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=1729434674230779356&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1729434674230779356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/1729434674230779356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/basso-della-penna-certi-forestieri-che.html' title='Novella XIX'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-6172141908079099356</id><published>2009-08-17T15:15:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:47:38.635+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella XX</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Basso della Penna fa un convito, là dove, non mescendosi vino, quelli convitati si maravigliono, ed egli gli chiarisce con ragione, e non con vino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo Basso (ed è la seconda novella di quelle che io proposi in queste di sopra) in questi due mesi di sopra contati, ne' quali era già febbricoso del male che poi morío, parve che volesse fare la cena come fece Cristo co' discepoli suoi; e fece invitare molti suoi amici, che la tal sera venissono a mangiare con lui. La brigata tutta accettoe; e giunti la sera ordinata, essendo molto bene apparecchiate le vivande, postisi a tavola, e cominciando a mangiare, gli bicchieri si stavono, che nessuno famiglio metteva vino.&lt;br /&gt;Quando quelli che erano a mensa furono stati quanto poteano, dicono a' famigli:&lt;br /&gt;- Metteteci del vino.&lt;br /&gt;Gli famigli, come aombrati, guardano qua e là, e rispondono:&lt;br /&gt;- E' non c'è vino.&lt;br /&gt;Di che dicono che 'l dicano al Basso, e cosí fanno; onde il Basso si fa innanzi, e dice:&lt;br /&gt;- Signori, io credo che voi vi dovete ricordare dell'invito che vi fu fatto per mia parte: io vi feci invitare a mangiare meco, e non a bere, però che io non ho vino che io vi desse, né che fosse buono da voi, e però chi vuol bere, si mandi per lo vino a casa sua, o dove piú li piace.&lt;br /&gt;Costoro con gran risa dissono che 'l Basso dicea il vero, mandando ciascuno per lo vino, se vollono bere.&lt;br /&gt;Il Basso fu loico anco qui, ma questa non fu loica con utile, se non che risparmiò il vino a questo convito; ma se volea risparmiare in tutto, era migliore loica a non gli avere convitati, che arebbe risparmiato anco le vivande; ma e' fu tanta la sua piacevolezza che volle e fu contento che gli costasse per usare questo atto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-6172141908079099356?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/6172141908079099356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=6172141908079099356&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/6172141908079099356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/6172141908079099356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/basso-della-penna-fa-un-convito-la-dove.html' title='Novella XX'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-5979187909972851672</id><published>2009-08-17T15:10:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:47:28.280+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella XXI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Basso della Penna nell'estremo della morte lascia con nuova forma ogni anno alle mosche un paniere di pere mézze, e la ragione, che ne rende, perché lo fa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora verrò a quella novella delle pere mézze, ed è l'ultima piacevolezza del Basso, però che fu mentre che moría. Costui venendo a morte, ed essendo di state, e la mortalità sí grande che la moglie non s'accostava al marito, e 'l figliuolo fuggía dal padre, e 'l fratello dal fratello, però che quella pestilenza, come sa chi l'ha veduto, s'appiccava forte, volle fare testamento; e veggendosi da tutti i suoi abbandonato, fece scrivere al notaio che lasciava ch'e' suoi figliuoli ed eredi dovessino ogni anno il dí di San Jacopo di luglio dare un paniere di tenuta d'uno staio di pere mézze alle mosche, in certo luogo per lui deputato. E dicendo il notaio: «Basso, tu motteggi sempremai»; disse Basso:&lt;br /&gt;- Scrivete come io dico; però che in questa mia malattia io non ho aúto né amico né parente che non mi abbia abbandonato, altro che le mosche. E però essendo a loro tanto tenuto, non crederrei che Dio avesse misericordia di me, se io non ne rendesse loro merito. E perché voi siate certo che io non motteggio, e dico da dovero, scrivete che se questo non si facesse ogni anno, io lascio diredati li miei figliuoli, e che il mio pervenga alla tale religione.&lt;br /&gt;Finalmente al notaio convenne cosí scrivere per questa volta; e cosí fu discreto il Basso a questo piccolo animaluzzo.&lt;br /&gt;Non istante molto, e venendosi nelli stremi, che poco avea di conoscimento, andò a lui una sua vicina, come tutte fanno, la quale avea nome Donna Buona, e disse:&lt;br /&gt;- Basso, Dio ti facci sano; io sono la tua vicina monna Buona.&lt;br /&gt;E quelli con gran fatica guata costei, e disse che appena si potea intendere:&lt;br /&gt;- Oggimai, perché io muoia, me ne vo contento, ché ottanta anni che io sono vissuto mai non ne trovai alcuna buona.&lt;br /&gt;Della qual parola niuno era d'attorno che le risa potesse tenere, e in queste risa poco stante morí.&lt;br /&gt;Della cui morte io scrittore, e molti altri che erano per lo mondo, ne portorono dolore, però che egli era uno elemento a chi in Ferrara capitava. E non fu grande discrezione la sua verso le mosche? Sanza che fu una grande reprensione a tutta sua famiglia; ché sono assai che abbandonano in cosí fatti casi quelli che doverrebbono mettere mille morti per la loro vita, e tale è il nostro amore che non che li figliuoli mettessino la vita per li loro padri, ma gran parte desiderano la morte loro, per essere piú liberi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7747367532185299307-5979187909972851672?l=alimentazionemedievale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/feeds/5979187909972851672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7747367532185299307&amp;postID=5979187909972851672&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5979187909972851672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7747367532185299307/posts/default/5979187909972851672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://alimentazionemedievale.blogspot.com/2009/08/basso-della-penna-nellestremo-della.html' title='Novella XXI'/><author><name>roberto giangregorio</name><uri>https://profiles.google.com/104479831040602394236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-KE7UbxZ16BQ/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/qNI1Vx10lns/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7747367532185299307.post-164863565105769571</id><published>2009-08-17T15:05:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T14:47:10.038+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trecentonovelle'/><title type='text'>Novella XXII</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Due frati minori passano dove nella Marca è morto uno; l'uno predica sopra il corpo per forma che tale avea voglia di piagnere che fece ridere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non fu sí canonizzata la fama del Basso di piacevolezza dopo la sua morte, quanto fu canonizzata la fama d'uno ricco contadino falsamente in santità in questa novella. E' non è gran tempo che nella Marca d'Ancona morí nella villa un ricco contadino, che avea nome Giovanni; ed essendo, innanzi che si sotterrasse, tutti gli suo' parenti e uomeni e donne nel pianto e ne' dolori, volendoli fare onore, non essendo ivi vicina alcuna regola di frati, per avventura passorono due frati minori, li quali da quelli che erano diputati a fare la spesa furono pregati che alcuna predicazione facessono a commendazione del morto.&lt;br /&gt;Li frati, nuovi sí del paese, e sí d'avere conosciuto il morto, cominciorono tra loro a sorridere, e tiratisi da parte disse l'uno all'altro:&lt;br /&gt;- Vuo' tu predicar tu, o vuogli che io predichi io?&lt;br /&gt;Disse l'altro:&lt;br /&gt;- Di' pur tu.&lt;br /&gt;Ed egli seguí:&lt;br /&gt;- Se io prédico, io voglio che tu mi prometta di non ridere.&lt;br /&gt;Rispose di farlo.&lt;br /&gt;Dato l'ordine e l'ora, e saputo il nome del morto, il valentre frate andò, come è d'usanza, dove era il morto e tutta l'altra brigata; e salito alquanto in alto, propose:&lt;br /&gt;- Que, qui . Per que s'intende Janni, per qui s'intende Joanni dello Barbaianni; non ci dico cavelle, perché vola di notte. Signori e donne, io sento che questo Joanni è stato bon peccatore, e quando ha possuto fuggire li disagi, volentiera ce l'ha fatto; ed è ben vivuto secondo il mondo; hacci preso gran vantaggio nel servire altrui, ed ègli molto spiaciuto l'essere diservito: largo perdonatore è stato a ciascuno che bene gli abbia fatto, e in odio ha avuto chi gli abbia fatto male. Con gran diletto ha guardato li santi dí comandati; e secondo ho sentito, gli dí da lavorare s'è molto guardato da' mali e dalle rie cose. Quando li suoi vicini hanno avuto bisogno, fuggendo le cose disutili, sempre gli ha serviti: è stato digiunatore quando ha aúto mal da mangiare: è vissuto casto, quando costato li fosse. Oratore m'è detto che è stato assai: ha detto molti paternostri, andandosi al letto, e l'Ave Maria almeno, quando sonava nel popul suo. Spesso ne' dí fuor di settimana facea elemosine. Venendo alla conclusione, li costumi e le opere sue sono state tali e sí fatte che sono pochi mondani che non le commendassono. E chi mi dicesse: «O frate, credi tu che costui sia in Paradiso?» Non credo. «Credi tu che sia in Purgatorio?» Dio il volesse. «Credi tu che sia in Inferno?» 
